CONSIGLIO REGIONALE: APPROVATO IL DOCUMENTO ANNUALE DI PROGRAMMAZIONE – IL VOTO A MAGGIORANZA DOPO LA RELAZIONE DELLA PRESIDENTE MARINI E LE DICHIARAZIONI DI VOTO

L'Assemblea regionale ha approvato con 20 sì e 10 no (Pdl, Lega nord e Udc) il Dap 2011 predisposto dalla Giunta ed integrato in Prima Commissione. Prima del voto la presidente Marini ha evidenziato la necessità degli interventi previsti dal Dap, ritenuti indispensabili per fare fronte ai tagli del Governo nazionale e per consentire all'Umbria di ripartire e di superare gli effetti della crisi economica. Diverse le valutazioni dell'opposizione, che ha incentrato le sue critiche sul mancato rispetto dei tempi e sulla inefficacia delle azioni previste, contestando anche le ripetute critiche all'operato del Governo.

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22 Feb 2011 00:00

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(Acs) Perugia, 22 febbraio 2011 – Il Consiglio regionale ha approvato oggi, con 20 voti a favore e 10 contrari (Pdl, Lega nord e Udc) il Documento annuale di programmazione presentato dall'Esecutivo di Palazzo Donini.

Prima del voto la presidente Marini ha evidenziato la necessità degli interventi previsti dal Dap, ritenuti indispensabili per fare fronte ai tagli del Governo nazionale e per consentire all'Umbria di ripartire e di superare gli effetti della crisi economica. Diverse le valutazioni dell'opposizione, che ha incentrato le sue critiche sul mancato rispetto dei tempi e sulla inefficacia delle azioni previste, contestando anche le ripetute critiche all'operato del Governo. Oltre alla presidente sono intervenuti: Andrea Lignani Marchesani (Pdl), Damiano Stufara (Prc), Franco Zaffini (Fli), Raffaele Nevi (Pdl), Gianluca Cirignoni (Lega), Sandra Monacelli (Udc), Renato Locchi (Pd) e Fiammetta Modena (Portavoce Pdl-lega).

Il Dap 2011 non prevede interventi fiscali su tributi ed entrate regionali, sia come scelta politica che come effetto del blocco dell'autonomia impositiva. Verrà potenziato il controllo sul pagamento della tassa automobilistica e si punterà sulla valorizzazione del patrimonio regionale, da cui dovrebbero arrivare 10 milioni di euro in tre anni. Per ridurre le spese della Regione si procederà a dismettere o accorpare alcune sedi, procedendo dove possibile all'acquisto, per eliminare gli oneri degli affitti passivi. Verrà poi ridotto il ricorso al mercato, mantenuto finora a 56 milioni di euro, pur procedendo con alcuni investimenti chiave previsti per il 2010. Sei sono “i progetti per il futuro”, gli ambiti su cui puntare per andare oltre la crisi e cogliere nuove opportunità: Green economy, Sviluppo economico e sistema delle imprese, Turismo-ambiente-cultura, Agricoltura e sviluppo rurale, Sistema formativo, alta formazione, politiche per il lavoro, Qualità ambientale e sviluppo del territorio.

INTERVENTI: CATIUSCIA MARINI (PRESIDENTE DELLA GIUNTA): “NONOSTANTE I FONDI TAGLIATI DAL GOVERNO ABBIAMO MESSO LE BASI PER L'USCITA DELL'UMBRIA DALLA CRISI, SALVAGUARDANDO WELFARE E COESIONE SOCIALE - È difficile individuare le strategie del Documento senza calarlo nel contesto socio economico in cui si inserisce. Un contesto caratterizzato da tre elementi fondamentali: gli effetti prodotti dalla crisi economica, che incidono in modo determinante sia sul lavoro e sulla coesione sociale che sulle imprese; la riforma strutturale introdotta dal federalismo, che procede per salti ideologici e non in modo organico e coerente; la fase di incertezza e di instabilità politica che non produce i provvedimenti necessari nel rapporto Governo- Regioni per incidere sul versante della ripresa e della tenuta dei conti pubblici. Il 2011, in Umbria, vede una ripresa a macchia di leopardo, di cui beneficiano le imprese orientate all'export mentre ci sono difficoltà e stagnazione per alcuni settori dell'economia regionale. Nella manovra finanziaria nazionale ci sono 13,8 miliardi di minori spese, che hanno riguardato in modo particolare gli enti locali. Il debole incremento del Pil nel 2010 (in Umbria + 2,1 per cento) pone il tema della crescita (sia sul versante delle imprese che del lavoro) come elemento centrale per l'Italia e per l'Umbria. Per questo ci facciamo carico degli effetti della crisi e prendiamo provvedimenti verso l'accesso al credito, con la costituzione di risorse pubbliche per sostenere il capitale di rischio, con strumenti rivolti alla ricerca e all'innovazione, per recuperare competitività e puntare sul futuro. Si tratta di una sfida alta per l'Umbria, che il sistema delle imprese regionali ha saputo raccogliere, anticipando la programmazione europea, che sarà sempre più orientata all'innovazione più che alla ricerca fine a se stessa. Altre risorse vengono dedicate all'economia verde, che tocca tutti i settori dell'economia regionale. Tutti gli interventi sono finanziati con i fondi europei ma si sono costruiti con fondi e risorse regionali mentre i fondi Fas non sono ancora a disposizione delle Regioni: abbiamo comunque lasciato indietro 5 anni di fondi europei che forse potranno essere recuperati, non sappiamo in quale misura, solo nel 2011. Il Piano per le politiche attive per il lavoro e il Documento di indirizzo per le politiche industriali verranno portati in Consiglio subito dopo la fase di consultazione obbligatoria. Quindi c'è una strategia per affrontare la situazione straordinaria generata dalla crisi e ci sono politiche che puntano al riposizionamento dell'Umbria in vista di una nuova competitività. Anche l'Umbria ha condiviso il percorso del Federalismo come impegno e responsabilità delle Regioni, ma deve essere attuato in tutte le sue parti, che responsabilizzi i territori, che sia solidale (con l'attivazione del fondo di perequazione), che sia organico e tenga insieme i decreti attuativi in modo coerente, che non aumenti la pressione fiscale a carico di cittadini ed imprese (mentre invece il primo decreto attuativo è tutto incentrato sulle addizionali). Ci siamo opposti ad un'idea di federalismo ‘per abbandono’, che preveda il semplice arretramento dello Stato da settori importanti come scuola, welfare e università, senza trasferire le risorse necessarie agli enti locali. Due disegni di legge sono stati preadottati: uno, organico e complessivo, sulla semplificazione amministrativa (che ha avuto il consenso del tavolo dell'Alleanza) e il Piano del lavoro che investe sul capitale umano, puntando sul diritto allo studio e rispondendo agli interrogativi posti dall'Università a fronte del forte ridimensionamento dei fondi, anche di quelli per la ricerca. Importante puntare sulla coesione sociale: il federalismo ci impone di ripensare il protagonismo delle città e dei territori, con una visione strategica condivisa sulla crescita e sullo sviluppo della regione, a partire dal ruolo che dovranno avere le grandi città ma anche quelle aeree caratterizzate da particolare dinamismo socio economico. Dobbiamo investire su quella parte del sistema produttivo e dei territori che possono velocizzare la ripresa e la crescita della regione, senza lasciare indietro le aree più deboli, sfruttando i fondi per lo sviluppo rurale. La riforma delle Comunità montane presuppone il ritorno di competenze detenute dai livelli intermedi agli enti locali, in attesa della riforma nazionale per i settori di acqua e rifiuti. Su questo argomento dobbiamo dare una accelerazione all'attuazione del Piano regionale, confermando le scelte in esso contenute. Soprattutto per quanto riguarda la raccolta differenziata (sostenendo gli ambiti territoriali e le Amministrazioni comunali), per la quale ci vogliono investimenti e scelte importanti. La Giunta ha stanziato risorse aggiuntive per 1,5 milioni di euro ed ha sottoscritto un protocollo di intesa con i Comuni per innalzare in maniera consistente la percentuale della raccolta differenziata, richiamando alla responsabilità i Comuni che non hanno raggiunto obiettivi minimi. Il Piano rifiuti va attuato in tutte le sue parti e quindi vanno individuati gli impianti per la chiusura del ciclo, con gli studi di fattibilità entro il 2011 e la definizione delle modalità per la scelta della tipologia di impianto. L'obiettivo è di portare molto in alto la raccolta differenziata e il recupero dei materiali, abbandonando progressivamente il sistema delle discariche: nel 2011 verranno chiuse 2 discariche umbre e si punterà su 3 discariche regionali che dovranno sostenere la fase intermedia che porterà alla realizzazione dell'impianto per la chiusura del ciclo. Il “Contro-Dap” di Pdl e Lega non spiega con quali risorse dovrebbero essere raggiunti gli obiettivi indicati. Nel Dap della maggioranza c'è poca ideologia e molti elementi di governo. Uno dei punti fondamentali è il welfare: un quotidiano nazionale pubblica oggi il quadro del taglio delle risorse stanziate dal Governo per questo settore: il fondo nazionale per la famiglia è passato da 346 milioni del 2008 a 51,4 milioni del 2011; fondo pari opportunità, da 64 a 17,2 milioni; fondo per le politiche giovanili, da 137 a 12,8 milioni; fondo per l'infanzia e l'adolescenza, da 43 a 39 milioni; fondo per la non autosufficienza, da 300 a zero; fondo per le politiche sociali, da 929 a 273 milioni; fondo affitti, da 205 a 32 milioni; fondo inclusione immigrazione, da 100 milioni a zero; fondo servizi infanzia, da 100 milioni a zero; fondo servizio civile, da 299 a 110 milioni. In totale c'è stata una riduzione delle risorse per il welfare del 78,7 per cento. L'Umbria in questi anni non solo ha mantenuto gli stanziamenti ma li ha anche incrementati. La sussidiarietà non può essere la sostituzione di uno Stato che arretra dalle proprie responsabilità. I 3 milioni di euro e le altre risorse stanziate dalla Regione per la famiglia non vanno dimenticati: abbiamo inserito, oltre alle famiglie povere, quelle vulnerabili, cioè quelle che a fronte di una spesa improvvisa e imprevista rischiano di scivolare in povertà. Stiamo cercando di ripristinare il fondo sociale, per gestire il piano per la non autosufficienza. Il 2011 vedrà la conclusione degli investimenti per gli ospedali del Trasimeno e di Narni-Amelia, per mantenere il rapporto tra ospedali e territorio. L'Umbria ha ridotto il tasso di ospedalizzazione, con un numero di posti letto per abitante inferiore a quello nazionale. Andremo a ridurre la spesa farmaceutica ospedaliera e punteremo sulla mobilità per reperire risorse ed evitando che i cittadini umbri debbano andare fuori regione per curarsi. Sulle liste di attesa è già partito un percorso, di cui entro giugno valuteremo i risultati: le criticità riguardano le visite programmate, che però non attengono al grado di sicurezza e alla salute dei cittadini. D'intesa col ministero delle infrastrutture abbiamo individuato scelte prioritarie strategiche per la regione, come il nodo di Perugia, la realizzazione delle opere della Quadrilatero, la Perugia – Ancona. Sulle ferrovie, ci saranno interventi sulla Terni-Spoleto (se ci saranno i fondi dal Piano per le infrastrutture) e la velocizzazione della Foligno-Perugia-Terontola, struttura prevalente per l'Alta velocità. Sul trasporto pubblico locale: l'Umbria si è attivata per la nascita della società unica regionale e il 2011 sarà un anno importante nella valutazione della gestione e nella riorganizzazione dei bacini di utenza. L'accordo sul federalismo fiscale prevedeva una risposta chiara sul ripristino del fondo per il trasporto pubblico locale, che ha colpito molto duramente le Regioni. Il Governo a dicembre ha assunto l'impegno di stanziare 400 milioni di euro, di cui ad oggi non è stato finanziato nulla”.

ANDREA LIGNANI MARCHESANI (relatore minoranza) “Ad inizio legislatura le idee dovrebbe essere più chiare. Invece si segnare il passo e sui rifiuti si rischia di ripartire da zero” - Parte del Dap è stato riscritto ed allungato. Osservo il vuoto nei banchi di Idv che sono stati al centro del dibattito. Credo nelle autonomie locali un po' meno nel federalismo, anche perché nasce con la confusione dei ruoli ad esempio delle Province. E' vero anche che il regionalismo è fallito per colpa di alcune leggi come la nostra umbra sugli Ambiti territoriali integrati. E' grave che a monte di tante scelte e decisioni non ci siamo posti il problema vero che è quello della gestione ottimale dei servizi. Sui rifiuti anche dopo la replica della presidente si denota un po' di confusione. Se si è scelta una strada non si può dire adesso che prima occorre raggiungere il 50 per cento di differenziata e solo dopo si arriverà a chiudere il ciclo dei rifiuti. Ad inizio legislatura le idee dovrebbe essere più chiare. Invece si ha l'impressione di una chiara volontà di segnare il passo e di ripartire da zero. Non una parola la presidente ha detto sulla cosiddetta alleanza per l'Umbria per lo sviluppo. Siamo dunque delusi dalle conclusioni della presidente: non ci eravamo sbagliati nel chiedere il ritiro del Dap”.

Dichiarazioni di voto DAMIANO STUFARA (Prc) “LA DISCUSSIONE SUL DAP HA RIDATO UN RUOLO di mediazione AL CONSIGLIO CHE NELLA PASSATA LEGISLATURA SVOLGEVA LA GIUNTA” - La discussione sul Dap conferma un dato politico di fondo, il pluralismo della coalizione del centrosinistra, un valore aggiunto che ci differenzia dall'opposizione, in particolare dal Pdl. Qui non c'è alcun padrone: in Aula c'è stato un confronto vero sui nodi strategici. Anche in ragione di ciò esprimo apprezzamento per il ruolo della presidente della Giunta, perché ha ben compreso che la maggioranza non è una caserma e questo ha permesso di arrivare ad una sintesi positiva. Non siamo d'accordo su tutto, ma siamo convinti che il Dap che arriva al voto è migliore rispetto a quello prodotto dalla Giunta. Questo aspetto ridà il suo giusto ruolo al Consiglio regionale. Osservo che non sempre è stato così. Nella passata legislatura, più dell'Aula era la Giunta il luogo della mediazione. Sui rifiuti siamo convinti che il testo fa passi in avanti: riconferma le scelte del piano ma evidenza anche le difficoltà che ha incontrato la raccolta differenziata. Importante aver separato le due gestioni, differenziata e chiusura del ciclo. Sulla sanità ricordo che proprio ieri il Consiglio comunale di Terni ha approvato un documento che non dà per scontata la costituzione della azienda unica integrata con l'Università”.

FRANCO ZAFFINI (Fli) “UN DAP SENZA IMPEGNI PRECISI E SENZA VERIFICHE SUL DOCUMENTO PRECEDENTE PERDE AUTOREVOLEZZA” - Ricordo fin dal primo Dap le attese per questo documento, ma mi rendo conto che sta perdendo ulteriormente autorevolezza. La Corte dei Conti ha giustamente osservato che questi documenti mancano degli elementi finanziari certi. E la stessa Corte sottolinea la carenza di elementi di analisi sulle cose realizzate. Nonostante ciò ci aspettavamo ad inizio legislatura tre o quattro scelte nuove e qualificanti che non ci sono. Sui rifiuti siamo già in fase emergenziale; mentre sulla sanità si è finito per copiare le cose già scritte nel Dap 2010: è un atteggiamento non solo scorretto, ma vuol dire che non sono stati raggiunti gli obiettivi di un anno fa. Sul Dap non c'è un impegno rispetto alle vicende dell'inchiesta sula sanità. Ma il documento non si parla nemmeno di lavoro e di sviluppo delle imprese, con particolare riferimento alla legge 12 su quelle giovanili. Sul sociale noto che la Regione ha fatto anche tagli suoi aggiuntivi rispetto a quelli nazionali. Sui rifiuti è una mossa furbetta dire che il termo-valorizzatore si farà dopo che la differenziata sarà al 50 per cento, perché questo, con le crescite rispetto all'anno scorso potrebbe verificarsi fra cinquant'anni”.

RAFFAELE NEVI (PDL): “IL PUNTO VERO PER AFFRONTARE LA CRISI È LA RIQUALIFICAZIONE DELLA SPESA PUBBLICA - La presidente Marini ha fatto soltanto propaganda politica, usando mezze verità condite dalle litanie contro i tagli del Governo che ha invece fatto moltissimo sul fronte sociale, bloccando ad esempio i mutui, rendendo disponibile in quantità impressionante la cassa integrazione, abolendo l'Ici sulla prima casa. Il punto vero è la riqualificazione della spesa pubblica. La possibilità che si possono risparmiare 150 milioni di euro ogni anno nella sanità viene evidenziata anche da un autorevole quotidiano come il Sole 24 Ore. E di un risparmio di 80 milioni parlò anche l'ex assessore regionale Riommi. La nostra proposta di sussidiarietà prevede il misurare costi e benefici relativamente ad ogni centro di spesa. E se conviene esternalizzare o privatizzare si faccia. Il federalismo demaniale può essere una grande occasione per la nostra regione. Basta, poi, alle leggi 'mancia', che significa disperdere importanti risorse facendo danni ingenti all'economia regionale. Mi sarei aspettato dalla presidente Marini una presa di posizione sulla deliberazione unanime di ieri del Comune di Terni relativamente alla contrarietà verso un'azienda sanitaria integrata. Ma non siete in grado, a causa delle spaccature interne alla vostra maggioranza, di decidere, quando l'Umbria avrebbe invece bisogno di scelte. Sul tema dei rifiuti esiste un Piano regionale che prevede per il 2011 di dare il via alla chiusura del ciclo. Ma non mi pare che siete in grado di rispettare quanto scritto. Intanto sono state ampliate tre discariche che continuano a riempirsi a ritmi enormi. Chiaramente il nostro voto sul Dap sarà un 'no' netto e chiaro”.

GIANLUCA CIRIGNONI (LEGA NORD): “NECESSARIO UN FEDERALISMO VICINO AI CITTADINI E CHE COMBATTA FORTEMENTE L'EVASIONE FISCALE - Il nostro voto su questo documento sarà contrario non solo per i contenuti, ma principalmente per il ‘gap democratico’ caratterizzato dalla sua inemendabilità. Per questo mi auguro che la Commissione Statuto possa intervenire per cambiare il regolamento e rendere emendabile, in futuro, il documento. In tema di federalismo, ho apprezzato in alcuni passaggi la presidente Marini, ma non quando lo definisce una riforma non organica. Sia da esempio la Germania che grazie alla sua strutturazione ha potuto meglio affrontare la grave crisi economica. È necessario un federalismo vicino ai cittadini e che combatta fortemente l'evasione fiscale. Le nostre priorità riguardano il sostegno a chi produce ricchezza nei territori con particolare riferimento all'Altotevere. Per la sanità, è importante ridurre le liste di attesa, ridurre il numero delle Asl. In merito ai rifiuti, bisogna lavorare per una uniforme situazione della differenziata. Non possono esserci comuni particolarmente virtuosi a fronte di altri dove la differenziata è quasi zero. Il ciclo va chiuso attraverso un termovalorizzatore riconoscendo ai territori circostanti particolari sovvenzioni. Auspico anche una migliore fruibilità dei dati relativi all'impatto delle discariche sui territori limitrofi. In un momento di grave crisi economica come quello che stiamo attraversando dobbiamo aiutare, prima di ogni altro, i cittadini umbri. Per quanto riguarda le infrastrutture, no alla E45 autostrada, ma messa in sicurezza dell'arteria, che rappresenta la nostra spina dorsale, Magari istituire il pedaggiamento per i non residenti e per il traffico pesante diretto fuori regione. Priorità alla conclusione dei lavori della galleria della Guinza e collegamento ferroviario dell'alta velocità con l'aeroporto. No al passaggio del gasdotto Minerbio-Brindisi nel nostro territorio appeninico”.

SANDRA MONACELLI (UDC): “SERVE UN NUOVO MODELLO DI WELFARE - È necessario, innanzitutto, un nuovo modello di welfare, che permetta di superare la crisi, ma cerchi al tempo stesso di non essere solo residuale dell’emergenza, caritatevole, ma tenti di andare oltre senza abbandonare nessuno alla deriva. Il momento che viviamo ha bisogno di uno scatto in avanti da parte di chi governa questa regione, ma siamo ancora ai titoli di testa. Basta pensare alla logica che ha condizionato la riformulazione del processo di smaltimento rifiuti, a rischio collasso, che ha patito una chiara forzatura dell'ala radicale interna alla maggioranza, imponendo il raggiungimento della soglia del 50 per cento di raccolta differenziata per poter dare avvio ad impianti di termovalorizzazione sul territorio. Non si può continuare ad usare come parola d’ordine 'discontinuità', quando nei fatti non ci si riesce ad affrancare dalla continuità del suo passato. Rimarchiamo la priorità della famiglia, continuando a chiedere la piena applicazione della legge regionale n.'13/2010' e non misure a compartimenti stagni come state facendo. Non siate sordi alle proposte avanzate dall'associazionismo familiare. Va superata la logica delle solite politiche assistenziali: è urgente ripensare il sistema fiscale, basandolo sul 'fattore famiglia', vale a dire che tributi locali, tariffe e servizi vengano calibrati sulla base delle effettive necessità del nucleo. Sulla non autosufficienza siamo all'eterno rinvio, non riuscendo ad uscire dalla continua accusa ai tagli nazionali. Sul sistema sanitario regionale è prioritario attribuire la mission all’interno della rete ospedaliera umbra, definendo il 'chi' deve fare 'cosa' e in quale misura. Sulle infrastrutture, la priorità sia costituita dal completamento della Perugia-Ancona che riveste un carattere d'urgenza drammatico. Questo DAP si avvia ad essere il documento delle speranze disattese. Per questo annuncio il voto contrario”.

RENATO LOCCHI (capogruppo PD): “FAVOREVOLI AL DAP E AL METODO SEGUITO. SIAMO ‘CONSERVATORI’ DEL PATRIMONIO DI SERVIZI OFFERTI DALLA NOSTRA REGIONE - Siamo in parte ‘conservatori’ del patrimonio di servizi che la nostra regione offre, legittimati dal giudizio degli umbri, che si sono espressi meno di un anno fa. E’ la crisi che pone a tutti noi questioni inedite, e la necessità di affrontarle in modo vigoroso. Questo Dap, verso il quale esprimiamo voto favorevole, è strumento utile e facilmente leggibile. Forse quello del 2012 avrà maggiori contenuti, ma non dimentichiamo che questa Giunta è al lavoro solo dal maggio scorso. Quello attuale contiene indicazioni importanti, cui seguiranno atti conseguenti su alcune questioni annunciate. Serve a rispondere alla crisi che ha colpito l’Umbria e all’inconsistenza delle politiche del governo. Da anni manca un minimo di politica industriale, e sono le questioni nazionali i veri nodi che creano difficoltà ulteriore. Importante anche il metodo che è stato usato, un’interlocuzione positiva con il Consiglio regionale che accresce il ruolo dell’Assemblea e produce lo sforzo di migliorare il lavoro della Giunta. Anche il Pd ha proposto modifiche, alcune delle quali non sono state accettate, forse non era la sede idonea. In particolare vogliamo una ricognizione sulla efficacia delle misure adottate e, per quanto riguarda la sanità, rendere migliore un sistema sanitario regionale all’interno del quale gioca un ruolo importante l’Università. Va ricompresa la Provincia di Terni. E’ necessario fare il punto su come si è distribuita la spesa in questa regione, per evitare l’insorgenza di piagnistei che forse non hanno ragion d’essere. E sul nuovo Bilancio fare tesoro di quanto discusso nel Dap, affinando il metodo in modo che sia condiviso da tutti, maggioranza e Giunta, e ridurre al minimo i cosiddetti contributi successivi”.

FIAMMETTA MODENA (portavoce Pdl-Lega): “RIDURRE E SELEZIONARE LA SPESA PUBBLICA UMBRA, RIDURRE L’IRAP E FEDERALISMO DEMANIALE. QUESTO IL CONTRO DAP DELL’OPPOSIZIONE - E’ chiaro che voteremo contro il Dap perché proprio su questo sono emerse in maniera nettissima le differenze tra maggioranza e opposizione. Noi abbiamo risposto con un ‘contro Dap’, che parte da un quadro di analisi basato su dati diversi, approccia le scelte nazionali in modo costruttivo e soprattutto dà indirizzi per il Bilancio diametralmente opposti. I punti essenziali che definiscono gli indirizzi del centro destra consistono innanzitutto nella piena adesione alla 122/2010, la cosiddetta manovra d’estate del Governo in tema di personale e consulenze. L’adeguamento fatto dalla Giunta regionale, infatti, non coglie il quadro di insieme della modifica necessaria in tema di finanza pubblica: la spesa pubblica umbra va ridotta e selezionata, coordinando gli interventi degli enti locali e delle autonomie funzionali, evitando drasticamente dispersione, interventi a pioggia, sovrapposizioni. Altro punto essenziale è quello della selezione della spesa sociale secondo il criterio dell’universalismo soggettivo e la sostenibilità. In sostanza il sistema sociale umbro non è in grado di reggere se non si riforma abbandonando una spesa ipertrofica e clientelare che sostiene servizi assistenziali. E ancora: selezione della spesa sanitaria in modo da recuperare i 150 milioni di sprechi, certificati dallo studio Anop. Riduzione dell’aliquota Irap per imprese di nuova costituzione, per chi ha ottenuto una certificazione, un brevetto internazionale o attuato investimento fisso la cui spesa corrisponda ad almeno il 2 per cento del fatturato. Quindi, valorizzazione degli immobili sulla base del decreto sul federalismo demaniale. Infine, presa d’atto e adeguamento della Regione all’azione di selezione delle risorse europee, secondo gli indirizzi del Governo”. MP/GC/AS/PG

Ultimo aggiornamento: 22/02/2011