“Contrarietà agli incentivi economici connessi alle procedure di rimpatrio volontario assistito”

Maria Grazia Proietti (PD) esprime soddisfazione per l’approvazione della sua mozione

Data:

22 Mag 2026 14:13

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(Acs) Perugia, 22 maggio 2026 - “Sono molto soddisfatta per l’approvazione della mozione con cui l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha espresso contrarietà agli incentivi economici connessi alle procedure di rimpatrio volontario assistito. È un voto importante, perché riguarda il modo in cui le istituzioni scelgono di trattare le persone più fragili, quelle che hanno meno strumenti per difendersi, meno voce pubblica, meno possibilità di far valere i propri diritti”: così Maria Grazia Proietti dopo l’approvazione della mozione presentata ieri in Consiglio Regionale.

“L’assistenza a una persona straniera coinvolta in una procedura di rimpatrio - sostiene la consigliera del PD - deve essere libera, indipendente, credibile e orientata esclusivamente alla tutela della persona. Ogni meccanismo economico che possa anche solo far nascere il dubbio di un interesse collegato all’esito della procedura rischia di indebolire il rapporto di fiducia e di rendere meno limpida una scelta che deve essere davvero volontaria, informata e consapevole. Il diritto di difesa vale per tutte e per tutti, anche per chi è straniero, povero, solo, irregolare, privo di protezioni sociali. La dignità della persona viene prima della sua condizione giuridica o amministrativa. Una democrazia si misura anche dalla capacità di garantire diritti pieni proprio dove quei diritti sono più esposti e più facilmente sacrificabili. Questo è un principio che il mio impegno nel sociale mi ha insegnato bene e che difenderò sempre. Non si tratta di una questione lontana da noi, tocca le nostre vite e quelle del nostro vicino di casa: dobbiamo occuparcene anche a livello regionale, fin dentro ogni singola comunità. È un fatto culturale, etico, umano.”

“Con questa mozione - prosegue - l’Umbria afferma che l’assistenza alle persone migranti non può diventare uno strumento orientato al rimpatrio, né può essere attraversata da incentivi che rischiano di alterarne la funzione. Chi accompagna una persona in un passaggio così delicato deve avere un solo compito: informarla correttamente, tutelarla, metterla nelle condizioni di scegliere liberamente. È una scelta di giustizia sociale e di civiltà democratica. Difendere i diritti delle persone più vulnerabili significa difendere la qualità delle nostre istituzioni e il senso stesso dello Stato di diritto. Ringrazio l’Aula per aver approvato questo atto e per aver riconosciuto che la tutela delle garanzie fondamentali riguarda tutti, anche quando riguarda persone che troppo spesso vengono rese invisibili o raccontate solo come un problema di sicurezza”. RED/PG

Ultimo aggiornamento: 25/05/2026