CRISI MERLONI: “PERMANGONO ALCUNI NODI DA SCIOGLIERE. IN UN MOMENTO COSÌ DELICATO DELLA VERTENZA OCCORRE LA MASSIMA VIGILANZA DI ISTITUZIONI, LAVORATORI E SINDACATI” – NOTA DI SMACCHI (PD)

Dopo il via all’acquisizione da parte del QS Group degli asset del gruppo Merloni, lavoratori, sindacati e istituzioni devono comunque vigilare sull’operazione che, secondo il consigliere del partito democratico Andrea Smacchi, “sembra avere più ombre che luci”. Il pericolo da scongiurare, per Smacchi, è quello che si compia un’operazione di facciata, volta a rilevare gli asset territoriali per poi magari concentrare tutte le forze sul solo versante marchigiano dell’azienda”.

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28 Ott 2011 01:00

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(Acs) Perugia, 28 ottobre 2011 – “Il passaggio di ieri presso il Ministero dello Sviluppo economico, dove sostanzialmente si è dato il via definitivo per l’acquisizione da parte della QS Group spa degli asset del Gruppo Merloni, lascia comunque sul tappeto ancora molti nodi da sciogliere e più di una legittima preoccupazione”: lo afferma il consigliere regionale Andrea Smacchi (PD).
 
“L’assessorato regionale allo sviluppo economico, che – secondo Smacchi - sta operando egregiamente, dovrà ora valutare approfonditamente tutti gli elementi per fare una valutazione di merito, da qui in avanti, la situazione dovrà essere monitorata con particolare attenzione stante le forti preoccupazioni che emergono sia dal fronte sindacale, che tra gli stessi lavoratori. Il pericolo da scongiurare è quello che si compia un’operazione di facciata, volta a rilevare gli asset territoriali per poi magari concentrare tutte le forze sul solo versante marchigiano. Le istituzioni umbre ed i lavoratori non sono disposti ad accettare un eventuale piano che non preveda impegni concreti per il sito di Colle di Nocera Umbra, unico sito peraltro i cui asset potrebbero essere sviluppati grazie ai 25 milioni di euro previsto dall’accordo di programma”.
 

“Dunque in questo momento cruciale della vertenza – conclude – occorre il massimo della sinergia fra le istituzioni, i lavoratori e le organizzazioni sindacali che, insieme, devono quotidianamente vigilare su un’operazione che ad oggi sembra avere più ombre che luci, stante anche l’esiguo numero dei lavoratori che verrebbero riassorbiti (700 in 4 anni). Il prossimo 8 Novembre vi sarà un primo incontro con i lavoratori: credo sia necessario in questo lasso di tempo proseguire nel lavoro di ricerca di altri possibili soggetti industriali interessati all’acquisto perché, se da un lato non possiamo permetterci di rimettere tutto in discussione, allo stesso tempo dobbiamo operare per non trovarci nella scomoda situazione del prendere o lasciare”. RED/pg

Ultimo aggiornamento: 28/10/2011