(Acs) Perugia, 19 novembre 2010 - “Accolgo con favore le prese di posizione del sindacato e delle associazioni di categoria, tese al rilancio del ruolo del sistema del credito umbro affinché sia più vicino ed efficace verso le esigenze delle famiglie e delle imprese”. Lo scrive, in una nota, il consigliere del PD, Andrea Smacchi secondo cui “il mondo del credito deve tornare al centro dell’azione coniugando obiettivi economici con il sostegno al territorio e riservando particolare attenzione alla possibilità, al momento bloccata, di accedere al credito per le piccole e medie imprese”.
Per Smacchi “la sfida che in questi anni spetterà alla politica regionale, sarà quella di accompagnare il vasto sistema di piccole e medie imprese, frutto di una varietà di esperienze di sviluppo locale, in un percorso di rafforzamento competitivo in grado di sostenere con successo la pressione della concorrenza globale. Una sfida – osserva - di per se impegnativa per un sistema ad economia diffusa ed a base locale, per di più affrontata in un contesto in cui le politiche nazionali si sono ristrette al tema degli incentivi all’impresa, invece che allo sviluppo del territorio”.
L'esponente del PD ricorda che “in più di un’occasione ho ribadito e rilanciato con forza questa esigenza, per ultimo nell’iniziativa dello scorso 8 novembre a Gualdo Tadino, nell’ambito della discussione sulla vertenza Merloni. Se è vero che il sistema bancario umbro ha perso 500 milioni di impieghi in tre anni, - commenta - risulta assolutamente necessario stimolare l’attenzione del credito verso il territorio cercando di mettere a sistema i vari modelli oggi presenti. La Regione – aggiunge Smacchi - dovrà promuovere la qualità delle imprese ed investire su quelle che ambiscono all’eccellenza in rete, elevando la loro dinamicità, la loro innovazione tecnologica ed il loro radicamento”.
“In un momento di crisi così difficile – continua l'esponente del PD - è fondamentale che le poche risorse disponibili vengano ottimizzate ed indirizzate verso direttrici mirate, in grado di rispondere alle esigenze dell’Umbria, perché il progresso non nasce da iniziative isolate, ma da una gestione che coinvolge una molteplicità di attori sia pubblici che privati. Occorre quindi rafforzare e riorganizzare il sistema bancario – conclude Smacchi - per renderlo più forte e per far emergere un nuovo modello umbro in grado di rispondere puntualmente alle esigenze del territorio”. RED/as