CRISI FASCIA APPENINICA: “STUDIARE PROVVEDIMENTI SIMILI A QUELLI ATTUATI PER IL SISMA DEL 1997. FONDI FAS PER RIPROGETTARE UNA NUOVA FASE DI SVILUPPO” - SMACCHI (PD) CHIEDE L'ATTIVAZIONE DI UN TAVOLO REGIONALE

Il consigliere regionale del Partito Democratico, Andrea Smacchi interviene sulla crisi della fascia appenninica dell'Umbria. Per questo chiede l'attivazione urgente di un “tavolo tecnico regionale con Provincia, Comuni dell’Alto Chiascio ed Inps, per studiare provvedimenti simili a quelli attuati in occasione del sisma del 1997 (sospensione di tutti i tributi locali e della contribuzione, per tutte quelle famiglie e quelle aziende che oggi vivono il dramma della disoccupazione o della cassa integrazione)”. Per Smacchi è quindi “necessario investire la parte dei fondi FAS non vincolati e dell’accordo di programma della Merloni sul territorio della fascia appenninica, per riprogettare una nuova fase di sviluppo ed incentivare le aziende già presenti a programmi di riorganizzazione che valorizzino la loro presenza in Umbria”.

Data:

20 Gen 2012 00:00

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(Acs)Perugia, 20 gennaio 2012 - “L’ultimo drammatico effetto della crisi che ha coinvolto i 190 lavoratori dello stabilimento Faber di Fossato di Vico, ha prodotto un impegno straordinario della Regione che nei prossimi giorni si presenterà al tavolo del Governo per discutere di un piano straordinario di interventi che dovranno riguardare soprattutto la fascia appenninica dell’Umbria”. Lo scrive il consigliere regionale del Partito Democratico, Andrea Smacchi per il quale “in una situazione di emergenza come questa, molto simile a quella vissuta in occasione del terremoto del 1997, occorre mettere in campo tutte le strumentazioni per cercare di attutire il più possibile gli effetti della crisi, sia sulle famiglie che sulle imprese che ancora oggi riescono a garantire occupazione e reddito”.

 

Smacchi auspica, “in brevissimo tempo, la convocazione di un tavolo tecnico fra Regione, Provincia e Comuni della fascia appenninica ed Inps, per analizzare la concreta possibilità di provvedere alla sospensione di tutti i tributi locali e della contribuzione, per tutte quelle famiglie e quelle aziende che oggi vivono il dramma della disoccupazione o della cassa integrazione, così come avvenne in occasione degli eventi sismici del 1997. La parte più corposa del lavoro – prosegue il consigliere regionale - dovrà comunque riguardare l’utilizzo delle risorse non vincolate disponibili del fondo Fas (Fondo aree svantaggiate), pari a 213 milioni di euro, e quelle previste dall’accordo di programma per la vertenza Merloni, circa 35 milioni di euro. Un uso razionale di tali risorse – spiega -, teso al rilancio di un nuovo modello di sviluppo industriale, fondato su ricerca ed innovazione, dovrà riguardare in via prioritaria il territorio della fascia appenninica, con il duplice obiettivo di arrivare ad una nuova industrializzazione stabile e di qualità, legata ad una altrettanto stabile permanenza di aziende solide già presenti sul territorio, come la Faber, che potrebbero rivedere i propri piani di riorganizzazione privilegiando il nostro territorio piuttosto che altri paesi europei ed extra europei”.

 

Smacchi invita anche a prendere atto come “la straordinaria mobilitazione messa in campo da tutti i lavoratori della Faber di Umbria e Marche, che sta bloccando tutta la produzione del gruppo, ha già prodotto l’effetto dell’anticipo dell’incontro al prossimo lunedì 23 gennaio e, forse, sta iniziando a far riflettere sull’opportunità di un disimpegno da Fossato quanti pensavano di potere chiudere uno stabilimento con un comunicato di poche righe, senza nessun confronto coi lavoratori”. RED/as


 

Ultimo aggiornamento: 20/01/2012