(Acs) Perugia, 9 novembre 2010 – “Il ministro Romani sta seguendo direttamente le due situazioni della Basell e della Merloni perché ha capito bene che sono due vicende direttamente collegate al futuro della nostra regione e di tante famiglie che sono attualmente senza lavoro”. E’ quanto scrivono in una nota la portavoce dell’opposizione (PdL) Fiammetta Modena e il capogruppo del PdL, Raffaele Nevi che fanno sapere di aver parlato, “nelle ore appena trascorse, con il Ministero dello Sviluppo economico al quale – spiegano – sono state rappresentate le preoccupazioni che sono riapparse su due questioni che stanno a cuore al PdL dell'Umbria: la Merloni di Nocera Umbra e la Basell di Terni”.
“Ci è stato fatto un quadro molto preciso delle due situazioni – osservano – e che, in particolare, per la Basell il Ministro sta firmando una lettera in cui il Governo scende ancora una volta autorevolmente in campo per fare in modo che l’azienda si pronunci, come promesso, in merito al piano industriale presentato da Novamont che noi (e il Governo) giudichiamo positivo per il rilancio della Chimica a Terni entro e non oltre il mese di Novembre”.
“Per la Merloni – spiegano Modena e Nevi - il discorso è ancora più semplice: il Governo, nelle more dello svolgimento del bando internazionale emanato ai sensi della legge Marzano, anche su richiesta della Regione (con la quale c'è una positiva unità di intenti ribadita anche dall'assessore Rossi nel corso dell'incontro di questa mattina) ha attivato il Tavolo tecnico per l'attuazione dell'accordo di programma nel caso in cui il bando non portasse a risultati utili e da tutti auspicati. È stato riconfermato – aggiungono - anche lo stanziamento da parte del Governo di ben 35 milioni di euro per l'attuazione della stessa”.
Alla luce di ciò, per Nevi e Modena, esistono le condizioni per “operare con efficacia puntando ancora una volta sulla credibilità e vicinanza del Governo nazionale e unità di tutte le forze politiche e del lavoro. È auspicabile che su questi temi – continuano - non vi siano speculazioni politiche elettorali che avrebbero come conseguenza solo un inasprimento dei rapporti tra i lavoratori, che sarebbero veramente deleteri per l'Umbria”.
“Tutti – concludono Modena e Nevi - sappiamo che sono due vicende molto complesse e delicate, (si tratta di imprese private che non si possono costringere, ma solo convincere con i pochi strumenti istituzionali che si hanno in mano) ma da forza politica responsabile ci assumiamo le nostre responsabilità e andiamo avanti con la cultura pragmatica e fattiva che abbiamo nel Dna”. RED/As