ECONOMIA: “RICONOSCIMENTO STATO DI CRISI COMPLESSA AREA TERNI-NARNI DI DIFFICILE ATTUAZIONE” - PER DE SIO (FD'I) IRRINVIABILI “SCELTE STRATEGICHE E COMPLESSIVE” CHE NE SVILUPPINO I PUNTI DI FORZA

Il consigliere regionale Alfredo De Sio (Fratelli d'Italia) affida ad una articolata nota alcune riflessioni sulla questione riguardante il riconoscimento dello stato di “Area territoriale di crisi complessa” per il territorio Ternano-Narnese ritenendo tale strumento di difficile attuazione. De Sio nell'auspicare una rapida verifica della concreta percorribilità di tale strada, ritiene comunque irrinviabile l'adozione di scelte strategiche e complessive riguardanti il modello di sviluppo di quell'area

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07 Feb 2014 00:00

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(Acs) Perugia 7 febbraio 2014 -  Il consigliere regionale Alfredo De Sio (Fratelli d'Italia) affida ad una articolata nota alcune riflessioni sulla questione riguardante il riconoscimento dello stato di “Area territoriale di crisi complessa” per il territorio Ternano-Narnese ritenendo tale strumento di difficile attuazione. De Sio nell'auspicare una rapida verifica della concreta percorribilità di tale strada, ritiene comunque irrinviabile l'adozione di scelte strategiche e complessive riguardanti il modello di sviluppo di quell'area.

“Per ora – esordisce l'esponente del centrodestra - l’unica cosa che appare complessa è la discussione che si sta sviluppando attorno alla valutazione di chiedere il riconoscimento di Terni appunto quale 'Area territoriale di crisi complessa'. Sia chiaro che – aggiunge - l’argomento è tutt’altro che banale e alcuni approcci semplicistici portano alla luce vecchi e nuovi difetti di quell’antica 'guerra delle parole' che tanto ha appassionato le classi dirigenti della nostra città senza produrre nulla di concreto e che mai come in questo momento appare anacronistica”.

De Sio prosegue nella sua riflessione e prima di entrare in una “valutazione di merito”, si chiede se “nell’attuale crisi economica in cui versa l’Italia, al di là dell’ottica sentimentale che ognuno di noi vive, il nostro territorio ha la possibilità di vedere riconosciuto questo strumento? Io credo che più di qualche dubbio esista – sostiene -, valutando in Italia quali siano le realtà nazionali con le quali dovremmo confrontarci, il peso politico ed economico  e perciò  le priorità che, a torto o a ragione, rischiano di sopravanzare situazioni come la nostra. Ecco perché – spiega - ritengo indispensabile prima di declinare l’eventuale impatto di una misura come questa, capire i margini di fattibilità che il governo nazionale può garantire valutando successivamente la portata di interventi, ed evitando così di perdere tempo in discussioni interessanti ma inutili”.

Ma ciò che l'esponente di Fratelli d'Italia ritiene non più rinviabile è l'adozione di scelte “strategiche e complessive riguardanti il modello di sviluppo che pensiamo debba avere quest’area nei prossimi decenni. E non c’è dubbio che – sottolinea - approcci conservativi, magari spolverati di pseudo aiuti che spesso lasciano il tempo che trovano, possano  produrre più bene che male perpetuando una pigrizia delle idee e delle azioni che non sarebbe altro che certificare da qui a poco l’irreversibilità della ripresa e del protagonismo di questa area. La crisi va contrastata sotto ogni forma – dice De Sio - , soprattutto quella del sostegno concreto a chi ne rimane vittima, ma tamponare serve a poco, soprattutto alle nuove generazioni. Dobbiamo quindi avere consapevolezza di ciò che siamo e di quello che potremmo essere – spiega il consigliere regionale -, senza velleità e superficialità, ma coniugando coraggio e realismo senza per questo accettare semplicisticamente le ricette del mercatismo, lasciando che tutto scorra pensando che privati e mercato possano risolvere da soli la situazione. Una teoria che non solo è sbagliata ma è in controtendenza rispetto  a ciò che avviene nel resto d’Europa e non solo”.

Il consigliere De Sio insiste quindi sulla necessità di operare un “salto di qualità per lo scenario locale, alla luce di emergenze straordinarie, le quali richiedono perciò risposte straordinarie. La centralità delle acciaierie, un nuovo ruolo per il polo chimico e il rapporto con le multinazionali che hanno un’altissima concentrazione – spiega - possono costituire l’elemento virtuoso e di immagine capace di pensare al di la della crisi, imboccando l’unica via d'uscita percorribile. Attrarre capitali – aggiunge -, puntare su processi innovativi, riconvertire e riqualificare aree industriali e capovolgere in breve tempo i ruoli da 'area che chiede' ad 'area che offre' trasformando le debolezze in punti di forza  ed inaugurando un percorso che rompa definitivamente il 'deficit di futuro' che si respira. Le etichette spesso pesano più della verità – conclude De Sio - e le istituzioni locali non possono pensare di alzare bandiera bianca affidandosi solo a strumenti che, se non vengono ben utilizzati, serviranno solo  a creare  pericolose illusioni”. RED/tb

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Ultimo aggiornamento: 07/02/2014