(Acs) 17 ottobre 2011 - “Rispettare i requisiti di cittadinanza per tutti i componenti del nucleo familiare come criterio per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica; maggiore punteggio per i nuclei familiari da più tempo in graduatoria; aggiornamento dei canoni di locazione fermi al 2000”. Sono le richieste del consigliere regionale di Fare Italia, Franco Zaffiniillustrate stamani in una conferenza stampa a Palazzo Cesaroni. Si tratta, in ordine, di una proposta di legge e di una mozione presentate nello scorso mese di luglio e di una interrogazione del mese scorso.
Nell'iniziativa legislativa, Zaffini prevede che tutti i componenti del nucleo familiare richiedenti l'alloggio popolare debbano essere in possesso dei requisiti di cittadinanza come previsto dalla legge vigente. “Il regolamento d'attuazione sui requisiti di cittadinanza invece – ha spiegato Zaffini - è difforme da quanto previsto dalla legge regionale perchè stabilisce che solo il titolare della domanda sia in possesso dei requisiti. E’ evidente che un regolamento rigoroso e conforme alla legge è meno raggirabile e quindi più equo nei confronti di tutti, italiani e stranieri onesti e non clandestini”.
Nella mozione, il consigliere regionale chiede di assegnare un punteggio aggiuntivo per la storicità di permanenza in graduatoria. In sostanza prevede l'assegnazione di 1 punto per ogni anno di presenza in graduatoria al richiedente che non sia già assegnatario, presente continuativamente nella graduatoria del medesimo Comune da almeno 2 anni.
Con la sua interrogazione, invece, Zaffini punta il dito sul mancato aggiornamento dei canoni di locazione e delle fasce di reddito, secondo quanto previsto della legge regionale '23/2003' (“Norme di riordino in materia di edilizia residenziale pubblica”). Zaffini denuncia che la Giunta ha omesso di adottare il regolamento per l'aggiornamento dei canoni e delle fasce di reddito, costringendo l'Ater ad applicare canoni risalenti al 2000 e riferiti alla precedente legge regionale del 1996, peraltro abrogata a seguito dell'approvazione della legge regionale del 2003.
Zaffini ha definito “gravissima l'omissione della Giunta regionale perché mentre il fondo per l'edilizia residenziale necessita di risorse, i canoni non adeguati rappresentano un mancato introito per il fondo per l'edilizia. Questa situazione va a pesare di conseguenza sul bilancio regionale, impegnando risorse che potrebbero invece essere destinate per altri importanti ed urgenti interventi sociali”.
In apertura di conferenza, Zaffini ha sottolineato come il comparto dell'edilizia residenziale pubblica per l'Umbria comporta una spesa annua di oltre 140 milioni di euro e che, in base a quanto emerso dall'analisi e comparazione dei dati relativi ai bilanci delle Regioni, elaborati dalla Commissione tecnica paritetica per l'applicazione del federalismo fiscale, la spesa risulta superiore a quella della Toscana (128 milioni) e addirittura più del doppio delle Marche”. RED/as