(Acs) Perugia, 17 marzo 2015 – “Accusa di concussione a Vito Bonsignore e ad Antonio Bargone per il progetto di trasformare la E45 in autostrada. Roba da non crederci. Quella che doveva essere l'opera pubblica del futuro per l'Umbria, fatta tutta con i soldi di Bonsignore (e con i nostri pedaggi) sostengono gli inquirenti che era un gigantesco raggiro. Per ottenere i visti necessari, dicono ancora gli inquirenti, avrebbero fatto pesare il loro potere (e forse anche nutrite mazzette) su quelli che dovevano mettere i timbri”. È quanto dichiara il consigliere regionale dell'Idv, Paolo Brutti, a proposito dell'inchiesta sulle grandi opere, coordinata dalla Procura di Firenze.
“Vedremo – prosegue Brutti - lo sviluppo dell'affare. Intanto, due certezze. Il progetto di trasformare la E45 in autostrada è sepolto da questo mare di fango e gli estimatori di casa nostra, i sostenitori, i sonatori di fanfara sullo spartito del piano regionale dei trasporti, non dormiranno sonni tranquilli. I giornali fanno anche il nome di un viceministro. Certamente non avrà avuto nessuna voce in capitolo, però è singolare il quadro di affinità politiche che si delinea. Adesso aspettiamo con serena fiducia che si apra il capitolo della stazione Media Etruria. E se qualcuno dice che così non si fanno più opere pubbliche – conclude Brutti - rispondiamo che per farle ci vogliono amministratori pubblici che operino con integrità e pulizia. L'elettorato li scelga bene a cominciare dalle prossime elezioni regionali”. RED/dmb