ERRATA CORRIGE / QUESTION TIME (1): “CHIARIRE LE CAUSE DELL'INQUINAMENTO DELLE FALDE A CITTÀ DI CASTELLO E RIMBORSARE FAMIGLIE” - DOTTORINI (IDV) INTERROGA ROMETTI CHE SPIEGA “DIFFICILE INDIVIDUARE CAUSE E COLPEVOLI

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12 Mar 2013 00:00

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(Acs) Perugia 12 marzo 2013 – Il capogruppo regionale Idv, Oliviero Dottorini, ha presentato una interrogazione urgente (question time) “sui diversi casi di inquinamento delle falde acquifere nella località Riosecco, Regnano e Trestina di Città di Castello e i conseguenti divieti di attingimento dai pozzi privati sia per uso potabile che irriguo”. Dottorini, che sull'argomento ha anche presentato un emendamento al Dap e al bilancio di previsione, chiedeva di “conoscere chi sono in responsabili dell'inquinamento da tetracloroetilene; come si intende bonificare l'area; quali rischi corrono le tante famiglie incolpevoli, costrette a rinunciare perfino alla tradizionale coltivazione dell'orto; su quali indennizzi possono contare per pagare il forzato allaccio all'acquedotto pubblico”.

L'assessore regionale all'ambiente Silvano Rometti ha risposto che non è facile individuare le cause effettive ed i responsabili dell'inquinamento delle falde verificatosi a Città di Castello, la gran parte all'interno dell'area industriale, e casi simili stanno emergendo in altre zone dell'Umbria. La Giunta, ha spiegato Rometti, ha fatto fin qui la sua parte, spendendo oltre 602mila euro che prevedeva l'accordo con la Provincia di bonificare l'area tramite prelievo e re-immissione delle acque in falda. Sulle responsabilità, Rometti ha fatto riferimento a probabili sversamenti di aziende in fognature rivelatesi non a perfetta tenuta. Sui rischi per la salute e sul presunto aggravamento della situazione, l'assessore ha spiegato che le nuove ordinanze di divieto si sono rese necessarie a seguito dell'abbassamento per legge dei limiti di concentrazione delle sostanze inquinanti. Rometti ha anche detto che la Regione seguirà la situazione con particolare attenzione e che la Giunta starebbe valutando da un punto di vista giuridico formale i contenuti dell'emendamento proposto dallo stesso Dottorini al Dap, finalizzato all'erogazione di un contributo di solidarietà alle famiglie costrette di fatto ad allacciarsi alla rete pubblica.

In sede di replica il consigliere Oliviero Dottorini, che ha definito la situazione “particolarmente grave”, ha confermato la presentazione del suo emendamento portandolo fino al voto in aula, ed ha ribadito la volontà di andare fino in fondo sulla vicenda anche per far sì che si attui la bonifica e per individuare le gravi responsabilità di chi ha inquinato. GC/gc

Ultimo aggiornamento: 12/03/2013