DISCARICA LE CRETE: “QUALSIASI AMPLIAMENTO DELLA DISCARICA E' INCOMPATIBILE CON LA VOCAZIONE DI ORVIETO” - FIORINI E MANCINI (LN): “LA PRESIDENTE MARINI SFUGGE AL CONFRONTO”

I consiglieri regionali della Lega Nord, Emanuele Fiorini e Valerio Mancini, fanno sapere di aver partecipato al Consiglio comunale aperto richiesto dai consiglieri di opposizione di Orvieto con l'auspicio che “la presidente della Regione, Catiuscia Marini desse finalmente una risposta chiara e definitiva sul futuro della discarica delle Crete”, rimanendo però “doppiamente delusi perché la presidente ha scelto di sottrarsi al confronto con la comunità orvietana, mentre l'assessore Cecchini non ha voluto, o potuto, pronunciare quelle parole che un'intera città aspetta ormai da anni”.

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07 Feb 2017 17:00

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(Acs) Perugia, 7 febbraio 2017 – I consiglieri regionali della Lega Nord, Emanuele Fiorini e Valerio Mancini, fanno sapere di aver partecipato al Consiglio comunale aperto richiesto dai consiglieri di opposizione di Orvieto auspicando che “la presidente della Regione Catiuscia Marini desse finalmente una risposta chiara e definitiva sul futuro della discarica delle Crete, ma siamo rimasti doppiamente delusi: la presidente ha scelto di sottrarsi al confronto con la comunità orvietana, così come ha fatto in questi mesi in Consiglio regionale, mentre l'assessore Cecchini non ha voluto, o potuto, pronunciare quelle parole che un'intera città aspetta ormai da anni”.

Secondo i due consiglieri regionali del Carroccio “il territorio di Orvieto 'ha già dato' contribuendo negli anni alle esigenze di smaltimento sia a livello regionale che nazionale. Il ricordo dei rifiuti campani, sulla cui natura c'è molto da chiarire, è ancora vivo. Come ricordato da molti degli intervenuti di ieri, se oggi l'Umbria è in emergenza è perché tutto quello che andava fatto è stato solo annunciato. Se il Piano regionale di gestione dei rifiuti approvato nel 2009 fosse stato realmente attuato – continuano -, l'Umbria, alla luce della propria dimensione e popolazione, avrebbe potuto evitare ampliamenti delle discariche e scongiurare il rischio della realizzazione di un nuovo inceneritore”.

Per Fiorini e Mancini, “è giusto che la Regione riconosca le proprie colpe e non chieda un ulteriore sforzo ad un territorio già così fortemente penalizzato. Le scelte non possono essere guidate, come in passato, dagli interessi economici a scapito delle comunità e dei territori. Il punto – spiegano - non è stabilire se le volumetrie residue si esauriranno nel 2021 o prima, ma stabilire una volta per tutte che la scelta scellerata di prevedere una discarica a tre chilometri, in linea d'aria, da uno dei centri storico-artistici più importanti d'Italia e al centro di un territorio agricolo di pregio (Doc, Docg e Igt) - concludono - non può essere ulteriormente tollerata. Perché errare è umano, ma perseverare è diabolico”. RED/as

Ultimo aggiornamento: 08/02/2017