ESPROPRIAZIONI: CON VOTO UNANIME IL VIA LIBERA DELLA II COMMISSIONE AL DISEGNO DI LEGGE DELLA GIUNTA REGIONALE – BOCCIATO L'ARTICOLO N. 25 PERCHÉ GIUDICATO GIÀ INCOSTITUZIONALE DALLA CONSULTA

La seconda Commissione consiliare, nella riunione odierna, ha licenziato, con voto unanime, il disegno di legge della Giunta regionale relativo alle modalità di espropriazione per pubblica utilità. È stato bocciato tuttavia (8 astenuti e voto favorevole del presidente) l'articolo 25 della legge (Utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico) il cui contenuto ripercorreva fedelmente quanto già previsto nel Testo unico sugli espropri e dichiarato incostituzionale dalla Consulta. I membri dell'opposizione si sono anche astenuti sull'articolo 19 concernente la “Determinazione dell'indennità di aree edificabili”. Una delle novità salienti della nuova normativa regionale sugli espropri, che dovrà passare ora all'esame dell'Aula, riguarda l'istituzione di una Commissione unica regionale, al posto delle due Commissioni provinciali previste dalla normativa nazionale, con compiti maggiormente incisivi per pervenire ad una conclusione del procedimento prima di adire alle vie legali, rispettando il criterio di uniformità ed economicità.

Data:

29 Giu 2011 01:00

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(Acs) Perugia, 29 giugno 2011 – Con voto unanime di tutti i consiglieri presenti, la seconda Commissione consiliare, presieduta da Gianfranco Chiacchieroni ha dato il via libera al disegno di legge della Giunta regionale concernente “Disposizioni in materia di espropriazione per pubblica utilità”. Qualche distinguo è stato registrato invece sul voto dell'articolato che ha visto la bocciatura (8 astenuti e voto favorevole del presidente) dell'articolo 25: “Utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico”, riproposto, nel contenuto, allo stesso modo di quanto previsto nel Testo unico sugli espropri dichiarato illegittimo, già nell'ottobre 2010, dalla Corte Costituzionale. Voto differente, tra i membri della maggioranza (favorevoli) e dell'opposizione (astenuti) anche sull'articolo 19 concernente la “Determinazione dell'indennità di aree edificabili”. Per entrambi gli articoli, poiché la Commissione ha discusso l'atto in sede referente, sono stati annunciati emendamenti direttamente in Aula.


 

Tra le novità sostanziali del testo legislativo, una Commissione unica regionale con compiti maggiormente incisivi per pervenire ad una conclusione del procedimento prima di adire alle vie legali, rispettando il criterio di uniformità ed economicità. Inoltre, “per evitare il contenzioso e favorire la definizione dell'equo ristoro”, verrà chiarito con puntualità quando un'area debba intendersi legalmente edificabile o quando questa sia determinata dalla situazione di fatto delle aree da espropriare”. Saranno poi individuate “le opere che costituiscono riforma economico-sociale con l'intento di perseguire finalità di riequilibrio e giustizia sociale e non solo con riferimento alle ipotesi di grandi eventi straordinari di riforma attuata attraverso programmi espropriativi nazionali”. E si adotteranno “forme di notifica e comunicazione che rendano, nella trasparenza, più agevole l'azione dell'autorità espropriante”.


 

Alla riunione odierna della Commissione ha preso parte l'assessore regionale all'Urbanistica, Silvano Rometti insieme ad alcuni funzionari dello stesso assessorato. Poiché l'atto è stato votato all'unanimità, unico relatore in Aula sarà lo stesso presidente della Commissione, Chiacchieroni.


 

SCHEDA:

Il documento contiene le disposizioni sull'espropriazione per pubblica utilità, in una materia ritenuta concorrente con la competenza dello Stato, da esercitare nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti dalle legge. Vengono definite le disposizioni per l'espropriazione dei beni immobili e i soggetti coinvolti nel procedimento espropriativo. Gli enti pubblici dovranno individuare un apposito 'Ufficio per le espropriazioni' e nominare un responsabile unico che curerà la procedura in ogni fase: i Comuni potranno istituire tale ufficio in forma consorziata.


 

La Regione può svolgere funzioni di indirizzo nei confronti degli altri enti (adottando apposite direttive per una azione efficace ed omogenea, oltre quelle di monitoraggio dei procedimenti espropriativi) ed anche delegare ad altri enti pubblici le funzioni proprie diautorità espropriante per i vari procedimenti, mantenendo il potere di revoca qualora ne ravvisi la necessità. Viene indicata la temporalità dei vincoli a carattere espropriativo (cinque anni), stabilendo che la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera deve essere dichiarata entro il quinquennio di vincolo pena la decadenza.

Per alcune opere (difesa del suolo, di consolidamento degli abitati, di infrastrutturazione tecnologica, oltre quelle ricadenti nelle zone di rispetto delle strade, ferrovie, cimiteri, aeroporti) il provvedimento di approvazione del progetto emanato dall'amministrazione pubblica costituisce di per sé apposizione del vincolo preordinato all'esproprio.


 

Le comunicazioni e le notifiche ai destinatari della procedura espropriativa, previste dal Testo unico sulle espropriazioni, possono essere effettuate con tutte le modalità che garantiscono l'avvenuta comunicazione secondo la disciplina vigente come ad esempio la raccomandata con avviso di ricevimento, la notifica effettuata dal messo comunale o la posta elettronica certificata. Le comunicazioni al destinatario irreperibile o quando è impossibile conoscerne la residenza, la dimora o il domicilio, possono essere effettuate mediante un avviso affisso all'albo pretorio dei comuni interessati e la pubblicazione su uno o più quotidiani a diffusione almeno regionale e sul sito informatico della Regione e dell'autorità espropriante. AS/as

Ultimo aggiornamento: 29/06/2011