(Acs) Perugia, 8 novembre 2011 – Sulla intitolazione “All'unità d'Italia” del nuovo ponte realizzato sulla Terni - Rieti in località Galletto, la Giunta regionale tornerà alla carica nei confronti dell'Anas, e se necessario del Governo nazionale, dopo il diniego dell'ente strade alla proposta fatta nell'anno del Centocinquantesimo dalle associazioni ternane Anpi a Anppia, ed alla quale l'Anas ha obiettato che il nome Ponte dell'Unità d'Italia spetta di diritto al futuro Ponte di Messina.
A spronare l'esecutivo di Palazzo Donini a chiedere un sollecito ripensamento all'ente nazionale strade, è il testo di una mozione, a firma dei consiglieri regionali del Pd Luca Barberini e Renato Locchi, che l'Aula di Palazzo Cesaroni ha votato alla unanimità (23 voti favorevoli), con la sola astensione dal voto del consigliere della Lega Nord Gianluca Cirignoni. Illustrando il contenuto della mozione, Luca Barberini ha spiegato che la denominazione rifiutata dall'Anas con forte ritardo, non solo per la prenotazione del nome per il futuro ponte sullo stretto, ma anche perché l'opera non sarebbe né ultimata né storicamente cosi rilevante, ha obiettato che nel punto in cui è stato realizzato il ponte, “c'era in precedenza un punto di dogana tra lo Stato Pontificio e la parte più a nord del Regno delle Due Sicilie”, e soprattutto, ha chiarito, il ponte in località Cieco, esiste già e non è solo un progetto come quello sullo Stretto di Messina. Sull'argomento è intervenuto l'assessore Silvano Rometti per precisare l'Anas sulla richiesta ha risposto con incredibile ritardo; che la Giunta ha già provveduto in data 24 ottobre a chiedere all'ente un ripensamento, e che nelle prossime settimane la questione verrà posta anche al Governo nazionale.
Per esprimere “tutta la sua protesta”, rispetto all'argomento sul quale ha deciso di non partecipare al voto, Gianluca Cirignoni, capogruppo della lega Nord ha detto. “È assurdo parlare del nome da dare a un ponte in presenza in Umbria di tante opere pubbliche incompiute: come le Gallerie (Cornello e Guinza) tante strade, la piastra logistica di Città di Castello, il raddoppio della Orte - Falconara o la Diga di Montedoglio da sistemare. Altre mozioni come quella sull'elettrodotto Brindisi - Minervio, ha osservato, hanno avuto meno attenzione”. Anche per Raffaele Nevi (capogruppo Pdl) che ha comunque annunciato voto favorevole, “non è il massimo parlare del nome da dare ad un ponte che poco interessa ai cittadini, a fronte dei problemi che ci sono in campo in Umbria”. Sullo stesso tono Sandra Monacelli (Udc) ha parlato di “tentativo acrobatico della maggioranza di distogliere l'attenzione su altri temi politici, rispetto ai quali sarebbe bene che la sinistra tornasse ad essere tale”. Per Gianfranco Chiacchieroni (Pd) “Anche il nome di un ponte può servire a rafforzare i valori della comunità in un momento di crisi; mentre le dichiarazioni di Cirignoni e la sua astensione dal voto, nascondono la sua netta contrarietà alla stessa Unità d'Italia”. GC/gc