DAP 2013-2015: RIFORME, TURISMO E BENI CULTURALI, GREEN ECONOMY, INVARIANZA FISCALE, MIGLIORE IMPIEGO DEI FONDI EUROPEI - L'ASSESSORE TOMASSONI PRESENTA IL DOCUMENTO ALLE COMMISSIONI DEL CONSIGLIO REGIONALE
L'assessore regionale alla sanità Franco Tomassoni ha presentato questa mattina a Palazzo Cesaroni il Documento annuale di programmazione 2013 – 2015. Intervenendo ai lavori congiunti delle Commissioni Prima, Seconda e Terza del Consiglio regionale. Tomassoni ha esposto le linee principali di un documento incentrato sull'attuazione delle riforme (istituzionali e sanitarie), sull'utilizzo ottimale dei fondi europei, sulla verifica dei risultati conseguiti con il sostegno alle imprese e sull'invarianza fiscale.
06 Mar 2013 00:00
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(Acs) Perugia, 6 marzo 2013 – Attuazione delle riforme (istituzionali e sanitarie), utilizzo ottimale dei fondi europei, verifica dei risultati conseguiti con il sostegno alle imprese e invarianza fiscale. Questi i punti centrali del “Documento annuale di programmazione 2013–2015” (Dap), predisposto dalla Giunta di Palazzo Donini, presentato questa mattina ai componenti della Prima, Seconda e Terza Commissione del Consiglio regionale dall'assessore alla sanità Franco Tomassoni. Il rappresentante dell'Esecutivo regionale, dopo aver premesso che il ritardo nella presentazione del Dap, depositato in Consiglio lo scorso 21 febbraio, è legato soprattutto ai tempi del Governo nazionale per la assegnazione dei trasferimenti verso le Regioni, ha messo in evidenza che “la Giunta regionale ha scelto di non ricorrere in nessun modo alla leva fiscale di propria competenza quali l’Irpef (che per quasi il 90 per cento costituisce il finanziamento del fondo sanitario nazionale), l’Irap (che su un gettito totale di 430 milioni, costituisce per quasi 380 milioni finanziamento del fondo sanitario regionale) e la tassa di circolazione. Nel 2010 la spesa di alta e media discrezionalità per varie tipologie si spesa non rientranti nei fondi strutturali era di 158 milioni: nel 2013 c’è una disponibilità pari a 56 milioni. L’azione della Regione era rilevante nella capacità di investimento e di cofinanziamento, mentre ora tutto questo è azzerato”.
Nella relazione al Dap 2013 si legge inoltre che “il Documento si inserisce in una fase particolare non solo della vita economica, dello stato delle imprese, dell’occupazione e del credito. Il 2013 è l’anno nel quale si compongono tutti gli effetti delle ripercussioni, sia della crisi economica e del lavoro, che dei provvedimenti assunti dal Governo tra il 2010 e il 2012, i cui effetti più significativi, ai fini della finanza locale ma anche del rientro imposto al sistema delle autonomie locali, cominciano a produrre conseguenze nel bilancio del triennio 2013-2015. Questo è l’anno di chiusura della programmazione 2007-2013 della politica di coesione e dei fondi strutturali. Ci si troverà di fronte ad una accelerazione su alcune delle scelte fondamentali, perché la maggior parte delle risorse finanziarie, della autonomia delle politiche e della possibilità di presenza e di interventi con azioni pubbliche regionali, sono concentrate sui fondi della politica di coesione, a causa della riduzione dell’autonomia finanziaria e della capacità di contrarre mutui e di finanziare parte dei servizi e delle politiche con risorse proprie del bilancio regionale. Dovranno essere individuati gli assi strategici su cui ancorare la programmazione europea, tenendo conto della situazione prodotta dalla crisi economica e provando ad usare questi strumenti come azioni che accompagnino e sostengano la ripresa economica, riducendo le criticità specifiche dell’Umbria. In particolare molte innovazioni riguardano la modalità di uso di questi fondi, fin qui usati in modo molto distinto e separato. Dovranno essere messe in campo azioni più coordinate e più progettuali sia per il lavoro che per imprese e sviluppo, non più obiettivi non misurabili bensì azioni verificabili, definendo bene in fase di partenariato a cosa ci si riferisce concretamente e quali sono i risultati attesi”. “Andrà attivato il Tavolo Verde per la parte agricola, considerando che restano da assegnare circa 20 milioni di euro della programmazione 2007-2013, prevedendo di utilizzare risorse importanti sul versante del turismo e dei beni culturali. Ai Comuni verranno assegnati i 10 milioni di euro del bando di investimenti per la riqualificazione del patrimonio dei beni culturali, che, oltre all’azione diretta di promozione possono servire al sistema delle Piccole e medie imprese, nonché quelle riguardanti il commercio. È stato definito il percorso dei Puc 3, rivolti principalmente ai Comuni fino a 10 mila abitanti per azioni delle amministrazioni comunali che delle piccole imprese che operano nei contesti urbani dei centri storici minori. Già nel 2013 dovremo rendere operativo questo programma così come nell’anno corrente andrà definita l’utilizzazione dei restanti 24,5 milioni del Fesr, per un pacchetto di incentivi ripartiti tra progetti di ricerca e investimenti innovativi, progetti integrati aziendali e green economy, che concernono l’attuazione del 'Programma annuale per la crescita, l’innovazione e la competitività del sistema produttivo regionale' e del 'Programma annuale per gli investimenti a sostegno del lavoro'”.
Al termine dell'illustrazione del Documento annuale di programmazione è intervenuto il consigliere Paolo Brutti (Idv), evidenziando che “il Dap così strutturato non è più utile e rischia di essere illeggibile, è superato dalla programmazione nazionale, che anche la Regione dovrebbe mutuare. L'analisi della situazione umbra è chiara nella sua drammaticità: è dal 1995 che l'Umbria non cresce. Il sistema industriale è il vero punto di debolezza dell'economia regionale e le misure di intervento su una situazione così drammatica non sembrano all'altezza. Nel Dap si dice che l'Europa integrerà i vari interventi pur in una riduzione complessiva e che ci sarà particolare attenzione ai risultati conseguiti. Mi domando perché un simile approccio non venga scelto anche dalla Giunta regionale. Quindi prima di approvare un nuovo Dap sarebbe opportuno sapere se le misure precedenti hanno prodotto dei risultati. Nel Documento si legge che gli incentivi concessi alle imprese spesso non servono a risolvere nodi strutturali ma solo a fare cassa. Non è chiaro, c'è scritto, se gli interventi degli anni passati abbiano prodotto risultati. Non sembra poi vero che il bilancio sia così rigido, visto che ci sono risorse aggiuntive su vari capitoli. Si potrebbe fare una politica delle entrate per affrontare questa situazione di debolezza”. MP/
