(Acs) Perugia, 5 luglio 2013 - “La richiesta delle Organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL di andare rapidamente a modificare l'accordo di programma stipulato tra Governo e Regioni Umbria e Marche per far fronte agli esiti della crisi della Antonio Merloni è giusta, condivisibile e da sostenere”: lo afferma il consigliere regionale del Partito democratico Manlio Mariotti.
“L'esigenza che si profila con sempre maggiore evidenza – spiega - è quella di adattare uno strumento alla realtà economico-produttiva ed alle finalità per le quali lo si è pensato. Da questo punto di vista nemmeno la rimodulazione operata a fine anno scorso ha prodotto i miglioramenti auspicati. È chiaro ormai che tanto il riferimento legislativo sul quale poggia l'operatività dell'accordo (la Legge 181/89) quanto la gestione e l'attuazione che Invitalia ha fatto dell'accordo stesso si sono rivelati inadeguati a concretizzare ricadute ed effetti positivi nell'area di crisi interessata”.
“Va ricordato – prosegue - che quel piano di sviluppo che, tramite incentivi agli investimenti e alla occupazione e servizi di orientamento e informazione, avrebbe dovuto realizzare attrazione di nuovi investimenti, sostenere la crescita e la qualificazione delle imprese esistenti e favorire il reimpiego dei lavoratori della ex Antonio Merloni non ha ottenuto, ad oggi, riscontri e risultati apprezzabili. Non è giustificabile – sostiene Mariotti -che ci siano oltre 17 milioni di euro disponibili che non si è riusciti ancora ad impegnare per iniziative produttive in grado di alleviare i gravi disagi sociali derivanti dalla drammatica caduta dei livelli occupazionali. E il rischio che si corre, perdurando l'incapacità ad utilizzarli, è di perderli definitivamente. L'Umbria e le comunità della fascia appenninica non possono permettersi ne permettere che questa opportunità vada dilapidata”.
Secondo Mariotti “va incalzato il Governo a rendere più aderenti alle esigenze del territorio i criteri per accedere ai finanziamenti, a partire dal troppo elevato valore dell'investimento iniziale e di quello delle polizze fideiussorie. Va affiancato ad Invitalia un soggetto territoriale che conosca e presidi il territorio, che svolga una costante azione di scouting e di marketing per attrarre investimenti e investitori. Va costruito – spiega - un vero e proprio pacchetto di vantaggi localizzativi, diretti, specifici, circostanziati, se possibile anche di natura fiscale che renda appetibile intraprendere, fare sviluppo e dare lavoro nell'area appenninica. Su tutto ciò – conclude - è doveroso richiamare il Governo a fare fino in fondo la propria parte e mantenere gli impegni assunti, oltre che chiedere alla Regione di farsi carico di un intervento deciso e straordinario nei suoi confronti”. RED/pg