ECONOMIA E LAVORO: IN SECONDA COMMISSIONE IL PROGRAMMA TRIENNALE PER LA CRESCITA, L’INNOVAZIONE E LA COMPETITIVITA’ DEL SISTEMA PRODUTTIVO REGIONALE
E’ proseguito in Seconda Commissione l’esame della proposta di atto amministrativo della Giunta sulle Politiche per lo sviluppo. Osservazioni “bipartisan” dai consiglieri regionali membri della Commissione sui vari punti compresi nel documento. Accolto un emendamento proposto dal presidente Chiacchieroni (PD) per valorizzare il Design degli architetti umbri in chiave Expo Milano 2015.
18 Mag 2011 01:00
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(Acs) Perugia, 18 maggio 2011 – La Seconda commissione del Consiglio regionale ha proseguito le osservazioni sul Programma triennale 2011-2013 per la crescita, l’innovazione e la competitività del Sistema produttivo regionale (articolo 7 legge “25/2008”), una proposta di atto amministrativo della Giunta che culminerà nell’incontro, previsto per giovedì prossimo, 26 maggio, con l’assessore Gianluca Rossi, oggi assente per impegni istituzionali ma rappresentato dal dirigente regionale Luigi Rossetti.
L’atto consiste nell’elencazione degli obiettivi prioritari del governo regionale per quanto riguarda le politiche per lo sviluppo. Sulla base delle indicazioni e delle richieste di spiegazioni già fornite in precedenza dai consiglieri regionali, Rossetti ha spiegato che l’atto in esame denota una “forte connotazione rispetto al settore manifatturiero” ed indica le traiettorie di sviluppo sulla base del Dap (Documento annuale di programmazione): si punta su ricerca, innovazione, consolidamento del sistema produttivo e creazione d’impresa, con il comune denominatore della green economy. Il finanziamento totale è di 103 milioni di euro, provenienti dai fondi europei Por Fesr (Programma operativo regionale del Fondo europeo per lo sviluppo regionale), dai fondi statali e dal bilancio della Regione. Prevede, allo stato attuale, 13 milioni per la creazione d’impresa, 21 milioni per il capitolo Ricerca e innovazione, 22 milioni e mezzo per la Green economy, 35 milioni e mezzo per la promozione ed il sostegno dei processi di investimento, 6 milioni per i servizi innovativi avanzati, 2 milioni per l’internazionalizzazione e 3 milioni per l’accesso al credito e la capitalizzazione d’impresa.
Rispetto alle premesse di carattere generale evidenziate nel documento della Giunta, che sono quelle di una crisi che perdura e di una finanziaria che ha ridotto le possibilità di intervento pubblico, con l’Umbria che “sembra soffrire di più dal lato dell’occupazione e dei consumi, anche se cenni di deterioramento giungono anche dal lato delle imprese”, i consiglieri regionali presenti in Commissione (Chiacchieroni, Barberini, Galanello PD; Brutti Idv; Rosi, Mantovani, Nevi, De Sio Pdl; Carpinelli Per l’Umbria; Goracci Prc-Fds) hanno fornito i loro contributi con richieste di precisazioni ed emendamenti al testo presentato.
In particolare il presidente della Commissione, Gianfranco Chiacchieroni (PD), ha ottenuto l’inserimento di un emendamento riguardante le proposte ricevute dai professionisti della Fondazione umbra di architettura su progetti di valorizzazione del design per le aziende umbre, con specifico riferimento all’Expo Milano 2015, posto tra le “nuove progettualità strategiche e competitive”.
Il capogruppo del Pdl, Raffaele Nevi, ha chiesto la riduzione selettiva dell’Irap, l’estensione delle misure di semplificazione amministrativa e di supporto alla crescita delle piccole imprese, già alle prese con la problematica del passaggio generazionale, non solo a quelle artigiane, ma a tutto il sistema delle imprese umbre. Inoltre, per quanto attiene a ricerca e innovazione ha chiesto il ricorso quanto più possibile all’Università di Perugia e non, genericamente, agli atenei italiani. Ha quindi rivolto delle critiche all’impostazione del documento che “nonostante l’inserimento della tabella con l’allocazione delle risorse, rimane troppo filosofico e non dà la possibilità di verificare i risultati, mancando l’analisi di ciò che è stato fatto fino ad oggi”. Per Nevi la Regione deve investire di più sulla politica industriale, attingendo risorse anche dal capitolo spesa corrente, mentre “assistiamo alla resa incondizionata al finanziamento pubblico, con la Regione che fa da ‘passacarte’ per le risorse europee”. Infine, il capogruppo del Pdl ha espresso “preoccupazione” per i nuovi ruoli di Sviluppumbria e Gepafin: della prima ha detto che “con la ‘ricentralizzazione’ regionale pare diventata un ‘ministero’ che gestisce tutto quanto, dall’internazionalizzazione a Umbria film commission, con il rischio di appesantimento delle procedure”, mentre Gepafin “non ci piace perché vorremmo potenziare i consorzi fidi”.
Anche Paolo Brutti (Idv) ha rimarcato il fatto che il documento non mostra i risultati ottenuti negli anni precedenti e che le poste in bilancio non sono adeguatamente sostanziate, mentre “più che al quadro d’insieme bisognerebbe guardare ai Piani annuali”. Secondo Brutti, inoltre, “non si può guidare il carro dello sviluppo con lo strumento Gepafin, e con quello dei fondi europei, ed il Consiglio regionale, Commissione in primis, deve essere informato su cosa realmente si ottiene dai bandi europei, vale a dire se producono risultati o se invece li vincono sempre i soliti, e anche quanti sono i vincitori. Insomma, non c’è un adeguato controllo di gestione”.
Per Orfeo Goracci (Prc-Federazione della sinistra), la proposta della Giunta contiene “più luci che ombre. E’ importante – ha detto – sapere come i 103 milioni di euro verranno utilizzati. Vorrei anche vedere – ha aggiunto – i risultati riguardanti occupazione e investimenti fatti. L’innovazione porta maggiore profitto all’impresa che però deve metterci del suo se non ci sono effetti per l’occupazione”. Sul contrasto alle delocalizzazioni, Goracci ha detto che “deve essere più forte”, spiegando che “se si ricevono finanziamenti pubblici devono esserci riferimenti certi e inequivocabili”, perciò la Regione “deve essere netta su questo”. PG/pg
