“Decarbonizzazione del settore cementiero attraverso la transizione energetica nell’applicazione tecnologica dell’idrogeno”
L’Assemblea legislativa approva la mozione di Luca Simonetti (M5S)
09 Apr 2026 17:23
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(Acs) Perugia, 9 aprile 2026 – L’Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato a maggioranza (13 sì – 6 no dell’opposizione) la mozione firmata da Luca Simonetti (M5S) e relativa alla “Decarbonizzazione del settore cementiero attraverso la transizione energetica nell’applicazione tecnologica dell’idrogeno”.
Illustrando l’atto di indirizzo, Simonetti ha spiegato che esso impegna la Giunta di Palazzo Donini a “sviluppare, di concerto con il Comune di Gubbio, un accordo di programma con le industrie del settore cementiero del territorio e le loro associazioni di categoria, l’Università di Perugia, Sviluppumbria, le istituzioni e gli enti di ricerca di carattere nazionale e internazionale. L’accordo sarà finalizzato a: promuovere Gubbio quale ‘hub nazionale’ per la ricerca nelle soluzioni tecnologiche per la decarbonizzazione dei settori industriali ‘hard to abate’, integrando in primo luogo risorse pubbliche e private per lo sviluppo e l’applicazione tecnologica dell'idrogeno verde nella produzione materiali di costruzione. Definire un percorso di transizione del settore cementiero umbro, coerente con gli il Regolamento (UE) 2021/1119, finalizzato a sostituire integralmente l’uso dei combustibili fossili e da rifiuti entro il 2050, partendo proprio dall’idrogeno verde. Incentrare tale accordo di programma, con l'adesione volontaria delle industrie cementiere, intorno alla costruzione di un sistema regionale pubblico per la produzione e la tracciabilità del CSS-End of Waste (CSS- EoW). Tale sistema dovrà essere volto a garantire la qualità in merito all'origine del combustibile, assicurando nel contempo la massima trasparenza e il controllo su input (CSS) ed output (emissioni) tramite il monitoraggio costante da parte di Arpa Umbria e il coinvolgimento attivo di cittadine e cittadini, anche attraverso un accordo territoriale per la qualità ambientale. Prevedere l'istituzione di una filiera regionale, fino al definitivo superamento, a conclusione della transizione verso l'idrogeno, e alla progressiva riduzione della produzione di rifiuti. Favorire la realizzazione di interconnettori energetici, promuovendo un confronto con i ministeri competenti e con Snam sul progetto ‘SoutH2 Corridor’, per il collegamento con i principali siti industriali della nostra regione anche valutando infrastrutture per il trasporto della CO₂ ai siti di stoccaggio. Includere il fabbisogno impiantistico per la produzione di energia rinnovabile, necessaria per l'attuazione di tale accordo, all'interno del nuovo Piano energetico regionale e di provvedere al suo inserimento nel contesto territoriale nel Piano paesaggistico regionale.
Garantire il massimo rigore procedimentale in materia autorizzativa ambientale di competenza regionale, al fine di alzare al massimo gli standard sulla 'pressione ambientale cumulata', considerando anche l’impatto derivante dal trasporto di combustibili e materiali. Sostenere l’iniziativa dei comitati ambientalisti di istituire a Gubbio un ‘Centro nazionale di studio sull’impatto ambientale e sanitario dell’industria pesante’ con l’obiettivo di promuovere programmi di prevenzione permanente sulla popolazione esposta, fornendo con la massima trasparenza dati certi e indipendenti orientando le politiche di sorveglianza epidemiologica garantendo la tutela della salute pubblica quale bene primario non negoziabile. Promuovere, all’interno del Registro tumori territoriale, analisi estese anche alle malattie degenerative riconducibili a possibili cause ambientali, prevedendo l’intersezione dei dati con lo sviluppo di un metodo strutturato di elaborazione degli stessi e istituendo un monitoraggio speciale da parte dell’Asl per i residenti del Comune di Gubbio e delle zone limitrofe.
Prevedere strumenti per studiare l’opportunità di una eventuale rimodulazione dei massimi consentiti dei flussi annuali di CSS-EoW in funzione delle specifiche caratteristiche del territorio su cui sono insediate le cementerie, rivalutando i quantitativi autorizzati sulla base dello storico delle immissioni e ridefinendo i rapporti e le quote annue ammissibili. Condividere con la Commissione competente un percorso di condivisione e partecipazione con istituzioni, stakeholder e rights-holder ai fini del raggiungimento di un’intesa su un accordo di programma”.
INTERVENTI
Nilo Arcudi (Tp-Uc): “Voteremo contro questa mozione. La città di Roma ha affrontato la questione della chiusura del ciclo dei rifiuti con la termovalorizzazione. Qui invece la tematica si affronta in modo estemporaneo. Avete detto no alla termovalorizzazione con un ordine del giorno, arrivato all’ultimo momento, durante la discussione del programma di mandato. Oggi affrontiamo con una mozione un argomento molto importante. Vorrei sapere quando discuteremo il complesso delle scelte sul piano rifiuti: idrogeno, discariche, chiusura del ciclo ed altro. Serve un atto organico che l’Assemblea legislativa possa discutere e approfondire. Questo atto di indirizzo vuole andare verso l’idrogeno ma senza spiegare compiutamente come, mirando al superamento del css. Ad oggi però il processo di valorizzazione del css rientra in quanto previsto dalle leggi ed è controllato dagli organi preposti. È tempo di fare delle scelte chiare e realistiche. Il ciclo dei rifiuti è complesso e difficile da gestire, dovendo contemperare molti interessi diversi. Lo smaltimento, in tutto il mondo, avviene nelle discariche o negli inceneritori. L’Europa ci dice che le discariche vanno superate. Noi ne abbiamo tre, due delle quali andranno in esaurimento a breve. Servono quindi scelte chiare e immediate”.
Letizia Michelini (Pd): “Questo atto è un punto di partenza e non di arrivo. Uno degli impegni riguarda infatti il coinvolgimento su questi argomenti della Commissione consiliare. Si tratta di temi da approfondire nei luoghi preposti e coinvolgendo tutti i soggetti interessati. Non si tratta di un documento ideologico, esso scaturisce da un quadro europeo molto chiaro e da dati scientifici e sperimentazioni esistenti. L’idrogeno è una scelta su cui anche il Governo nazionale sta investendo. La mozione apre ad un confronto e ad percorso condiviso. La città di Gubbio ha la grande opportunità di non subire il cambiamento ma di diventarne la guida. Per un transizione vera, concreta e governata”.
Fabrizio Ricci (Avs): “La crisi climatica è pressante ed è aggravata da una guerra fuori controllo. In questo contesto gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Europa sono a rischio. Per noi esiste solo una direzione possibile e dobbiamo sganciarci prima possibile dall’energia fossile. La produzione di cemento è una delle principali responsabili delle emissioni di Co2 (8% delle emissioni). Per raggiungere l’obiettivo della neutralità carbonica l’industria del cemento deve adottare alcune strategie e in questa mozione se ne delineano alcune. Gubbio è l’unica in Italia ad avere due impianti completi per la produzione del cemento nei confini comunali. E ciò genera attenzione circa i rischi sanitari per la popolazione. Anche questo ha portato all’utilizzo del css nei cementifici: esso rappresenta un risparmio per la produzione ed anche per i crediti ambientali. Il css però non è una soluzione di lungo periodo perché nei prossimi decenni deve essere superato. Intanto esso arriva anche da fuori regione e senza controlli sulla sua qualità. Si prospetta quindi una produzione pubblica e regionale, che permetta il controllo dell’origine e della qualità di quella che deve essere una soluzione di transizione. Maggiore controllo, sorveglianza epidemiologica, coinvolgimento della popolazione rappresentano elementi di garanzia per tutti, dai cittadini alle imprese”.
Laura Pernazza (FI): “Sembra che ora l’assessore De Luca scriva anche le mozioni, che invece sono atti di indirizzo dei consiglieri regionali. Linee di indirizzo così importanti, che impattano in settori chiave, ci preoccupano dato che vengono affrontate con una mozione il cui contenuto sembra non del tutto chiaro anche al firmatario, tanto sono tecniche e specifiche. Per effettuare scelte così importanti non ci si può affidare ad un atto di indirizzo ma servono approfondimenti e confronti in Commissione. Che invece verrà coinvolta solo in un secondo tempo, per la redazione dell’accordo di programma a fronte di linee di indirizzo già fissate. Portate quindi in Commissione le linee di indirizzo e discutiamole. Non è chiaro se le aziende sono vincolate oppure possono aderire volontariamente. Tutti noi consiglieri abbiamo ricevuto una nota da parte di una associazione di categoria, molto approfondita, che apre ad un confronto con le aziende. Evitiamo scelte strumentali e soluzioni ideologiche. La mozione lascia intendere che ci siano questioni epidemiologiche mentre invece non ci sono dati scientifici in questo senso”.
Donatella Tesei (Lega): “L’attuale assessore ha combattuto contro l’utilizzo del css nelle cementerie mentre ora apre a questa soluzione. Forse ha capito che le norme europee lo prevedono e che non si tratta del male assoluto. Proprio su questo è stato creato allarme nella popolazione eugubina, il cui territorio è stato sempre molto monitorato dall’Arpa. Non possiamo chiedere a questi imprenditori di andare oltre il rispetto delle leggi. Nella mozione si chiede una vigilanza sanitaria che mette in dubbio il lavoro svolto dalle Asl. Le analisi fatte da Arpa e Asl, oltre all’accertamento peritale disposto dal sindaco Stirati, hanno dimostrato che non c’era e non c’è nessun allarme sanitario. Andare a diffondere questo clima di caccia alla streghe è pericoloso e rischia di far scappare gli imprenditori. Sarebbe stato ragionevole portare in Commissione questa mozione per approfondire ascoltando gli stakeholder. L’Umbria è rientrata in un progetto bandiera per l’idrogeno grazie ai fondi nazionali che io ho ottenuto. Lasciamo perdere le ideologie e seguiamo un iter più corretto, che parta dalla Commissione”.
Eleonora Pace (FdI): “Se io avessi ascoltato la consigliera Michelini senza avere il testo della mozione avrei votato a favore, dato che veniva descritto un iter giusto di condivisione prima di prendere una decisione su un tema centrale. Invece leggendo il dispositivo si capisce che la realtà è stata distorta. Questo atto di indirizzo già prefigura la chiusura del percorso, chiedendo agli stakeholders di venire in Commissione per firmare un accordo di programma che ratifichi scelte già fatte. Che poi è lo stesso metodo che seguite per il Piano socio sanitario: si parte da decisioni già prese, non si condividono le scelte e si porta in Aula un atto già scritto. Siamo disponibili ad azzerare tutto e a riaprire il confronto in Commissione. La lettera che abbiamo ricevuto deve essere letta attentamente per poi avviare un confronto basato su dati tecnici e scientifici”.
Enrico Melasecche (Lega): “L’Umbria si sta spopolando e perde occasioni di sviluppo finirà ad obbligare le cementerie a produrre nelle altre nazioni. I risultati reali delle analisi accertati fino ad oggi sono chiari mentre invece voi volete trasformare i rifiuti in idrogeno”.
Cristian Betti (Pd): “Questo atto di indirizzo è serio e ragionato che non mira a mettere in difficoltà alcune aziende ma è stato condiviso con loro. Ed anche la lettera a cui si faceva riferimento chiede alla Regione di coinvolgere gli stakeholders. Visto che citate Roma, vi ricordo che lì Fratelli d’Italia è contraria alla sua costruzione. Insieme ai portatori di interesse discuteremo la legge sull’economia circolare e il piano dei rifiuti. La scelta di superare la termovalorizzazione era scritta nel nostro programma elettorale. Ci sarà la possibilità, per tutti e in varie occasioni, di approfondire questi argomenti, anche con le imprese”.
Luca Simonetti (M5S): “Non possiamo costringere nessuno a modificare il combustibile utilizzato nei cementifici. Possiamo solo coinvolgerli e convincerli ad adottare soluzioni innovative, meno impattanti ed anche meno costose. Dobbiamo creare condizioni di attrattività che portino i cementifici a seguire la strada che abbiamo tracciato”.
Thomas De Luca (assessore all’ambiente): “Questa mozione è il frutto di un lavoro condiviso. Il percorso che viene delineato è una grande ambizione ma anche una realtà concreta per chi esce dai confini regionali e si confronta con le discussioni che ci sono a Roma come a Bruxelles. Il ‘SoutH2 Corridor’ rientra nel ‘Piano Mattei’ del Governo nazionale e porterà l’idrogeno verde in Europa. Questa infrastruttura passerà in Umbria solo marginalmente. Abbiamo avviato una interlocuzione affinché le acciaierie di Terni e i cementifici siano collegati a questa opera fondamentale. Ringrazio il consigliere Simonetti per l’impegno dimostrato nella stesura di questo atto ed anche per aver definito la differenza tra portatori di interesse e titolari dei diritti. Chi governa non deve creare divisioni ma trovare punti di equilibrio che risolvano i problemi. Stiamo mettendo in campo i fondi europei che sono rimasti fino ad oggi inutilizzati. La prevenzione ambientale deve essere messa al centro come un fattore significativo. La mozione rinvia ad un accordo di programma che coinvolga la Regione, il Comune e tutti gli attori coinvolti”.
Andrea Romizi (FI): “Il percorso prospettato non è quello corretto. Il dispositivo della mozione, che peraltro presenta passaggi molto tecnici, non rappresenta l’avvio di un processo ma propone alla Commissione di aprire un confronto solo sull’accordo di programma. La lettera che abbiamo ricevuto, tra le altre cose, mette in evidenza che l’utilizzo dell’idrogeno è ancora in una fase sperimentale. Questa mozione cancella un metodo e un processo che nella precedente legislatura ha impegnato qualche anno, analizzando anche le buone pratiche europee. Non credo che la soluzione sia il semplice ritorno in Commissione: serve una istruttoria approfondita e chiara che chiarisca i risvolti e le implicazioni di certe scelte”. MP/
