(Acs) Perugia, 22 ottobre 2010 – “Niente di nuovo sotto il sole nel dibattito sullo stato dell’economia umbra che certifica un quadro pericolosamente fermo ed in involuzione. In particolare per l’Alto Tevere non sono pervenute assicurazioni sulla tabacchicoltura e sulle infrastrutture; dopo le promesse (e le premesse clientelari) elettorali non si può scaricare sul livello governativo responsabilità evidenti legate a scelte politiche precise che si continuano a non compiere”. Lo scrive in una nota il consigliere del PdL e vice presidente del Consiglio regionale, Andrea Lignani Marchesani aggiungendo: “Che la storia dell’Umbria non passi più per le Aule della politica è purtroppo dimostrato dal triste scenario di intercettazioni in atto che evidenziano lo squallore dei metodi per la raccolta del consenso messo in atto del Centrosinistra. Ma il ridimensionamento in atto della primazia geopolitica folignate rischia di fermarsi a Perugia nonostante la presenza in Giunta di un assessore tifernate”.
Per Lignani Marchesani “la sceneggiata messa in atto alla galleria della Guinza ha trovato un contraltare nelle richieste precise del capogruppo consiliare Locchi e del sindaco di Perugia che hanno pubblicamente richiamato la presidente Marini all’ordine sulle esigenze del capoluogo”.
Lignani sottolinea come in Aula ha rimarcato “la necessità di scelte prioritarie precise che in Conferenza Stato Regioni sostituiscano, dal punto di vista infrastrutturale, l’indistinta lista della spesa presentata dall’Umbria con le conseguenti responsabilità politiche in capo alla Giunta regionale. La Marini – fa sapere il vice presidente dell’Assemblea legislativa - ha glissato in sede di replica e ha scelto ad oggi di non scegliere, dimostrando di non essere all’altezza della situazione cui è stata chiamata. L’Alto Tevere – avverte Lignani - ha bisogno di sapere se la strada E/78 sarà la priorità infrastrutturale su gomma della Regione e la Marini deve decidere se dire sì a Locchi e Boccali o al Consiglio comunale di Città di Castello che all’unanimità ha formulato un atto di indirizzo in tal senso”.
Per l’esponente del centrodestra “continuare a non scegliere significa fare il male della Regione e conseguentemente dell’Alto Tevere. Tirare a campare, in funzione delle prossime scadenze elettorali, - conclude Lignani Marchesani - significa che per salvare un sistema alla frutta si minano le speranze e le occasioni del futuro”. RED/as