(Acs) Perugia, 17 ottobre 2013 - “Non mi associo ai cori entusiastici levatisi dal mondo della politica e delle istituzioni che, nelle settimane scorse, hanno accompagnato il finanziamento di 43 milioni di euro ed il possibile o probabile completamento dei lavori della diga sul fiume Chiascio”: lo dice il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro), che nutre molti dubbi sul progetto, trattandosi di opera di grandi dimensioni in un'area sismica e dove il dissesto idrogeologico, sottolinea, è tra i più pericolosi.
“Questo progetto – secondo Goracci - è nato male, perché già una quarantina di anni fa se ne parlava e non sono state recepite le critiche che fin da allora si andavano manifestando. Credo sia ancora particolarmente utile, proprio mentre si ricordano i 50 anni dalla tragedia del Vajont, riflettere sulle problematicità che il completamento di un simile progetto pone: siamo sicuri che realizzare un'opera di queste dimensioni in un'area sismica, e dove il dissesto idrogeologico è tra i più pericolosi della nostra regione, sia cosa giusta e saggia? Si va piuttosto a distruggere un'area di grande valenza ambientale e culturale: si pensi a chiese e pievi presenti, in uno dei tratti più importanti del percorso francescano Assisi-Gubbio”.
“I benefici, se mai dovessero esserci – afferma Goracci -, andrebbero tutti a valle della diga: la piana di Assisi, Foligno, il Perugino e fino al Trasimeno, che sono aree della regione tra quelle meno 'sofferenti', mentre sappiamo di certo a chi toccheranno i danni. Il fiume Chiascio è a rischio di sopravvivenza, in particolare a valle della diga stessa. A monte, cosa che riguarda per la quasi totalità del Comune di Gubbio, non ci sarebbero che danni: territorio, testimonianze storiche e religiose che verrebbero sommerse, alterazioni climatiche non certamente positive (banchi di nebbia), mutazione della presenza faunistica e quant'altro”.
“Alla diga viene detto sì – prosegue - ma al progetto di una ferrovia passante per l'aeroporto regionale viene detto no. Come al solito c'è una parte dell'Umbria cui spetta sempre il compito di dare e mai di ricevere. Credo – conclude – che sarebbe esercizio serio ragionare sull'opportunità di impiegare diversamente cifre così considerevoli”. RED/PG