(Acs) Perugia, 20 marzo 2013 - “Rimodulare l'accordo di programma della Antonio Merloni in modo che tenga conto della realtà imprenditoriale dell'Umbria e salvaguardi i diritti dei lavoratori dell'ex gruppo industriale”. Così il capogruppo dell'Udc, Sandra Monacelli che, su questo, ha chiesto al presidente della Seconda Commissione, Gianfranco Chiacchieroni, una specifica audizione dell'assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Riommi, unitamente a Sviluppumbria.
“Il tessuto economico dell'Umbria – fa notare l'esponente centrista -, massimamente caratterizzato da piccole e medie imprese, ha fatto registrare negli ultimi mesi un rapidissimo degrado degli indici economici. Nel 2012 sono state 4.768 le imprese che hanno chiesto la rateizzazione del pagamento dei contributi previdenziali, importanti istituti di credito hanno ridotto sensibilmente gli impieghi per investimenti rispetto all'anno precedente, il tutto mentre negli ultimi tre anni l'Umbria ha perso 28.000 posti di lavoro e sono calati drasticamente i consumi. È pertanto di tutta evidenza che gli strumenti offerti fino ad oggi dal sistema regionale per la necessaria ripresa economica risultano inadeguati”.
Per Monacelli “il mancato interesse da parte di grandi soggetti economici ad investire nel territorio umbro, sulla base dell'attuale Accordo di programma, deve spingere la Regione a sostenere nelle apposite sedi una revisione del medesimo strumento. Una correzione – spiega - che deve necessariamente, e a questo punto improrogabilmente, tenere conto della realtà imprenditoriale umbra, composta da medie e piccole imprese, affinché siano proprio le aziende della nostra regione invogliate ad investire. Pertanto – aggiunge – diventa indispensabile una ricalibrazione degli strumenti previsti dall'Accordo di programma, affinché la Fascia appenninica possa riprendersi da una crisi che sta distruggendo un tessuto economico fino a pochi anni fa – conclude - tra i più dinamici della nostra regione”. RED/as