CONSIGLIO REGIONALE - INFRASTRUTTURE: RESPINTA LA MOZIONE DELL'IDV CHE PROPONEVA DI RIVEDERE LA SCELTA PER IL TRACCIATO DEL TRATTO UMBRO DELLA E78 – 19 VOTI CONTRARI, 2 FAVOREVOLI, 3 ASTENUTI

L'Aula di palazzo Cesaroni ha bocciato, con 19 voti contrari, 3 astenuti e 2 voti favorevoli, una mozione firmata da Oliviero Dottorini e Paolo Brutti (IdV) concernente la “Revisione del tracciato e completamento della E78 Grosseto-Fano. L'obiettivo era quello di “impegnare la Giunta regionale a mettere in atto tutte le procedure necessarie a rivedere la scelta per il tracciato dell'infrastruttura, in considerazione dell’assenza di qualsivoglia forma di partecipazione con la popolazione locale e di ristabilire un confronto con le organizzazioni economiche e produttive, le associazioni e i promotori dei tracciati alternativi per giungere in tempi brevi a una soluzione condivisa,  escludendo ipotesi di project-financing che non fossero rispettose delle prerogative e dei legittimi interessi degli enti locali e della collettività regionale e locale.

Data:

07 Feb 2012 00:00

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(Acs) Perugia, 7 febbraio 2012 – Con 19 voti contrari, 3 astenuti e 2 voti favorevoli, è stata bocciata una mozione firmata dai consiglieri dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini e Paolo Brutti che avrebbe dovuto impegnare l'Esecutivo di Palazzo Donini a mettere in atto le procedure  necessarie a rivedere la scelta per il tracciato del tratto umbro della E78.

La mozione, in sostanza, mirava ad impegnare la Giunta regionale a: “mettere in atto tutte le procedure necessarie a rivedere la scelta del tracciato relativa al tratto umbro, anche in considerazione dell'assenza di qualsivoglia forma di partecipazione con la popolazione locale; mettere in atto forme di partecipazione atte ad incontrare la popolazione locale, le organizzazioni economiche e produttive, le associazioni e i promotori dei tracciati alternativi per giungere in tempi brevi a una soluzione condivisa per il tracciato, evitando di sommare all'evidente errore della Piastra logistica un ulteriore insulto all epotenzialità economiche, turistiche ed ambientali; verificare, sulla scorta della revisione del tracciato, la disponibilità dei Presidenti delle Regioni Toscana e Marche a porre in essere una forte iniziativa comune al fine di ottenere la definizione di un percorso possibile, condiviso con Governo ed Anas, per giungere entro tempo ragionevoli al completamento dell'opera; mettere in atto ogni azioni mirata ad escludere ipotesi di project-financing che non siano rispettose delle prerogative e dei legittimi interessi degli enti locali e della collettività regionale e altotiberina”. Per l'assessore regionale alle Infrastrutture, Silvano Rometti “La Regione Umbria avrebbe particolari difficoltà a chiedere la revisione di un tracciato che ha contribuito a individuare, attraverso un lavoro  collegiale con i soggetti istituzionali (Ministero, Anas, Regione Toscana)".

In relazione ai primi due punti, il capogruppo della Lega Nord, Gianluca Cirignoni ha chiesto la votazione separata dall'interezza dell'atto, astenendosi sul primo punto e votando contro sul secondo.

Interventi:
Oliviero Dottorini (IdV-primo firmatario mozione): “Proponiamo al Consiglio regionale di impegnare la Giunta regionale a mettere in atto tutte le procedure necessarie a rivedere la scelta per il tracciato del tratto umbro della E78, anche in considerazione dell’assenza di qualsivoglia forma di partecipazione con la popolazione locale. Chiediamo che la Regione possa ristabilire un confronto con le organizzazioni economiche e produttive, le associazioni e i promotori dei tracciati alternativi per giungere in tempi brevi a una soluzione condivisa. La Giunta dovrà verificare, sulla scorta della revisione del tracciato, la disponibilità dei presidenti delle altre due Regioni attraversate dalla E78 (Toscana e Marche) a porre in essere una forte iniziativa comune protesa ad ottenere la definizione di un percorso possibile, condiviso con Governo e Anas, per giungere entro tempi ragionevoli al completamento dell’opera. Si chiede inoltre di escludere ipotesi di project-financing che non siano rispettose delle prerogative e dei legittimi interessi degli enti locali e della collettività regionale e locale. La E78  è un’opera ormai completata in molti tratti. Restano poche decine di chilometri nella parte umbra. L'intera arteria ha un'estensione di circa 284 chilometri e attraverserà l’Umbria per 25 chilometri (9%). I veti incrociati dei Comuni interessati all'attraversamento dell'arteria hanno impedito in questi anni di pervenire alla scelta di un tracciato razionale e sostenibile. Il tratto umbro è stato deliberato senza alcun confronto con i cittadini. Un tracciato che, oltre a perforare la collina di Citerna, dovrebbe attraversare i centri abitati di Selci, Cerbara e Lama con una galleria nella pianura alluvionale dell'Altotevere di un chilometro e mezzo. Abbiamo chiesto che si effettuasse una valutazione strategica su tutti i tracciati presi in esame auspicando una scelta prodotta in un rapporto trasparente con la popolazione che invece è venuta a conoscenza della scelta solo poche settimane fa quando, a una nostra specifica interrogazione, l’assessore Rometti ha ammesso che l’individuazione del tracciato, quello della galleria in pianura, era avvenuta più di un anno fa, su indicazione dei comuni interessati. L’Anas, in una relazione del 2001 aveva bocciato in maniera categorica quella scelta. I Comuni di San Giustino e Città di Castello hanno optato proprio per quel tracciato perché coincide con i confini amministrativi dei due comuni, raccomandando alla Regione (nel luglio 2011) di non rimettere in discussione la scelta. Occorre poi rispondere alla necessità di correggere l’errore di posizionamento della Piattaforma logistica dell’Altotevere, unico centro intermodale d’Italia senza alcuno scambio ferro-gomma. I cittadini si sono organizzati ed hanno costituito da diversi anni nei territori di Selci, Lama e Cerbara un comitato, formato da circa 2mila famiglie, che nei mesi scorsi ha proposto alle istituzioni locali, con 3.500 firme, l’individuazione di un tracciato condiviso e di minor impatto. Nel corso di un recente affollato incontro il sindaco di Città di Castello non ha difeso la scelta effettuata dalla sua amministrazione appena due anni fa, ma rifiutandosi di intraprendere un’azione nei confronti della Regione per giungere a una modifica.
A quanto ci risulta esiste un progetto elaborato dai privati interessati a realizzare l’opera. L'ipotesi di project-financing prevede di sopperire al costo dei lotti ancora da finanziare (circa 4 miliardi di euro) attraverso un Piano econonomico-finanziario di 45 anni di gestione a partire dall’anno 2018. I ricavi per il privato deriverebbero dal pedaggio, dalla cattura di valore e dagli oneri di urbanizzazione, oltre ovviamente all’immancabile contributo statale e delle fondazioni. Il totale del valore annuo non attualizzato delle fonti di finanziamento che spetterebbero ai privati sarebbe pari a circa 294 milioni di euro annui che negli anni porterebbe a 13 miliardi di euro di introiti a fronte di 4 miliardi di investimento. A rimetterci sarebbero i cittadini che pagherebbero in modo diretto, e in indiretto. Anche i privati chiederebbero una modifica del tracciato, sostenendo che con uno  alternativo si potrebbero risparmiare 900 milioni di euro.

Gianluca Cirignoni (capogruppo Lega Nord): “Il tracciato umbro della E78, definito dopo la concertazione, è giusto e va bene fin dopo l'uscita del traforo della collina di Citerna. Dopo di che non è condivisibile perché tocca i centri abitati di Cerbara e Selci  causando conseguenti e concreti disagi ai cittadini. La soluzione migliore sarebbe quella di collegare il tracciato, dopo l'uscita dalla collina di Citerna, alla futura piastra logistica, realizzando in questo modo un tracciato alternativo che arrivi alla galleria della Guinza senza toccare zone fortemente antriopizzate come quelle di Selci e Cerbara.

Andrea Lignani Marchesani (PdL): “Questa mozione rappresenta qualcosa di assolutamente pleonastico ed inutile. La storia della E78 la conosciamo bene. Il tempo della partecipazione, dal punto di vista normativo, purtroppo è completamente superato. Esiste un’associazione temporanea di imprese che è interessata alla realizzazione dell'infrastruttura, del resto, senza i privati  non si può fare la E 78, né ora né chissà per quanto tempo.  Se il privato ci guadagna  è assolutamente legittimo e non ci vedo nulla di scandaloso. L’associazione temporanea d’impresa vuole anche un sostanziale 'via libera', fatte salve le macroquestioni,  nel prevedere il minore costo possibile, cioè poche gallerie e  pochi viadotti. Questo significa che se il tracciato  potenzialmente scelto risultasse più costoso automaticamente verrebbe cassato. Quindi questa mozione parla del nulla. Serve soltanto a fomentare le popolazioni e a ritardare, nei fatti, la realizzazione dell’opera.  Per questo motivo  mi asterrò”.  
 
Silvano Rometti (assessore regionale Infrastrutture): “La Regione Umbria avrebbe particolari difficoltà a chiedere la revisione di un tracciato che ha contribuito a individuare, attraverso un lavoro  collegiale con i soggetti istituzionali (Ministero, Anas, Regione Toscana). Fu istituita quindi una Commissione che ha portato avanti un lavoro molto approfondito, durato due anni, valutando parametri ambientali, economici. La decisione finale della Commissione, formalizzataci nell’aprile 2010, è stata quella dell'attuale tracciato, che i Comuni conoscono, nonostante, in opere di interesse nazionale, non sono tenuti a esprimere formalmente alcun parere. I Comuni  di Città di Castello, di Citerna, di San Giustino non hanno espresso alcuna valutazione. Sicuramente erano a conoscenza del tracciato perché c'è comunque stato un lavoro istruttorio con gli uffici regionali. Quando è stato scelto il tracciato si confidava tuttavia di avere risorse pubbliche, che in questo momento  è molto difficile acquisire, quindi per realizzare l’opera si sta cercando di acquisire risorse private, che debbono comunque trovare livelli di equilibrio economico. Noi, come Regione, dobbiamo mettere punti fermi e lineari nella nostra azione.  La nostra linearità è riguarda una scelta fatta alla nostra presenza, può essere anche stata frutto di un compromesso. Potrebbero certamente esistere soluzioni migliori rispetto alle scelte fatte. Nella scelta è prevalso comunque il buonsenso, cioè quello di chiudere una vicenda che stava penalizzando l’Umbria rispetto a un obiettivo importante. Per discutere oltremodo abbiamo perso troppo tempo e con esso gli anni in cui probabilmente sarebbe stato più facile acquisire risorse pubbliche rispetto alla fase attuale”. AS

Ultimo aggiornamento: 07/02/2012