“Continuità dello stabilimento di imbottigliamento è la priorità, strettamente legata alla concessione unica”

Nota di Luca Simonetti (M5S) sul bando Sangemini: “Impossibile spacchettare. Nessun ostracismo all’uso termale, prevista premialità per chi investe”

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09 Mar 2026 16:48

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(Acs) Perugia, 9 marzo 2026 – “In merito alla questione delle concessioni delle acque minerali di San Gemini sento il dovere di intervenire dopo diverse fake news e informazioni parziali offerta da alcuni esponenti del centrodestra e non solo. Ci tengo a ribadire la linea che stiamo portando avanti con determinazione. La nostra priorità assoluta è e rimane la tutela dello stabilimento di imbottigliamento e la salvaguardia dei posti di lavoro di quasi cento famiglie del territorio ternano. Per questo motivo consideriamo la concessione unica un elemento imprescindibile”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Luca Simonetti.

“Sostenere che ci sia una chiusura verso lo sviluppo termale – spiega Simonetti - significa non aver letto gli atti o voler alimentare polemiche sterili. Al contrario per la prima volta nella storia della Regione abbiamo inserito l’uso plurimo delle acque compreso quello termale come criterio di premialità nel bando di gara. Questo significa che chi vorrà investire in questo settore sarà favorito ma dovrà farlo garantendo l’integrità dell’asset industriale.  Lo spacchettamento delle concessioni che qualcuno continua a evocare non è una strada percorribile. Una scelta simile avrebbe compromesso la sopravvivenza stessa dell'attività e del marchio Sangemini per inseguire futuribili ipotesi che ad oggi non hanno alcun riscontro di fattibilità, né economica, né tantomeno sotto il profilo della sostenibilità ambientale. Infatti, oltre all'aspetto economico dobbiamo considerare con estrema attenzione quello della sostenibilità ambientale e della conservazione della risorsa. I pozzi di attingimento hanno equilibri molto delicati che vanno monitorati costantemente per garantire nel tempo l’altissima qualità dell’acqua minerale. Non stiamo parlando di un rubinetto che si può aprire e chiudere a proprio piacimento: una gestione sconsiderata o frammentata metterebbe a rischio la rigenerazione naturale e le stesse caratteristiche del bacino idrico”.

“Tra l'altro, abbiamo ereditato una situazione complessa, colmando i gravissimi ritardi accumulati dalla precedente amministrazione – prosegue Simonetti - che avrebbe dovuto predisporre gli atti propedeutici al bando entro la scadenza del 31 dicembre 2024. Ancora una volta ci siamo assunti la responsabilità di avviare un percorso in piena trasparenza e in conformità alle norme sulla concorrenza. È totalmente inaccettabile che oggi il centrodestra lanci delle accuse sull'ennesimo disastro che hanno lasciato in eredità a questa giunta. Vogliamo che le acque di San Gemini continuino a essere un’eccellenza internazionale nel settore delle acque minerali da bere. Chiunque abbia progetti di investimento seri nel campo termale – conclude - troverà nel nuovo bando gli strumenti giusti per partecipare, ma la continuità dello stabilimento non sarà mai oggetto di trattativa”. RED/dmb

Ultimo aggiornamento: 09/03/2026