DAP 2011: RIUNIONE CONGIUNTA DELLA I E II SECONDA COMMISSIONE CON AUDIZIONE DEGLI ASSESSORI BRACCO, VINTI, ROSSI, CECCHINI E ROMETTI SUL DOCUMENTO ANNUALE DI PROGRAMMAZIONE
Si è svolta stamani a Palazzo Cesaroni la seduta congiunta di Prima e Seconda Commissione sul Documento annuale di programmazione per il 2011. Al centro dell'incontro l'illustrazione delle diverse sezioni del Dap, effettuata dagli assessori regionali competenti: Fabrizio Bracco, Stefano Vinti, Gianluca Rossi, Fernanda Cecchini e Silvano Rometti, ciascuno per le materie di cui detiene le deleghe.
26 Gen 2011 00:00
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(Acs) Perugia, 26 gennaio 2011 – Prosegue l'iter consiliare del Dap 2011, che dopo l'illustrazione in Prima Commissione da parte dell'assessore al bilancio Franco Tomassoni, è stato al centro della riunione congiunta della Prima e Seconda Commissione, che hanno ascoltato l'illustrazione del Documento annuale di programmazione 2011 da parte degli assessori Fabrizio Bracco, Stefano Vinti, Gianluca Rossi, Fernanda Cecchini e Silvano Rometti, ciascuno per le materie di cui detiene le deleghe.
Fabrizio Bracco (assessore al turismo, cultura, commercio) ha spiegato che “la linea strategica scelta è quella del turismo-ambiente-cultura come filone fondamentale per lo sviluppo regionale. Affinché il turismo sia sempre più un motore di sviluppo è necessario comunicare l'Umbria in modo integrato e non frammentato tra 92 comuni o 12 comprensori. Non dobbiamo solo promuovere le eccellenze, ma rafforzare l'identità regionale: bisogna intervenire sulla comunicazione (nuovi strumenti informatici) e sulle attività promozionali; su una promozione integrata dell'Umbria che parte dalle eccellenze turistiche, da quelle enogastroniche, ma anche da quelle artigianali e produttive, cioè dall'artigianato tradizionale (ceramica, teleria, ferro) che si può allargare alla maglieria (cachemire), ma anche all'aerospazio, alla meccanica.
L'identità del nostro territorio va quindi ritrasmessa attraverso i tematismi individuati dal bandi Tac: l'identità culturale della regione, fatta da borghi, castelli, pievi e abbazie; quello religioso legato, in gran parte, alla via Francigena, i percorsi francescani, ma anche quelli spirituali in genere e le Abbazie benedettine; il turismo slow; quello legato al turismo attivo, sul quale si può ugualmente puntare. Guardiamo poi con grande attenzione al turismo del benessere, che contiene al suo interno anche una riscoperta delle terme. Si sta scoprendo, infatti, che anche l'Umbria possiede l'acqua solfurea e si sta facendo un grande investimento nella zona di Parrano (Terni) dove sorgerà un grande centro benessere. L'Umbria si sta caratterizzando anche come regione a vocazione sportiva, dove si svolgono eventi sportivi di rilievo nazionale e internazionale.
Grande importanza, per questo progetto, rivestono le infrastrutture e il sistema dei trasporti. Per quanto riguarda l'aeroporto per il quale è stato già deliberato dal Consiglio di amministrazione il nuovo nome e sarà: Aeroporto internazionale dell'Umbria 'San Francesco d'Assisi', è in atto una attività promozionale particolarmente collegata ai flussi turistici che ci ha portato ad inaugurare due nuove linee aeree bisettimanali, attive dal prossimo mese di marzo, una su Charleroy e un'altra su Cagliari. Siamo attualmente in contatto, oltre che Ryan Air anche con altre compagnie per valutare la possibilità di aprire un volo sulla Germania. Per quanto riguarda la qualità delle strutture, è stato già fatto il monitoraggio su quelle alberghiere, quest'anno lo faremo sugli agriturismi, nel 2012 riguarderà tutte le altre strutture: bed and breakfast, case vacanze, ecc. E' chiaro che per raggiungere obiettivi importanti è necessario anche il protagonismo e il controllo da parte delle amministrazioni locali. Per quanto riguarda i bandi Tac, entro febbraio dovranno essere presentati i progetti per i quali, rispetto alla promo commercializzazione abbiamo direttamente le risorse, per gli interventi strutturali le risorse erano invece legate ai bandi Fas che il Cipe dovrebbe aver comunque sbloccato anche se con una riduzione di circa il 20 per cento, che erogheremo entro i primi mesi dell'anno.
Nell'identità dell'Umbria c'è il grande patrimonio storico-artistico, che dobbiamo continuare a sostenere e riguarda la rete dei musei locali (circa 140), alcuni di grandissimo pregio, oltre a quello delle biblioteche locali (proprie di quasi tutti i Comuni umbri). Per quanto riguarda il Commercio, la Regione ha due funzioni fondamentali: di tipo regolativo e di sostegno alla qualificazione delle imprese. L'auspicio è quello di introdurre regolamenti per l'espansione commerciale legati agli aspetti urbanistici, di sicurezza e sociali. È nostra intenzione sostenere i centri commerciali naturali, cioè il sistema commerciale nei centri storici. Un importante obiettivo, già da quest'anno, è mettere mano, congiuntamente Giunta e Consiglio regionale, ad una legislazione complessiva attraverso l'elaborazione di un testo unico che metta ordine su tutta la materia commerciale”.
Stefano Vinti (politiche per la casa, opere pubbliche, infrastrutture immateriali) ha evidenziato che “lo sforzo della Regione nell'attività di programmazione delle infrastrutture è rilevante. La crisi economica in atto sta penalizzando le risorse finanziarie disponibili e a ciò bisogna aggiungere nuove esigenze provenienti dal patrimonio storico-artistico che necessita di conservazione e tutela, oltre che dal potenziamento della rete infrastrutturale e dallo sviluppo delle risorse rinnovabili. La Regione Umbria, nel corso degli anni è intervenuta per salvaguardare dal dissesto e dal degrado interi nuclei storici, tasselli importanti dell'identità regionale. Ne sono esempio i lavori sulle rupi di Todi e Orvieto, quelli relativi all'abitato di Massa Martana, il consolidamento delle mura di Amelia e la dotazione infrastrutturale di Castelluccio di Norcia.
È attualmente in corso il bando per la redazione del Piano delle Opere pubbliche, rivolto alle esigenze degli enti locali. Viene mantenuto un appuntamento annuale di piccoli interventi, importanti per i Comuni. Andranno presto in appalto interventi per la realizzazione di un impianto di fitodepurazione utile all'intero abitato di Castelluccio di Norcia oltre a quello inerente il consolidamento della frana di Valderchia. Si tratta di due opere con caratteristiche innovative anche perché condotte internamente all'Ente fin dalla progettazione. Il Centro regionale di Protezione civile (Foligno) sarà terminato con la progettazione dell'autoparco regionale sul quale verrà realizzato un impianto fotovoltaico a servizio dell'area. La Regione ha stanziato un ulteriore finanziamento per le mura di Amelia dove sarà anche predisposto un percorso didattico e turistico. Gli sforzi maggiori, dal punto di vista finanziario, saranno comunque concentrati sull'esecuzione delle opere relative alle Piattaforme logistiche di Città di Castello-San Giustino, Terni-Narni e di Foligno. Si tratta di interventi strategici per lo sviluppo economico dell'Umbria perché il territorio verrà dotato di preziosi nodi di scambio merci, nonché di due terminal ferroviari. Le piattaforme assorbiranno oltre 61 milioni di euro. La Regione anticiperà risorse per 16 milioni di euro.
Ma il 2011 sarà anche l'anno dove verrà compiuto un grande sforzo per la stesura della banda larga per la quale necessitano ancora complesse procedure per quanto riguarda gli operatori. Possiamo definirla conclusa sull'asse Nord-Sud, occorre invece chiudere il cerchio sull'asse appenninico che va da San Giustino a Terni dove si stanno verificando gli interessi degli operatori già presenti sul territorio. Con le risorse a disposizione (50 milioni di euro) riteniamo comunque che nell'arco di quest'anno si possa stendere la banda larga sia sul versante Nord-Sud che quello Est dell'Umbria”.
Gianluca Rossi (sviluppo economico) ha chiarito che il Dap 2011 è costruito lungo due assi principali, le politiche per la competitività e la crescita e le politiche per il lavoro e l'occupazione. Il Documento annuale di programmazione è propedeutico a due atti che la Giunta regionale ha già preadottato, il Piano industriale triennale 2011 / 2013 e il Piano per le politiche attive del lavoro.
Gli interventi previsti partono dalla constatazione di alcuni dati negativi per l'economia regionale: il Pil dell'Umbria continua a registrare una riduzione, un fenomeno che in Umbria è ancora più accentuate che nella media delle altre regioni. Il nostro sistema produttivo si trova ad affrontare problemi strutturali e criticità legate alla crisi economica mondiale: è quindi necessario capire come riposizionare la nostra regione cercando di far fronte agli effetti della crisi e di rilanciare l'economia regionale quando inizierà la ripresa.
Dal primo gennaio del 2011 non è più disponibile il fondo per il sostegno alle imprese, questo significa che l'Umbria deve rinunciare a 12 milioni di euro su cui ha potuto contare fino allo scorso anno. Inoltre il Fondo aree sottosviluppate è sceso da 250 a 210 milioni di euro, peraltro non ancora sbloccati dal Governo: questo comporta che interventi già programmati potranno essere portati a termine solo se vengono trovati i 40 milioni di euro che ci sono stati tolti.
Le politiche industriali regionali si articoleranno su 3 assi: la modifica del contesto normativo di riferimento; le politiche di contrasto alla crisi; le politiche per la competitività e la crescita. Le azioni per la competitività saranno legate a quelle per il lavoro dall'obiettivo ‘Umbria oltre la crisi’, che sarà perseguito puntando su green economy e investimenti sul capitale umano, con l'Umbria che è l'unica regione italiana ad accedere al progetto per la mobilità dei ricercatori. Ci saranno poi misure per agevolare l'accesso al credito e per cercare di contrastare la riduzione degli investimenti (-20 per cento) provocata dalla crisi.
Un grosso tema da affrontare – da collegare al discorso più ampio sul federalismo - sarà quello dei rapporti tra multinazionali e territorio, cercando di trovare soluzioni che siano mirate ad incentivare gli investimenti piuttosto che a creare un deterrente alle delocalizzazioni. Stiamo infine lavorando sulla riduzione selettiva dell'Irap per le imprese che assumono e garantiscono una occupazione stabile: per questo sarà necessario un intervento finanziario rilevante e valuteremo l'efficacia di misure già intraprese da altre Regioni”.
Fernanda Cecchini (agricoltura) ha sottolineato che “gli interventi previsti dal Dap in materia di politiche agricole riguardano in modo particolare il sostegno alle imprese del settore e la semplificazione delle procedure. Verrà creata una agenzia forestale regionale che sostituirà le Comunità montane mentre verranno riassegnate le funzioni dei Consorzi di bonifica, che non verranno sciolti. Sarà superata l'Arusia e si procederà alla costituzione di un organismo regionale pagatore unico per i fondi europei (diminuiti di 100 milioni di euro) o in subordine all'apertura di una sede regionale per l'Agea. Ci sarà un bando per sostenere l'imprenditorialità giovanile e le microimprese e si punterà a mettere in campo azioni per valorizzare le filiere dell'agroenergia, dell'ortofrutta e del tabacco. Verranno stilati il Piano per la suinicoltura e quello per la zootecnia, per il quale è stato attivato un tavolo ampio di cui fa parte anche l'Università di Perugia.
Le azioni in favore dell'agricoltura biologica saranno affiancate da una revisione della legge 21 sugli organismi geneticamente modificati: quella norma è ormai superata e se la Commissione europea ha lasciato libera scelta alle Regioni in materia va registrato che gli assessori regionali italiani – nell'ambito della Commissione nazionale delle politiche agricole - hanno deciso di non accettare a coltivazione degli ogm”.
Silvano Rometti (ambiente, trasporti, infrastrutture) ha tracciato un quadro delle molte priorità che il Dap si trova ad affrontare in tema di tutela dell'ambiente, smaltimento dei rifiuti, completamento delle infrastrutture viarie e trasporto pubblico. “Entro un mese sarà pronto il regolamento attuativo sulle linee guida per gli impianti energetici. Ci saranno iniziative a sostegno delle energie rinnovabili e soprattutto dell'efficentamento energetico (da sperimentare in particolare in un grande edificio pubblico), dato che è inutile produrre energia che poi viene sprecata. Il regime di incentivi per le fonti alternative si andrà esaurendo perché il Governo è intenzionato a ridurre sensibilmente questi finanziamenti.
Dovranno essere attuati il Piano di tutela delle acque (che necessita complessivamente di 486 milioni di euro), il Piano rifiuti (necessario incrementare la raccolta differenziata e investire su di essa, programmare il recupero energetico dei rifiuti non riciclabili attraverso un impianto da costruire nell'Ati 2, ampliare le discariche), approvare il Piano dell'aria, portare a regime il Piano regionale dei trasporti (valorizzare la ferrovia e razionalizzare i contributi dei singoli territori al trasporto pubblico). Andranno anche riordinate le norme sull'uso del territorio e rivista le legge 11 del 2005 “Norme in materia di governo del territorio: pianificazione urbanistica comunale” per fare il punto a 5 anni dalla sua emanazione.
Diverse sono le infrastrutture viarie i cui lavori sono in corso e si registrano problemi sulla Perugia – Ancona (soprattutto a Valfabbrica), mentre procedono meglio la Pian d'Assino, la Pievaiola e la Terni–Rieti. Bisogna uscire dalla logica dell'elencazione di una lunga serie di grandi opere per le quali tanto non ci sono finanziamenti e scegliere pochi obiettivi prioritari. Investiremo nell'aeroporto e nelle piastre logistiche, per le quali devono essere sbloccati 29 milioni di euro di fondi statali. Appare sempre più necessario intervenire sulla ferrovia per il raddoppio della Orte–Falconara, nella tratta Spoleto–Terni, e per la velocizzazione della Foligno–Terontola. AS/MP
