(Acs) Perugia, 3 luglio 2014 - “L'ennesima rottura delle tubature del sistema irriguo della diga di Montedoglio, avvenuta in questi giorni nel Comune di Citerna, riaccende i riflettori sull'anomala fragilità di queste opere, costate quasi 5 milioni di euro”. È quanto dichiara il capogruppo regionale della Lega nord, Gianluca Cirignoni, che annuncia la presentazione di una terza interrogazione in merito e chiede chiarezza “sul ruolo avuto dalle due commissioni di collaudo nominate dalla Regione, e lautamente pagate, che certificarono la conformità delle condotte”.
Cirignoni ricorda di aver presentato, due anni fa, un'interrogazione grazie alla quale “scoprimmo che il sistema da oltre 33 km di condotte, relativo ai lotti d'appalto primo e terzo, fu collaudato da due apposite commissioni nominate dalla Regione. Da allora si sono verificate oltre 70 esplosioni delle tubature sotterranee in svariati punti dell'Alto Tevere, provocando danni diretti ed indiretti alla colture e causando costi di riparazione a carico della Regione di centinaia di migliaia di euro”.
“Ritenendo la situazione anomala – spiega Cirignoni - la stessa Regione incaricò il dipartimento di Ingegneria dell'Università di Perugia di eseguire una perizia sui materiali con cui le condotte furono realizzate. Dalla risposta alla nostra seconda interrogazione si apprende che la Regione avrebbe incaricato, nel giugno 2013, l'avvocatura regionale di fare causa alle ditte che realizzarono i lavori e a quella produttrice delle tubature. Dagli esiti della perizia, infatti, risultava che cinque degli otto campioni di tubazioni sottoposti a test non avevano superato la prova in pressione, essendosi verificate rotture: non erano, quindi. corrispondenti alle caratteristiche espressamente previste dal capitolato speciale d’appalto relativo al progetto”.
“In questi giorni – prosegue il capogruppo della Lega - abbiamo presentato la terza interrogazione in merito, per conoscere per iscritto a che punto è la causa tra Regione e le ditte che realizzarono i lavori usando materiali non conformi a quanto stabilito dal contratto d'appalto. Auspichiamo – conclude Cirignoni - che venga fatta chiarezza sul ruolo avuto dalle due commissioni di collaudo nominate dalla Regione, e lautamente pagate, che certificarono la conformità delle condotte al capitolato speciale d'appalto”. RED/dmb