ECONOMIA: “LA FIAT ESCE DA CONFINDUSTRIA RINGRAZIANDO IL GOVERNO PER L'ARTICOLO 8 DELLA MANOVRA FINANZIARIA” - GORACCI (PRC – FDS) SULLA SCELTA DI MARCHIONNE

Data:

04 Ott 2011 01:00

Tempo di lettura:

1 minuto, 18 secondi

(Acs) Perugia, 4 ottobre 2011 – “L'idea di industria della Fiat è quella basata sull'asservimento assoluto e senza tutele dei lavoratori. A dettar legge è solo il padrone ed il sindacato tollerato è quello che sta dalla sua parte, non dalla parte dei lavoratori”. Lo afferma il consigliere regionale di Rifondazione comunista – Fds Orfeo Goracci, osservando che “la Fiat, storicamente, è da sempre azienda governativa. Il suo amministratore delegato Sergio Marchionne è l'interprete più aggiornato di questa ormai secolare strategia aziendale. Marchionne è l'unico industriale italiano, con conto all'estero, che sostiene ancora Berlusconi. Lo fa uscendo da Confindustria, ringraziando il governo per l'articolo 8 inserito nella manovra finanziaria che gli da completamente ragione nel progetto di smantellamento totale della costituzione e delle norme vigenti in materia di lavoro”.

Secondo Goracci “dice bene Maurizio Landini quando vede in questo ulteriore passaggio la conferma di quello che la Fiom ha da sempre denunciato sugli accordi via via sottoscritti dai sindacati, Cgil compresa: Marchionne a Pomigliano e Mirafiori ha iniziato una marcia che rischia di essere inarrestabile, se il sindacato e la sinistra non riprendono il bandolo della matassa. Marchionne vuole mani libere e si svincola da Emma Marcegaglia immediatamente dopo che la presidente di Confindustria ha sfiduciato il Governo. In un passaggio delicatissimo dell'economia e della finanza globalizzata è assordante il silenzio della politica, soprattutto di sinistra, di fronte a tanta arroganza e prepotenza. Quella di Marchionne è una visione di organizzazione economica e sociale che porterà solo allo scontro sociale. Non è immaginabile – conclude - che milioni di persone possano accettare supinamente il dominio di chi è economicamente più forte. Ancor più quando, come nel caso della Fiat, non vengono nemmeno rispettate le promesse di ripresa delle attività produttive, ora rimandate al 2013”. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 04/10/2011