CRISI SEMITEC: “IL GOVERNO SI FACCIA CARICO DELLA VICENDA” - A STUFARA (PRC-FDS) IN II° COMMISSIONE LA RISPOSTA DELL'ASSESSORATO ALLO SVILUPPO ECONOMICO: “STIAMO DA TEMPO MONITORANDO LA SITUAZIONE”

Nella seduta odierna della Seconda Commissione, il dirigente regionale Luigi Rossetti (assessorato Sviluppo economico) ha risposto ad una interrogazione di Damiano Stufara (Prc-Fds) circa lo stato di crisi della Semitec di Massa Martana con il trasferimento a Roma delle figure (77 si 115 dipendenti) destinate alla direzione ed alla gestione amministrativa dell'azienda. Rossetti  ha assicurato il monitoraggio costante e attento della Regione sulla vicenda, ma Stufara e l'intera Commissione hanno comunque deciso di predisporre un ordine del giorno bipartisan che impegni la Giunta regionale a chiedere con forza l'impegno, su questa vicenda, del Governo centrale.

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13 Nov 2013 00:00

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(Acs) Perugia, 13 novembre 2013 - “La Regione monitorerà attentamente l'utilizzo della cassa integrazione, prestando particolare attenzione ai dati di bilancio di Semitec. È evidente che, seppure su questa operazione si è innestato un accordo sindacale, la presenza dell'azienda in Umbria richiede una attenzione costante a livello istituzionale”.
Così Luigi Rossetti (dirigente dell'assessorato regionale allo Sviluppo economico), in Seconda Commissione, rispondendo ad una interrogazione di Damiano Stufara (capogruppo Prc-Fds) nella quale chiedeva “quali azioni intende avviare la Giunta regionale nei confronti dei vertici aziendali e verso il Governo nazionale in merito alla vertenza Semitec, anche per scongiurare il trasferimento della sede di Massa Martana”.
L'esponente di Rifondazione comunista ha quindi rimarcato come lo spostamento della sede a Roma sarebbe stato deciso dalla proprietà e poi sostenuto dichiarando uno stato di crisi che non troverebbe riscontro nelle previsioni di fatturato per l'anno in corso”.

Rossetti, ripercorrendo quanto evidenziato da Stufara nel suo atto ispettivo, ha ricordato che “prima dell'estate 2013, la Siram ha annunciato la volontà di voler centralizzare in un'unica sede romana tutte le attività del gruppo riferibili alla multinazionale francese Veolia Environment, operanti in Italia. Questo, come elemento di razionalizzazione, non solo organizzativa, ma anche legata al carico del personale dipendente. La Giunta regionale, nella figura dell'assessore allo Sviluppo economico, Vincenzo Riommi, supportato dalla struttura tecnica, ha cercato da subito una interlocuzione con i rappresentanti dell'azienda, il cui riferimento è stato Roberto Rossi, quale amministratore delegato di Siram. Lo abbiamo incontrato nelle scorse settimane in merito alla sottoscrizione (7 ottobre) di un documento tra le organizzazioni sindacali  e l'azienda.
L'accordo riferito alla vicenda Massa Martana, prevede, su questo sito, il permanere di una presenza operativa legata al magazzino (manutenzione e distribuzione degli impianti) con un nucleo molto più ristretto. Mentre la parte dirigenziale, amministrativa e di funzionalità organizzativa viene trasferita, a seguito di accordo sindacale, a Roma. Si tratta di un accordo che prevede la corresponsione di una indennità di 25mila 500 euro lordi per coloro i quali opteranno per le dimissioni volontarie dall'azienda entro il prossimo 31 dicembre, mentre al personale che accetterà il trasferimento nella Capitale verranno corrisposte indennità una tantum pari a 4mila euro, di cui 2mila all'accettazione  ed il resto  entro 12 mesi dal trasferimento. In sostanza, dei 115 dipendenti del sito di Massa Martana, 28 sono destinati ad essere conservati nel ruolo presso lo stabilimento umbro, mentre per 77 dipendenti è previsto il trasferimento a Roma.
Questo percorso è già iniziato con il vertice amministrativo dell'azienda, mentre il restante personale verrà trasferito entro maggio 2014. La Regione monitorerà attentamente l'attivazione della cassa integrazione per quanto concerne il suo utilizzo, con particolare attenzione ai dati di bilancio di Semitec. È evidente che, seppure su questa operazione si sia innestato un accordo sindacale, la presenza dell'azienda in Umbria richiede un costante monitoraggio il cui primo elemento di valutazione è rappresentato dalla verifica dei dati di bilancio”.

Nella replica, Stufara ha evidenziato come dalla risposta di Rossetti, che ha parlato a nome dell'assessore, emerga “quasi un senso di impotenza istituzionale difronte a decisioni prese altrove, addirittura fuori dai confini nazionali. Il potere pubblico, invece – ha detto -, deve far sentire forte la propria voce. La Regione deve insistere con il Governo centrale affinché si possa far carico di una vertenza come questa. Bisogna avere la capacità – ha aggiunto Stufara – di porre la partita su un livello istituzionale superiore, interessando cioè direttamente il Ministero per lo Sviluppo economico. Auspico che il Consiglio regionale possa predisporre un documento bipartisan di indirizzo attraverso il quale impegnare la Giunta regionale a chiedere con forza l'entrata in campo del Governo”.
Su questa indicazione di Stufara, di predisporre cioè un ordine del giorno da votare in Aula, si sono ritrovati tutti componenti della Commissione, a partire dal presidente Gianfranco Chiacchieroni. È emersa anche l'esigenza di ascoltare direttamente, in una prossima seduta dell'organismo consiliare, le organizzazioni sindacali che hanno firmato l'accordo con l'azienda. AS/

Ultimo aggiornamento: 13/11/2013