(Acs) Perugia, 21 settembre 2011 - “Sviluppumbria intervenga per scongiurare la crisi delle Industrie metallurgiche di Spoleto (Ims) e contribuire alla ripresa ordinaria dell’attività in azienda”. A chiederlo, con una interrogazione in Consiglio regionale, Franco Zaffini (Fare Italia) che prende spunto dall’ennesima crisi verificatasi in questi giorni sul territorio spoletino, “già segnato da altre vicende analoghe, come nel caso della Minerva”, per reclamare un “diverso e più incisivo ruolo della finanziaria regionale”.
“Vista la situazione poco nitida delle Ims, sulla quale neanche la proprietà dell’azienda ha saputo fare chiarezza – spiega Zaffini – appare quanto mai urgente un intervento deciso delle istituzioni per salvaguardare una realtà economica importante, con i suoi trecento dipendenti, che oggi fa ricorso massiccio alla cassa integrazione. Di questo – prosegue il consigliere - dovrebbe occuparsi proprio Sviluppumbria, la società strumentale della Regione che, come stabilito dalla legge ‘1/2009’, ha, tra le sue funzioni, quella di porre in essere ‘attività connesse alle politiche preventive per evitare crisi settoriali e/o aziendali’”. Zaffini si pone in maniera molto critica nei confronti dell’attuale assetto della finanziaria regionale, imputandole “una colpevole assenza su tutto il panorama produttivo della regione”.
“Sviluppumbria – sostiene l’esponente di Fare Italia – è da tempo estranea, alle dinamiche positive della crescita, latitando sull’aspetto dell’incentivazione alla nuova impresa, dell’attrazione di investimenti da fuori regione, per non parlare poi dell’internazionalizzazione che resta una pia illusione. Con conseguenze ancora più gravi – aggiunge – rimane anche estranea alle sempre più frequenti situazioni negative che interessano le aziende, prive di supporto strategico volto alla preservazione del tessuto economico umbro”.
“Ben venga il tavolo dell’assessorato, peraltro non ufficialmente confermato – dice Zaffini –, ma senza il supporto tecnico che in qualche modo indaga le cause di crisi, ponendo in essere, a fianco dell’imprenditore adeguati rimedi, a nulla servirà l’attività dell’assessore, il quale non potrà fare altro, come ogni volta in passato, che lavarsene le mani, individuando come unico fattore scatenante la congiuntura internazionale e, magari, attribuendo la responsabilità alle politiche economiche del Governo. Stesso teatro, stessi teatranti, stesso copione: sempre visto in passato. Troppo facile e troppo comodo, specialmente se il soggetto che dovrebbe occuparsi dello sviluppo della nostra Regione ritiene indispensabile l’impegno nei progetti di cooperazione internazionale come avviene per ‘Brasil proximo’, mentre risulta pericolosamente assente per la tenuta economica del nostro territorio. Resta da chiedersi – conclude Zaffini - cos’è Sviluppumbria, perché se non è nulla di tutto ciò che dovrebbe essere, chiudiamola o ristrutturiamola profondamente”. RED/tb