ECONOMIA: “ALTRE VERTENZE APERTE IN ZONE DI CONFINE RISCHIANO DI COINVOLGERE TERRITORI E LAVORATORI DELL'UMBRIA” - SMACCHI (PD): “CI SONO SITUAZIONI CHE VANNO SEGUITE ANCHE DALLA NOSTRA REGIONE”

Andrea Smacchi (Pd) interviene su alcune vertenze  aziendali che stanno interessando zone di confine tra Umbria e Marche. Il riferimento del consigliere regionale riguarda in primo luogo la Indesit Company, ma anche la situazione delle aziende “Tecnowind e la Elica, dove più di 400 persone sono in ansia per il posto di lavoro”, mentre sul versante nord della regione, al confine con la Toscana anche “il gruppo Newlat, che ha acquisito la Buitoni, ha annunciato esuberi per 300 unità che potrebbero riguardare anche lo stabilimento di S. Sepolcro”. Per questo, l'esponente della maggioranza chiede che la Seconda Commissione di Palazzo Cesaroni analizzi  in maniera approfondita e puntuale lo stato delle vertenze in atto, coinvolgendo l'assessore competente.

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03 Lug 2013 01:00

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(Acs) Perugia, 3 luglio 2013 - “Non solo la vertenza Indesit Company, che oggi vedrà il suo giorno cruciale con il previsto incontro presso il ministero dello Sviluppo economico, ma anche altre situazioni critiche rischiano di abbattersi  nei territori di confine dell'Umbria”. Così il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) che evidenzia come, “nelle zone di confine tra Marche e Umbria, si stanno affrontando partite decisive per altre due importanti aziende, la Tecnowind e la Elica, dove più di 400 persone sono in ansia per il posto di lavoro”.

Smacchi fa sapere che “Elica, azienda metalmeccanica che produce cappe aspiranti, ha  presentato un piano di ristrutturazione che prevede 199 esuberi e l'accorpamento in un unico stabilimento dei due attuali siti di Serra e Mergo, mettendo sul piatto un altro anno di cassa integrazione guadagni ed un incentivo all'esodo per i lavoratori che decidessero di andarsene volontariamente. In Tecnowind – aggiunge l'esponente del Pd -  si vive invece una situazione paradossale, in quanto l'azienda ha commesse da evadere, ma la compagine societaria gestita da un fondo di livello internazionale non da più liquidità ed ha messo in vendita le quote. La corsa contro il tempo per trovare un'acquirente è partita, ma ad oggi nessuna manifestazione di interesse concreta è arrivata e sia i dipendenti diretti (più di 300 ) sia quelli dell'indotto vivono nell'incertezza più totale. Sul versante nord della regione, al confine con la Toscana – scrive ancora Smacchi -, anche il gruppo Newlat, che ha acquisito la Buitoni ha annunciato esuberi per 300 unità che potrebbero riguardare anche lo stabilimento di S. Sepolcro, dove lavorano molti dipendenti dell'Alta Umbria, anche se il presidente del gruppo, Mastrolia, ha assicurato che il piano riguarderà solo in minima parte lo stabilimento in Valtiberina”.

Per Smacchi, “in questo contesto rischiano comunque di essere coinvolti, nei vari processi di ristrutturazione, più di 150 lavoratori della nostra regione. Un altro colpo alla tenuta economica e sociale di un territorio che sta lentamente scivolando su numeri molto vicini a quelli del sud Italia. Stante la gravità della situazione, ritengo necessario che la Seconda Commissione consiliare analizzi  in maniera approfondita e puntuale lo stato delle vertenze in atto, coinvolgendo l'assessore competente. Anche dall'Umbria – conclude Smacchi -  deve venire un segnale di attenzione forte nei confronti di tante famiglie che non hanno certezza sul proprio futuro”. RED/as

Ultimo aggiornamento: 03/07/2013