(Acs) Perugia, 18 giugno 2014 - Piena e convinta solidarietà ai lavoratori delle aziende 'Ex Pozzi' di Spoleto, 'Pasta Julia Spa' di Spello e 'Antonio Merloni' di Umbria e Marche da parte di Orfeo Goracci (Comunista umbro). Per il consigliere regionale si tratta di “tre casi emblematici, ognuno con le proprie specificità. Tre vertenze che ci parlano di un contesto locale, nazionale ed internazionale nel quale il lavoro produttivo è visto come la variabile dipendente del profitto. E non vi sono segnali apprezzabili di ripresa proprio a causa della compressione dei redditi da lavoro, dello smantellamento dei diritti, della prevalenza delle logiche del capitale finanziario, bancario e speculativo, su quello produttivo”.
“Per queste tre aziende – spiega Goracci - a strategie industriali non certo lungimiranti sul fronte delle innovazioni di processo e di prodotto (emblematica la vicenda della Merloni), si accompagna un ruolo preponderante da parte degli istituti di credito. Un ruolo che certo non aiuta a porre in essere premesse per una ripartenza effettiva dei siti produttivi, ma che anzi le ostacola sempre più”.
Secondo Goracci “le istituzioni, in primis la Regione, debbono attivarsi subito con tutti gli strumenti di cui dispongono, per garantire la sopravvivenza ed il rilancio del polo metallurgico di Spoleto della 'Ex Pozzi' e prospettive di ripresa per quanto riguarda il sito di Spello della 'Pasta Julia'. Mentre per la Merloni ci si deve adoperare, non solo per garantire all'azienda un futuro di pieno rilancio ed occupazione, respingendo per quanto possibile atteggiamenti non costruttivi e dannosi da parte delle banche, ma soprattutto lavorando sulla piena attuazione dell'accordo di programma. Si tratta di uno strumento che mette a disposizione dell'Eugubino-Gualdese risorse per 35 milioni di euro e che deve essere depurato da incrostazioni burocratiche e parti attuative troppo farraginose che ne hanno limitato fino ad oggi il pieno dispiegamento operativo. Solo così sarà possibile garantire importanti prospettive di rilancio e di diversificazione del tessuto produttivo ad un territorio particolarmente sofferente, interessato da una vera e propria desertificazione produttiva, senza le quali non sarebbe lontano un collasso economico di proporzioni inaudite”.
“La politica regionale – conclude Goracci - deve marcare la sua autonomia e la sua autorevolezza, tornando a porre sui tavoli decisivi le questioni sempre urgenti e, anzi, ormai ineludibili di un nuovo modello di sviluppo per l'Umbria e per i suoi territori, evitando atteggiamenti di subalternità rispetto a logiche economiche non indirizzate al bene comune e agli interessi supremi della collettività”. RED/dmb