“Drammatica escalation dei furti di rame dalla Fcu. Un plauso alla Polfer per i 7 arresti”
Melasecche (Lega) annuncia una mozione alla Giunta: “attivare misure forti e credibili a tutela dell’enorme lavoro fatto in precedenza sulla FCU. Rendere noti cronoprogrammi di ricostruzione e riattivazione della linea ferroviaria, che negli ultimi due anni hanno subito forti rallentamenti e rinvii”
22 Set 2026 12:17
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(Acs) Perugia, 22 settembre 2026 - “L’Umbria nel 2026 sta vivendo un’assurda escalation di furti di cavi di rame della linea elettrica della Ferrovia Centrale Umbra con una ripetitività impressionante. Esprimo il mio plauso alla Polizia che ha individuato e arrestato sette persone, sembra non umbre ma provenienti da uno di quei campi del sud in cui l’illegalità è la regola e dove si dice che neanche la Polizia ami entrare. Il tutto sta accadendo dopo che i lavori nella tratta sud Terni-Ponte San Giovanni sono quasi terminati, con la totale ricostruzione sia dell’armamento che della linea elettrica aerea avendo mandato in pensione i vecchi treni inquinanti a gasolio, oltre alle tecnologie costosissime ERTMS che garantiranno sicurezza e la maggiore velocità consentita dal percorso”. Lo dichiara Enrico Melasecche (capogruppo regionale della Lega, già assessore regionale infrastrutture e trasporti).
“Il bilancio – prosegue Melasecche - è terrificante. Il numero di furti nei primi nove mesi del 2026 è già salito a 22 con un aumento del 314% rispetto ai 7 del 2024 e del 733% rispetto ai soli 2 del 2023, sembra che siano stati asportati ben oltre 30 km di linea elettrica, circa 500 quintali di metallo sempre più costoso, con un danno che supererebbe i 5 milioni. Si aggiungano altri episodi relativi alla vandalizzazione dei rinnovati Minuetto, a cui spero non segua la vandalizzazione delle stazioni, che con il progetto Pinqua ho fatto totalmente riqualificare. In attesa che questa Giunta individui i soggetti che andranno a gestirle quali nuovi attrattori di turismo, il bilancio complessivo di questa stasi è impietoso, per non parlare della completamente recuperata stazione di Perugia Sant’Anna, di nuovo tornata soggiorno per sbandati e senzatetto a cui il Comune di Perugia, oltre ai sorrisi e alle tante belle parole, dovrebbe dare soluzioni più umane e decorose. Di fronte a questa mezza Caporetto, gli umbri hanno il diritto di chiedersi cosa ha fatto la Regione per difendere questa sua proprietà oltre alla sfida ambiziosa della Giunta di Centrodestra. L’assessore Francesco De Rebotti, dopo i primi furti si è attivato? Ha indetto una riunione operativa con RFI e le Forze dell’Ordine per bloccare queste frequentissime incursioni notturne? Incaricare società private che con droni controllano facilmente l’intera linea non sarebbe difficile. Tenuto conto del suo approccio filosofico ai problemi, preso atto della ‘summa derebottiana’, che prima di decidere qualcosa impone di mettere d’accordo sempre la platea di tutti coloro che hanno qualcosa da dire in merito, sorgono seri dubbi che si sia fatto qualcosa, per cui i ladri, per nulla intimoriti, hanno continuato a depredare quella linea elettrica che noi, con forte impegno, avevamo fatto realizzare”.
Secondo il consigliere della Lega “se venisse confermata la provenienza dei colpevoli dei furti di rame, la pubblica opinione ha il diritto di sapere da dove viene l’insicurezza per difendersi nel modo migliore. Credo sia venuto il momento di smantellare queste sacche di illegalità sistematica per chiuderle definitivamente. Chi non si adatta al nostro vivere civile e non accetta di svolgere un lavoro onestamente, come qualsiasi cittadino, è opportuno che venga sanzionato in modo esemplare, scontando la pena in modo attivo fino alla fine per contribuire, anche se con frazione millesimale, al reintegro dei danni causati e possibilmente venga rimandato nel Paese di origine se non italiano. Il buonismo politicamente corretto nei confronti di soggetti che continuano a produrre danni incredibili a imprese, famiglie, beni pubblici, costituisce una assuefazione al peggio, poiché sottrae quotidianamente sicurezza alle nostre comunità”.
“Vista la situazione drammatica – conclude il consigliere di opposizione - ho presentato una mozione per chiedere alla Giunta regionale una presa di coscienza e misure forti e credibili a tutela dell’enorme lavoro fatto in precedenza sulla FCU, unitamente ai cronoprogrammi di ricostruzione e riattivazione della linea ferroviaria, che negli ultimi due anni hanno subito forti rallentamenti e rinvii. Addirittura si parla di riaprire la tratta nord Città di Castello-Sansepolcro nel 2030, tempi biblici quanto inaccettabili, visto che si tratta di meno di 15 km e che la Giunta di cui ho fatto parte ha lasciato ben 55 milioni per quella tratta, con progetti pronti, mentre 163 milioni sono già stati quasi tutti investiti a fine 2024 nella tratta sud e in quella centrale. Se le linee elettriche appena rifatte vengono lasciate inattive e senza corrente, i furti sono facili quanto frequenti: è quindi necessario difendere l’enorme lavoro già realizzato e garantire che l’impiantistica e le tecnologie modernissime, quanto costose, oltre all’edilizia delle stazioni recuperata, non vengano nuovamente vandalizzate con danni ben superiori al valore del rame depredato. Con la mozione chiedo pertanto l’immediata pubblicazione del nuovo cronoprogramma, con la data di riattivazione reale dei treni elettrici nella tratta sud da Terni a Perugia, con la metropolitana di superficie Terni-Sangemini-Montescarri-Assisi, e in quella nord fino a Sansepolcro. Chiedo inoltre chi sarà chiamato a pagare gli oltre 5 milioni di danni prodotti dai furti di rame sulla linea, se gli umbri con la stangata fiscale in corso, oppure RFI o le imprese che stanno operando lungo tutta la tratta di 80 km, o chi altri, perché in assenza di un comportamento da buon padre di famiglia, il danno erariale appare molto probabile”. RED/mp
