ECONOMIA: LA PROGRAMMAZIONE REGIONALE 2014-2020 APPRODERÀ IN AULA ENTRO LA FINE DI LUGLIO – LA PRESIDENTE MARINI IN SECONDA COMMISSIONE HA TRACCIATO LE LINEE DELLE POLITICHE DI SVILUPPO DELLA REGIONE
Nella riunione di ieri della Seconda Commissione consiliare si è parlato delle politiche di sviluppo predisposte dalla Regione Umbria, legate principalmente alla programmazione comunitaria 2014-2020. I punti cardine sui quali verrà impostato il documento riguardano: innovazione, competitività, ricerca, sostenibilità ambientale e una forte azione legata alla lotta alla povertà. Alla riunione ha preso parte la presidente della Regione, Catiuscia Marini la quale, dopo aver rimarcato come il Piano strategico regionale rappresenti “l'asse fondamentale delle scelte di programmazione coerente con linee di indirizzo europeo” ha assicurato che la Giunta regionale darà i “tempi giusti” al percorso della discussione e della costruzione programmatica del Piano prevedendo il suo primo approdo in Aula entro il mese di luglio.
06 Giu 2013 01:00
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(Acs) Perugia, 6 giugno 2013 - Innovazione, competitività, ricerca, sostenibilità ambientale e una forte azione legata alla lotta alla povertà. Sono i punti cardine su cui si baserà la programmazione regionale 2014-2020, che dovrà essere “realistica rispetto agli obiettivi”, ricompresa nelle risorse (comunitarie e statali) derivanti dai programmi Fesr (Fondo europeo per lo sviluppo regionale e Fse (Fondo sociale europeo). È quanto emerso dalla riunione di ieri pomeriggio della Seconda Commissione consiliare, presieduta da Gianfranco Chiacchieroni, incentrata sull'approfondimento delle politiche di sviluppo predisposte dalla Regione, soprattutto in merito programmazione comunitaria 2014-2020, alla quale hanno preso parte la presidente della Regione Catiuscia Marini insieme a Lucio Caporizzi, direttore regionale alla Programmazione, innovazione e competitività dell’Umbria.
La presidente Marini, dopo aver rimarcato come “il Piano strategico regionale rappresenta l'asse fondamentale delle scelte di programmazione coerente con linee di indirizzo europeo, ha evidenziato che la Giunta regionale intende dare i tempi giusti al percorso per lo sviluppo della discussione e quindi della costruzione programmatica del Piano da parte del Consiglio regionale. E di concerto con la stessa Commissione è stato previsto l'approdo in Aula del Documento entro la fine di luglio per poi definirlo e votarlo nel prossimo mese di settembre. Da subito, comunque, la Seconda Commissione di Palazzo Cesaroni avvierà un lavoro di confronto istituzionale e con le forze produttive e sociali dell'Umbria”.
Marini ha evidenziato, tra l'altro, che il ritardo sui tempi è dovuto però a responsabilità a livello europeo. “Saremmo già dovuti stare al confronto del merito con la Commissione Europea sulle proposte dei Piani operativi regionali. Siamo invece alla fase della costruzione dei criteri nazionali per dar vita ai Piani regionali, senza avere ancora neanche i regolamenti europei, che rappresentano la base legislativa circa l'utilizzo dei fondi. È chiaro – ha sottolineato - che una parte importante dei fondi dovrà essere riservata per la crescita e la ripartenza economica. Siamo chiamati a gestire questa emergenza che riguarda le imprese, quindi l'occupazione e la stessa qualità dell'occupazione. Vanno introdotti elementi di innovazione di cambiamento strutturale. La traccia che abbiamo a disposizione deriva dal documento elaborato dal Governo ('Metodi ed obiettivi per un uso efficace dei fondi comunitari') che rappresenta la base di riferimento su cui ancorare la nostra programmazione regionale”.
La presidente ha anche annunciato che a breve arriverà a Palazzo Cesaroni il programma di interventi svolti relativi alla programmazione 2007-2013 (Programma Fesr: 348 milioni di euro; Fse 250 milioni di euro). “L'Umbria – ha detto Marini - ha rispettato gli obiettivi di spesa. È chiaro che la programmazione ha risentito di quanto accaduto dal 2008 in poi, con il Fondo sociale europeo che ha dovuto quasi 'cambiare pelle' nella gran parte del suo utilizzo intervenendo in forme aggiuntive sulla cassa integrazione in deroga, sulla formazione dei cassaintegrati ed altri contesti legati strettamente alla crisi economica ed occupazionale”.
Per quanto riguarda il prossimo Piano, la presidente ha ribadito che “si punterà sull'innovazione e sulla ricerca, sulla sostenibilità ambientale. Per quanto riguarda le politiche di inclusione sociale, la novità riguarda, dopo circa trenta anni, una forte azione legata alla lotta alla povertà”.
C'è la possibilità quindi di utilizzare il fondo sociale europeo per “alcune azioni di politiche sociali di intervento per la riduzione della povertà e dell'impoverimento che i cittadini hanno subito in conseguenza della crisi economica ed occupazionale. Quindi si potrà dar vita ad importanti servizi per le famiglie, per le persone. Interventi importanti – ha tenuto a precisare la presidente - che ad oggi subiscono spesso la mancanza di risorse nazionali. Poiché i regolamenti europei permettono di prevedere azioni 'plurifondo' (Fondo sociale, di sviluppo regionale e fondi per l'agricoltura) – ha detto ancora Marini - pensiamo di intervenire sull'economia, sia con interventi territoriali che su filiere produttive collocate all'interno della regione”.
Caporizzi ha spiegato che “la nuova programmazione comunitaria è principalmente orientata al risultato, per questo sono state messe in campo, allo scopo, azioni preliminari. Questo significa prevedere una maggiore concentrazione delle risorse. Sul Fesr (Fondo europeo sviluppo regionale) e sul Fse (Fondo sociale europeo), vengono previste due condizioni di concentrazione: sul Fesr, utilizzato sostanzialmente per aiuto alle imprese, infrastrutture, ambiente, beni culturali) c'è una concentrazione che riguarda l'80 per cento delle risorse verso 4 obiettivi tematici: ricerca, sviluppo economico, innovazione; agenda digitale; competitività dei sistemi produttivi (Pmi); energia sostenibile (efficienza energetica rinnovabile). Nel Fondo sociale europeo è previsto un analogo criterio di concentrazione per cui l'80 per cento delle risorse va riservato a 4 priorità di investimento, però da scegliere direttamente a livello regionale”.
Nel corso del dibattito, Rocco Valentino (PdL) ha chiesto alla presidente Marini un maggior coinvolgimento di Confindustria Umbria nella programmazione regionale, rilevando “una evidente frattura dell'Associazione degli industriali umbri con la Regione”.
Manlio Mariotti (Pd), dopo aver rimarcato “l'importanza di poter disporre per i prossimi anni di strumenti adeguati per rispondere alla crisi economica e sociale in atto”, ha definito “giusta” la tempistica prevista per la stesura definitiva del documento entro settembre, “un tempo congruo – ha detto – per entrare nel merito della programmazione con convinzione e competenza”.
A margine dell'incontro, il vice presidente della Commissione, Massimo Mantovani (PdL) ha definito “di fondamentale importanza, per il prossimo settennato, individuare i settori sui quali puntare in relazione al quadro delle risorse ed alle vocazioni, le potenzialità e le possibilità reali dell'Umbria. Rispetto a situazioni che si sono verificate nel passato, dove non c'è stata e non c'è chiarezza sulla produttività degli investimenti, è importante la previsione di nuovi meccanismi per poter accedere alle risorse. Per quanto riguarda gli investimenti dobbiamo tenere presente che nei prossimi dieci anni ci saranno 500 milioni di turisti in più, e siccome questo del turismo è stato definito uno dei motori più importanti per lo sviluppo, bisogna attivarlo attraverso un approccio ed un progetto finalmente sistemico del settore, che preveda la partecipazione diretta degli operatori”.
Per il presidente Chiacchieroni (Pd), “è stato un incontro importantissimo. Stiamo parlando – ha sottolineato - del capitolo più importante di questa legislatura perché in esso devono essere individuate le strategie, le linee e gli strumenti necessari da mettere in campo per lo sviluppo a breve termine dell'Umbria. Da qui a luglio, quando il programma approderà in Consiglio per la discussione generale, la Commissione avvierà un lavoro di confronto istituzionale e con le forze produttive e sociali dell'Umbria”. AS/
