(Acs) Perugia, 24 ottobre 2011 - Modificare la legge regionale '23/2003' sull'edilizia residenziale pubblica, potenziando il ruolo di controllo svolto dall'Assemblea regionale e impegnando la Giunta a riferire annualmente al Consiglio sulla realizzazione e sull'efficacia dei piani operativi annuali. È questo l'obiettivo della proposta di legge firmata dal capogruppo leghista Gianluca Cirignoni e finalizzata a “contribuire in maniera determinante alla trasparenza dell'amministrazione regionale, che muove ogni anno miliardi di euro, ed alla salvaguardia e potenziamento del ruolo di controllo e valutazione sull'amministrazione medesima che il Consiglio regionale svolge”.
Cirignoni spiega di aver depositato una proposta di modifica della legge che prevede “l'inserimento nella legge di una clausola valutativa in virtù della quale la Giunta regionale dovrà riferire annualmente al Consiglio sulla realizzazione e sull'efficacia dei piani operativi annuali predisposti in attuazione del Piano triennale dell'edilizia residenziale pubblica previsto dalla legge. Le relazioni – spiega - dovranno contenere dati e informazioni dettagliati in modo da fornire, oltre che l'ammontare dei soldi pubblici spesi, anche l'effettivo impatto che tali spese hanno avuto nel realizzare le finalità previste dalla legge. Tali dati dovranno inoltre essere forniti rielaborati e comparati con quelli analoghi degli anni precedenti, sia per quanto riguarda il piano triennale, sia per quanto riguarda i piani operativi annuali, allo scopo di creare un quadro chiaro dell'efficacia delle politiche attuate negli anni per quel che riguarda l'edilizia residenziale pubblica”.
Per il consigliere regionale della Lega Nord “la trasparenza dell'amministrazione regionale ed il controllo e valutazione della stessa, garantite dall'inserimento della clausola valutativa in questa legge, rivestono una particolare importanza perché dai dati della Commissione tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale (Copaff) emerge chiaramente come la nostra regione, con meno di un milione di abitanti, abbia speso in tre anni per l'edilizia abitativa quasi 140 milioni di euro, più della Toscana e delle Marche che hanno rispettivamente il quadruplo e il doppio dei residenti, mentre per quella che nei bilanci riclassificati dalla Copaff viene definita 'urbanistica' l'Umbria ha speso in tre anni oltre 80 milioni di euro, rispetto ai quasi 11 milioni di euro della Toscana e ai 5 milioni di euro delle Marche”. MP/mp