ECONOMIA: MISURE CONDIVISE MA DEVONO ESSERE ATTUATE RAPIDAMENTE E PUNTANDO SU PRECISE PRIORITÀ PER USCIRE DALLA CRISI – IN II COMMISSIONE AUDIZIONE SUL PIANO ANNUALE PER LA CRESCITA E LA COMPETITIVITÀ DEL SISTEMA PRODUTTIVO

Si è svolta questa mattina a Palazzo Cesaroni l'audizione con le categorie economiche e sindacali convocata dal presidente della II Commissione, Gianfranco Chiacchieroni. Al centro dell'incontro le misure previste dal Piano annuale per la crescita, l'innovazione e la competitività del sistema produttivo regionale, la loro applicazione e la loro efficacia.

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07 Ott 2011 01:00

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(Acs) Perugia, 7 ottobre 2011 – Le previsioni e le azioni contenute nel Piano per la crescita, l'innovazione e la competitività del sistema produttivo regionale godono di una sostanziale condivisione da parte delle associazioni di categorie e dei sindacati ma è necessario procedere con rapidità, puntando su precise priorità e dando risposte ad una economia regionale sempre più in difficoltà. Questo, in sintesi, quanto emerso dall'audizione sul documento annuale che avvia l'attuazione del Programma triennale elaborato dalla Giunta ed approvato dall'Assemblea regionale nel luglio scorso convocata dal presidente della Seconda Commissione, Gianfranco Chiacchieroni e svoltasi questa mattina a Palazzo Cesaroni.

LAURA ROSSI (Confcommercio) ha evidenziato che il Piano avrebbe un approccio troppo rivolto al manifatturiero con carenza di risorse e interventi verso il turismo e il commercio. L'internazionalizzazione e la green economy sarebbero settori in cui il ruolo del terziario deve ancora essere riconosciuto e l'innovazione non riguarderebbe soltanto i prodotti ma anche i processi. Per BIAGINO DELL'OMO (Confindustria) la ripresa dell'economia regionale potrà svilupparsi grazie a turismo e manifatturiero, un settore questo che sarebbe l'unico in grado di reagire al ritorno della disoccupazione. Tra le priorità da affrontare ci sarebbero il finanziamento dei bandi per l'efficienza energetica, l'intensificazione delle misure per l'internazionalizzazione e la ricerca, l'attuazione delle misure per l'impiego dei “manager a tempo”. PAOLO ARCELLI (Cna) ha evidenziato che di questi argomenti le parti sociali ed economiche hanno già discusso varie volte, ribadendo la condivisione dell'impianto complessivo del Piano ha evidenziato la necessità di una maggiore differenziazione tra gli interventi per le piccole e per le grandi imprese. Sarebbe inoltre opportuno puntare sul lavoro e sulla formazione, rivedendo il sistema degli stage. Servirebbe inoltre una differente normativa sulla creazione di impresa, puntando più sul sostegno a quelle già esistenti che sulla nascita di nuove aziende, che avverrebbe comunque. Anche il sostegno alle reti di impresa andrebbe ricalibrato, evitando che esse nascano “artificialmente” solo perché esiste la legge e non per reali esigenze di mercato. Per MAURIZIO STAFFA (Confapi) il Piano tocca aspetti importanti e dimostra una discontinuità con un passato in cui lo scenario economico era differente. Il “Pacchetto verde” sarebbe quello più apprezzato mentre ricerca, sviluppo, innovazione e accesso al credito avrebbero bisogno di ulteriori interventi. La creazione di impresa starebbe svolgendo un ruolo positivo ma andrebbe valorizzata per riposizionare colore che vengono espulsi dal circuito lavorativo.

GIANFRANCO FATTORINI
(Cgil) ha sottolineato che la situazione in Umbria sta peggiorando e la crisi sta toccando settori che fino ad ora aveva resistito bene. Solo pochi settori potranno contare sulla disponibilità di fondi e si dovrà puntare su quelli che hanno maggiori opportunità di ripresa. Andrebbero ripensate le “liberalizzazioni a prescindere” e il modello dei consumi, con scelte strutturali e interventi che prevedano una rendicontazione dei risultati ottenuti con i finanziamenti alle imprese. GIULIANA ANELLI (Cgil) ha evidenziato la necessità di un monitoraggio sulle ricadute concrete del Piano, ritenendo irrinunciabile l'investimento sul capitale umano, valutando bene il rapporto tra titolo di studio e occupazione, garantendo progetti di orientamento seri e mirati. GIOVANNI CIANI (Cisl) ha chiesto di concretizzare rapidamente gli impegni assunti e gli interventi programmati, selezionando le priorità condivise da affrontare per poi agire rapidamente. Il riassetto della “macchina pubblica” potrebbe liberare molte risorse consentendo anche la razionalizzazione dei servizi ed alcuni interventi a “costo zero” (come un marchio unico per il turismo e le produzioni tipiche dell'Umbria) potrebbero avere un ritorno positivo. Per ANDREA BERNARDONI (Legacoop) l'economia verde e i fondi rotativi per le imprese potranno rappresentare aspetti prioritari per l'Umbria a patto che le misure previste, per questi e altri settori, divengano operative entro la fine dell'anno in corso. Sarebbero prioritari la pubblicazione dei bandi (che favorirebbero gli investimenti delle imprese) e lo sblocco dei pagamenti della Pubblica amministrazioni, che in alcuni casi arrivano a 360 giorni. Una situazione di forte criticità sarebbe avvertita tra le imprese cooperative, che pure potrebbero ancora contare su una certa solidità, mentre il tema delle riforme andrebbe rilanciato attraverso la sussidiarietà e l'apertura al privato, col pubblico che assume il ruolo di regolatore e controllore. MARIO ARISTEI (Ugl) ha infine auspicato una rapida applicazione delle misure di sostegno all'economia e la previsione di interventi per i 50enni espulsi dal mercato del lavoro e in difficoltà per maturare la pensione. MP/

Ultimo aggiornamento: 07/10/2011