DAP: “PERCHE' NON L'HO VOTATO” - GORACCI (COMUNISTA UMBRO) SPIEGA LE RAGIONI DELLA SUA ASTENSIONE SULLA RISOLUZIONE VOTATA IERI IN AULA DALLA MAGGIORANZA
27 Mar 2013 00:00
2 minuti, 44 secondi
(Acs) Perugia, 27 marzo 2013 - “Non ho votato il DAP (Documento Annuale di Programmazione) predisposto dal Governo Regionale tenendo una linea politica di coerenza rispetto alle tante dichiarazioni e alle roboanti prese di posizioni”. Lo afferma il consigliere Comunista umbro Orfeo Goracci, astenutosi nel voto in Aula di ieri sulla Risoluzione predisposta dalla maggioranza.
“Per fare alcune scelte – dice Goracci - occorrono coerenza e coraggio. Il documento è debole sul piano politico, trasuda, e non poteva essere diversamente, un'accondiscendenza o, certamente, una mancanza di critica netta e radicale alle politiche del governo Monti, tecnico, iperliberista e filo-finanza. Con estrema obbiettività dico che il governo tecnico di Monti ha distrutto conquiste decennali sul piano dei diritti: i lavoratori di tutta la Nazione non hanno più alcuna sicurezza, sono stati toccati senza pietà diritti inalienabili come quelli sanciti dalll'articolo 18 e dall'articolo 8, i contratti a tempo indeterminato sono diventati privilegi concessi ormai solo a pochi 'eletti', i giovani si trovano proiettati in una visione ricattatoria dove o si accetta ogni tipo di condizione o si è fuori. Questo grazie al Governo berlusconiano prima e alla mazzata finale del Governo Monti poi, ma si sa che, anche se con ipocrisia, Monti era sostenuto da PDL, PD e UDC”.
“Fra le diverse cose che non convincono – spiega il consigliere - tre sono stati gli elementi di fondo politico che mi hanno portato a fare questa scelta: innanzitutto la riforma sanitaria approvata in autunno mostra crepe e limiti, ma soprattutto la convenzione con l'Università, come avevo previsto, denota che c'è un soggetto che domina e uno che subisce. A dominare, purtroppo, è il potere universitario. Questa cosa non la dice il 'ribelle' Goracci, ma la dichiarano ripetutamente CGIL, CISL e UIL.
Secondo elemento: sui rifiuti e sull'economia verde un silenzio assordante. Non si rivisitano scelte sbagliate su impianti a biogas e biomasse realizzati solo per operazioni speculative e contro la volontà della popolazione. Per non parlare del CSS del decreto Clini con la possibilità di bruciare i rifiuti (definiti per l'appunto CSS) nei cementifici. Questo è un argomento che sembra un tabù, ma non lo è certamente per i cittadini che vedono in queste scelte pericoli seri per la loro salute e la loro qualità di vita.
Terzo e non meno importante elemento è la questione inerente il tema del lavoro: è vero che molto dipende dalle scelte di politiche governative, ma non si può sostenere a Roma la Fornero e a Perugia gli esodati, inoltre mancano posizioni nette su scelte alternative per reperire fondi come lo stop all'acquisto degli F35, il 'via' da tutte le missioni di guerra internazionali e non è assolutamente ipotizzabile che non si riesca a garantire la cassa integrazione (in deroga o meno) a tutti quegli umbri che sono passati dalla 'normalità' alla povertà”.
“Per quanto mi riguarda – continua Goracci - credo che ci siano non pochi motivi per segnare una netta demarcazione. Infatti, anche la risoluzione di maggioranza, al di là di quello che qualcuno scrive, è esattamente la stessa del febbraio 2012, con l'aggiunta del 'promuovere l'attività motoria nelle scuole primarie', cosa che certamente mi potrà interessare come maestro, quando riprenderò l'attività di insegnante nel 2015, ma non mi sembra certo una priorità da documento annuale di programmazione della Regione”.
“Infine – conclude - nel mio intervento ho ricordato contraddizioni, sgarbi istituzionali nei confronti della mia persona in qualità di consigliere regionale da parte di qualche rappresentante del governo regionale, per non parlare di scelte fatte su Gubbio (una realtà che, con onesta presunzione, affermo di conoscere bene), come sulle farmacie, sul PUC2, dietro richiesta di chi sta affossando quella città, al limite dell'assurdo”. RED/PG
