(Acs) Perugia, 18 ottobre 2012 – “Modificare la determina dirigenziale 12/11 n.8812, allargando la platea dei soggetti fideiussori alla finanziaria Gepafin e ai confidi, al fine di agevolare l'accesso ai fondi europei destinati specificatamente alla stabilizzazione di lavoratori precari e all'assunzione di soggetti che hanno avuto un contratto a progetto cessato a partire dal 1 settembre 2008 ed ora disoccupati”. Attraverso una interrogazione Sandra Monacelli (capogruppo Udc) chiede all'Esecutivo di Palazzo Donini quale sia la valutazione in merito a questa proposta.
Nell'illustrazione del suo atto ispettivo, il capogruppo centrista ricorda che “il Fondo Sociale Europeo (Fse) ha messo a disposizione della Regione Umbria 230milioni 417mila euro allo scopo di incentivare lo sviluppo economico del territorio. Il Programma Operativo Regionale (Por) Umbria Fse obiettivo 'competitività regionale ed occupazionale' 2007-2013, approvato dalla Commissione Europea, contiene le modalità con cui i fondi debbono essere utilizzati e per quale scopo. L'obiettivo principale è la realizzazione di progetti che possano incentivare la produzione economica del territorio e allo stesso tempo contribuire alla creazione di nuovi posti di lavoro”.
Monacelli ricorda quindi che “la Regione Umbria ha destinato 75milioni 782mila 775 euro per l'inserimento lavorativo di disoccupati e inoccupati. Attraverso la determina dirigenziale 1 dicembre 2011 n.8812 si prevede un'erogazione di finanziamento (pari a 9mila euro per ciascun lavoratore) per quelle aziende che intendono stabilizzare lavoratori precari o assumere soggetti che hanno avuto un contratto a progetto cessato a partire dal 1 settembre 2008 e ora disoccupati”. “Presupposto indispensabile per ottenere l'erogazione del finanziamento in questione da parte delle aziende – rileva il capogruppo Udc - è una garanzia fideiussoria concessa da istituti di credito o da primarie compagnie assicurative. La grave crisi economica che attraversa il Paese sta portando gli istituti bancari a mettere in atto una stretta senza precedenti sull'erogazione di crediti o garanzie; le aziende, già in grave difficoltà, si vedono sovente negare la garanzia fideiussoria da parte delle banche dovendo quindi rinunciare al sostegno messo a disposizione della Regione, con i fondi che tornano inutilizzati in Europa. Per agevolare le piccole e medie imprese nell'accesso al credito il decreto legge 'Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese' prevede un rafforzamento dei Consorzi fidi. Una modifica della determina dirigenziale 12/11 n.8812 che preveda la possibilità di utilizzare come soggetti fideiussori, oltre gli istituti di credito e le compagnie assicurative, anche la finanziaria regionale Gepafin spa e i confidi – conclude Monacelli - permetterebbe a quelle piccole e medie imprese che si vedono negare le garanzie dagli istituti di credito di poter accedere al finanziamento regionale e, di conseguenza, aumentare l'occupazione”. RED/as