(Acs) Perugia, 19 giugno 2012 - La Giunta regionale spieghi se intende “procedere rapidamente all'attivazione delle misure di cassa integrazione in deroga per garantire alle maestranze della cooperativa Euroservice la continuità del reddito e operare in direzione di una soluzione occupazionale per le lavoratrici ed i lavoratori tesa a riconoscere la loro attività produttiva nel pieno dei suoi caratteri di integrazione con la Perugina srl e non come un generico servizio in appalto”. Lo chiede, con una interrogazione all'Esecutivo di Palazzo Donini, il capogruppo regionale di Rifondazione comunista–Fds Damiano Stufara.
Il consigliere regionale spiega che “la Cooperativa Euroservice nasce nel 1989 per un accordo sindacale con l'allora Perugina srl, con la partecipazione delle Istituzioni locali e della Lega Coop Umbria per ricollocare i lavoratori dello stabilimento Perugina di Castiglione del Lago e permettere allo stabilimento di San Sisto di esternalizzare il confezionamento di prodotti da ricorrenza. La cooperativa – continua - per 23 anni ha impiegato oltre 200 lavoratori nel territorio del Trasimeno, garantendo la presenza industriale nell'area, ed ha operato unicamente su committenza della multinazionale Nestlè, proprietaria del marchio Perugina, fino al 2009, anno in cui sono venuti meno i vincoli di esclusività”.
Stufara evidenzia inoltre che “nel corso degli ultimi tre anni si è determinata presso la cooperativa Euroservice la perdita di numerosi posti di lavoro, dovuta all'effetto congiunto della crisi economica, della fine del rapporto di esclusività con la Nestlè e della mancata diversificazione delle produzioni, con conseguente svuotamento produttivo ed occupazionale della Cooperativa, dove attualmente risultano impiegate circa 46 unità lavoratrici, in grande prevalenza donne. Ad aprile 2012 la Nestè ha formalizzato la decisione di recedere il rapporto di committenza e di reintegrare nello stabilimento di San Sisto le produzioni già affidate alla cooperativa Euroservice, i cui lavoratori si sono ritrovati di punto in bianco senza occupazione. Dopo una prima, infruttuosa fase di trattative ed a fronte della conferma, da parte della Nestlè, dell'intenzione di procedere al riassorbimento delle produzioni senza il reintegro delle maestranze, i sindacati ed i lavoratori – aggiunge il capogruppo del Prc – Fds - hanno deciso la serrata degli stabilimenti e richiesto un tavolo regionale, da cui è scaturito l'impegno della Regione a predisporre le necessarie procedure per la concessione degli ammortizzatori sociali in deroga”.
Damiano Stufara conclude rimarcando che “la cooperativa Euroservice non può essere considerata un mero imprenditore privato fornitore di sevizi per la Nestlè, in quanto la sua origine e le sue attività la configurano a tutti gli effetti come un ramo d'azienda della multinazionale che dall'esternalizzazione fino ad oggi operata ha tratto indubbi benefici in termini di ridotti costi per il personale. Nel corso dei molteplici incontri avvenuti (l'ultimo lo scorso 15 giugno) le due dirigenze aziendali si sono attribuite vicendevolmente le responsabilità rispetto all'attuale situazione, segno della necessità di un salto di qualità della trattativa che solo le istituzioni possono garantire”. MP/mp