DAP 2011: RACCOLTA DIFFERENZIATA AL 50 PER CENTO PRIMA DI DISCUTERE LA CHIUSURA DEL CICLO. SU INIZIATIVA DI IDV E PRC-FDS, DOCUMENTO MODIFICATO IN CINQUE PUNTI SU QUESTIONE ‘RIFIUTI’ - NOTA CONGIUNTA DI DOTTORINI E STUFARA

I capigruppo di Idv Oliviero Dottorini e di Prc-Fds Damiano Stufara, rendono noto di aver assunto una iniziativa politica “sinergica e congiunta” nell'ambito della maggioranza che ha portato a modificare il Dap 2011 in cinque punti relativi alle scelte in tema di rifiuti e che in primo luogo riguardano il perseguimento della raccolta differenziata fino al 50 per cento del totale, prima di scegliere l'eventuale ricorso alla termovalorizzazione.

Nel dichiarare la propria soddisfazione per l'accordo raggiunto, Dottorini e Stufara  evidenziano la “positiva mediazione raggiunta” e i “passi avanti compiuti” in vista di un'Umbria intesa come “laboratorio di innovazione e sperimentazione in tema di gestione del ciclo dei rifiuti”.

Data:

16 Feb 2011 00:00

Tempo di lettura:

3 minuti, 34 secondi

(Acs) Perugia, 16 febbraio 2011 –  Su iniziativa dei gruppi consiliari umbri di Idv e di PRC-FdS, si è arrivati ad un importante punto di mediazione in tema di smaltimento dei rifiuti che coinvolge tutte le forze di maggioranza sui cinque punti di modifica al Dap 2011 così riassumibili: no al trattamento termico dei rifiuti fin quando la raccolta differenziata non raggiungerà il 50 per cento, in pratica il doppio di oggi; il Dap prevederà azioni di recupero dei materiali tramite riciclo e riuso, due cardini della green economy; si farà una netta separazione fra i gestori della raccolta differenziata e quelli di eventuali impianti di termovalorizzazione; i comuni passeranno dalla attuale tassa rifiuti alla tariffa di igiene ambientale, secondo il principio chi meno inquina meno paga; saranno contenuti gli ampliamenti di discariche esistenti, compreso il terzo calanco  a le Crete di Orvieto.

Lo affermano i due capigruppo Idv e Prc-Fds, Oliviero Dottorini e Damiano Stufara, con la seguente nota congiunta:

L'azione politica portata avanti in maniera sinergica e congiunta dai gruppi consiliari  dell'Idv e del Prc-Fds nel confronto di maggioranza sul Dap 2011, nel complesso delle tematiche poste e in maniera particolare sul tema dello smaltimento dei rifiuti, ha consentito di introdurre elementi che giudichiamo positivamente nell'ottica della salvaguardia ambientale e della tutela della salute dei cittadini,  pur nella permanenza di due visioni diverse e non completamente conciliabili fra le forze di centrosinistra.

Come Prc e Idv continuiamo ad essere convinti della praticabilità di un'impostazione innovativa sulla gestione del ciclo dei rifiuti che escluda il ricorso a tecnologie ormai obsolete e ambientalmente dannose come i termovalorizzatori. La vera difficoltà che però emerge nell'attuazione del Piano Regionale vigente è rappresentata da percentuali di raccolta differenziata assolutamente insoddisfacenti e lontane dalle previsioni tanto del piano regionale che delle normative statali e comunitarie.

Grazie al nostro sforzo anche il resto delle forze di maggioranza hanno preso atto dell'insostenibilità di tali ritardi: il punto di mediazione raggiunto, pertanto, rappresenta, dal nostro punto di vista, un passo in avanti sostanziale. Dire, cioè, che non si avvierà la fase esecutiva della chiusura del ciclo attraverso il trattamento termico (scelta della tecnologia migliore attraverso un bando europeo, progettazione dell'intervento, ecc.) sino a quando non si sarà raggiunta la percentuale del 50 per cento di raccolta differenziata, cioè sostanzialmente il doppio di quanto non se ne faccia oggi, rappresenta un ancoraggio fondamentale che, per la prima volta, fissa una priorità alla quale tutto il resto è subordinato. Tanto nell'Ati 2 che nell'Ati 4, pertanto, non si aprirà la discussione sul tema del trattamento termico sino a quando non ci saranno risultati tangibili e verificabili sulla raccolta differenziata nell'intero territorio regionale.

Prevedere poi, come si fa nel nuovo testo del Dap frutto del confronto di maggioranza, che andranno sviluppate azioni per il recupero dei materiali (riciclo e riuso) rappresenta il primo vero impegno a sostanziare l'orizzonte della cosiddetta “green economy” attraverso la costruzione di una filiera industriale, che affronta il tema dei rifiuti in un'ottica europea di sostenibilità ambientale e non a vantaggio di chi, attraverso la termovalorizzazione, con i rifiuti intende solo speculare.

Rimarcare l'obbligo di netta separazione fra i gestori della raccolta differenziata e la chiusura del ciclo rappresenta un'ulteriore garanzia per evitare che interessi speculativi sovrastino l'interesse generale dei cittadini. Così come riaffermare la necessità di passare, da parte dei comuni, dalla tassa dei rifiuti alla tariffa di igiene ambientale, secondo il principio che chi meno inquina meno paga, è un ulteriore passo in avanti che la nostra battaglia politica ha determinato.

Positiva, infine, è la previsione di contenere gli ampliamenti di discariche esistenti e di escludere, per quanto concerne la discarica Le Crete di Orvieto, la realizzazione del terzo calanco.

Riteniamo, pertanto, positiva la mediazione raggiunta, che comunque non contiene il complesso dei contenuti che ispirano la nostra azione e quella di tanti cittadini attenti e sensibili a queste tematiche. I passi in avanti compiuti sono dai nostri gruppi considerati come un ulteriore elemento di stimolo nel proseguire una battaglia a difesa del territorio e della salute dei cittadini, affinché l'Umbria possa caratterizzarsi come un laboratorio di innovazione e sperimentazione sul tema della gestione del ciclo dei rifiuti”. GC/gc

Ultimo aggiornamento: 16/02/2011