CRISI AZIENDALI: “ACCORDO DI PROGRAMMA, RICERCA ED INNOVAZIONE PER UNA NUOVA DIMENSIONE DI POLITICHE INDUSTRIALI LEGATE ALLA FASCIA APPENNINICA” - IN SECONDA COMMISSIONE IL DIRIGENTE REGIONALE ROSSETTI

Si è nuovamente parlato delle crisi aziendali in Umbria nella riunione odierna della Seconda Commissione consiliare presieduta da Gianfranco Chiacchieroni. Luigi Rossetti, dirigente dell'assessorato regionale allo Sviluppo economico ha illustrato in particolar modo due situazioni proprie della Fascia Appenninica: la ex A. Merloni (“preoccupazione per il ricorso presentato da un pool di banche che rischia di mettere in discussione la continuità dell'attività produttiva” e la Faber (“l'azienda è determinata a perseguire il disegno di ristrutturazione produttiva che prevede la cessazione delle produzioni dello stabilimento di Fossato di Vico”). Sulla situazione dell'area chimica ternana Rossetti ha definito “la disponibilità di Basell a rimettere in piedi il tavolo, rispetto all'ipotesi della cessione delle aree, un importante passo in avanti che è stato colto positivamente da Novamont e da altri player nazionali”.

Data:

09 Feb 2012 00:00

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(Acs)Perugia, 9 febbraio 2012 - “Per la crisi dei territori della Fascia appenninica (territorio Eugubino-Gualdese) la Regione sta cercando di articolare meccanismi di intervento che possano mettere a leva gli strumenti esistenti (accordo di programma) e al contempo orientare percorsi di ricerca ed innovazione per rappresentare una nuova dimensione di politiche industriali e di sviluppo che possano rispondere ad un'area oggettivamente in forte difficoltà, sia per condizioni storiche che per un processo di deindustrializzazione che si innesta in un sistema produttivo orientato sulle grandi imprese”. Lo ha detto il dirigente regionale Luigi Rossetti(assessorato Sviluppo economico) ascoltato in Seconda Commissione, presieduta da Gianfranco Chiacchieroni, in merito alle 'Crisi aziendali in Umbria'.

Pur evidenziando che, in Umbria, ci sono diverse aziende in oggettiva difficoltà, Rossetti si è soffermato sulla situazione in essere della ex Antonio Merloni di Nocera Umbra, della Faber di Fossato di Vico e della realtà propria dell'area chimica ternana.


 

Su quest'ultima situazione, Rossetti ha evidenziato come “La disponibilità di Basell a rimettere in piedi il tavolo, rispetto all'ipotesi della cessione delle aree, rappresenta un importante passo in avanti che è stato colto positivamente da Novamont e da altri player nazionali. Le istituzioni regionali – ha assicurato - stanno partecipando a questo percorso al fine di costruire le condizioni complessive di gestione di una situazione che, altrimenti, può essere impervio. La integrazione degli operatori industriali e la necessità di mettere a sistema le utilitis e le infrastrutture del sito chimico richiedono una governance che non può essere affidata soltanto agli stessi operatori industriali”.


 

Sulla ex A.Merloni, Rossetti non ha nascosto preoccupazione perché, ha spiegato, “il ricorso presentato da un pool di banche rischia di mettere in discussione la continuità dell'attività produttiva, che sia pure a fatica e su numeri occupazionali limitati, continuerebbe ad essere presidiata nelle aree umbro-marchigiane di insediamento del Gruppo. Si tratta – ha fatto sapere - di un percorso che dovrebbe trovare la sua composizione entro il prossimo 28 febbraio. Le istituzioni stanno monitorando la situazione e contestualmente continuano a lavorare per la rimodulazione dell'accordo di programma che è condizone indispensabile per il completamento del percorso di reindustrializzazione che, faticosamente e purtroppo limitatamente, è iniziato con la cessione dei compendi produttivi umbro-marchigiani al Gruppo Porcarelli. Per quanto riguarda la cassa integrazione straordinaria – ha detto -, potrà essere assicurata per 18 mesi, in base a quanto previsto dalla legge '223/1991', a partire dal prossimo 24 maggio 2012, fermo restando che al periodo di cassa integrazione straordinaria potranno essere attivati gli ammortizzatori sociali rappresentati dalla mobilità indennizzata che è differenziata in funzione dei lavoratori. Va registrato l'impegno del Ministero dello Sviluppo economico a verificare la possibilità che la cassa integrazione straordinaria, per cessazione attività, sia resa coerente con la durata dell'accordo di programma che potrebbe essere superiore ai 18 mesi”.


 

Sulla vertenza Faber, Rossetti ha detto di registrare “con preoccupazione la determinazione dell'azienda a perseguire il disegno di ristrutturazione produttiva che prevede la cessazione delle produzioni dello stabilimento di Fossato di Vico. Le Istituzioni, le forze sociali, i sindacati – ha assicurato - stanno facendo pressioni per una revisione della posizione della proprietà. Temiamo, tuttavia, che le determinazioni della multinazionale siano ormai irreversibili. In ogni caso la difficoltà dell'area si compendia anche in un percorso complessivo di politiche industriali per l'elettrodomestico che è necessario riattivare anche e soprattutto a livello nazionale per rilanciare il processo di sviluppo di un'area che ha proprio questa vocazione produttiva.


 

Nel corso della seduta, presieduta da Gianfranco Chiacchieroni, è stato deciso di costituire un gruppo di lavoro composto da alcuni commissari e da tecnici dell'assessorato regionale che possa stilare un documento, da presentare in Aula, che preveda linee di intervento utili ad affrontare le problematiche economiche ed occupazionali proprie, in particolar modo, del territorio Eugubino-Gualdese e della Fascia Appenninica. “L'obiettivo – ha ribaditio Chiacchieroni - è quello di poter mettere in campo sinergie e risorse necessarie per ridare slancio ad un'area importantissima per l'intera regione”. L'iniziativa è legata a due mozioni in proposito, la prima a firma di Renato Locchi, Andrea Smacchi e Luca Barberini (PD): 'sospensione dei tributi locali, del versamento della contribuzione fiscale e previdenziale, del pagamento delle rate di mutui e prestiti per i dipendenti delle imprese della dorsale appenninica umbra in crisi'; l'altra di Sandra Monacelli (Udc) che chiede il riconoscimento dello “stato di crisi del territorio della Fascia Appenninica”. I due atti, all'ordine del giorno dell'ultima seduta consiliare erano stati inviati alla discussione della Commissione. RED/as


 

Ultimo aggiornamento: 09/02/2012