(Acs) Perugia, 19 marzo 2018 – Nella riunione odierna della Seconda Commissione, presieduta da Eros Brega, si è nuovamente parlato della proposta di legge del consigliere Attilio Solinas (Misto-Mdp) che mira a disciplinare le “emissioni gassose in atmosfera derivanti da attività a forte impatto odorigeno”. Dopo le audizioni delle scorse settimane (Comitato antinquinamento di Olmeto ed Arpa) è stata la volta dell’assessore regionale alla Salute, Luca Barberini, che ha prioritariamente rimarcato la necessità di allargare il contesto ambientale della proposta legislativa all’ambito sanitario, in particolare rispetto agli effetti legati alla salute pubblica.
L’assessore ha spiegato che quella delle emissioni odorigene è “una materia che, prima ancora che normata, va conosciuta, valutando gli elementi normativi conseguenti. Soltanto recentemente è stato previsto un profilo normativo nazionale, con il decreto legislativo ‘183/2017’ che introduce, per la prima volta, il concetto di emissioni odorigene (articolo 272 bis) con le Regioni che possono dunque prevederne la prevenzione e la limitazione”. Barberini ha detto di ritenere “necessario rivedere ed approfondire questa proposta di legge alla luce delle disposizioni nazionali, in considerazione del fatto che non vengono messe in relazione le emissioni odorigene con eventuali conseguenze sanitarie. L’intera proposta – ha rilevato - si muove collocata in ambito squisitamente ambientale. Rispetto all’Arpa, quale unico soggetto con competenza sul tema, vanno previsti i ruoli di altri soggetti istituzionali, in particolar modo quello dei sindaci, sia del territorio dove è collocato l’impianto responsabile di emissioni odorigene, che di altri Comuni confinanti e limitrofi dove viene eventualmente segnalato il disturbo olfattivo. Un ruolo primario va soprattutto previsto per l’Azienda sanitaria locale competente per territorio attraverso i dipartimenti di igiene e prevenzione. Va fatta comunque una considerazione di carattere generale dove anche burocrazia e procedure, pur nel massimo rispetto ambientale e sanitario, non vadano comunque ad ostacolare insediamenti produttivi che determinano occupazione e lavoro”.
Alla riunione ha preso parte anche Giovanni Santoro (direttore regionale salute, sanità pubblica) che ha rimarcato, tra l’altro, l’esigenza di “definire con chiarezza il fenomeno del disagio odorigeno, poiché sfugge ad una classificazione codificata e normata. È importante integrare le conoscenze ambientali soprattutto in tema di prevenzione delle emissioni odorigene”. Il programma dei lavori prevede una prossima audizione con l’assessore all’Ambiente, Fernanda Cecchini, prima di dare luogo ad un gruppo di lavoro composto, nelle intenzioni del presidente Brega e della Commissione, da rappresentanti tecnici degli assessorati Ambiente e Salute della Regione, da Arpa e da una rappresentanza della stessa Commissione, che dovrebbe portare in un tempo congruo alla predisposizione di un testo legislativo finale.
La proposta legislativa detta norme in materia di emissioni odorigene per le procedure in fase di autorizzazione e di gestione delle attività antropiche che prevedono la manipolazione, trasformazione, produzione di beni, nonché le azioni da intraprendere nel caso di superamento delle concentrazioni limite previste. La legge è finalizzata ad individuare dunque gli strumenti e le regole di autorizzazione, prevenzione e controllo in materia di emissioni odorigene e definisce il campo di valori entro i quali le attività umane possono considerarsi, in via precauzionale, compatibili con la salute ed il benessere pubblico e la tutela dell’ambiente nel suo complesso, nel rispetto dei limiti di legge che sono stati definiti così da consentire al cittadino di fruire di un ambiente salubre e piacevole. AS/