(Acs) Perugia, 9 novembre 2010 – Adottare un Piano regionale per la zootecnia umbra secondo criteri di sostenibilità e di compatibilità ambientale. Adottare iniziative per lo sviluppo di una filiera corta del suino completamente umbra in grado di superare la pratica della soccida. Valutare la possibilità di anticipare un piano stralcio per la suinicoltura in cui inserire le azioni necessario per il depuratore di Olmeto, il cui dimensionamento deriverà dalle scelte del Piano stesso. Effettuare la valutazione di sostenibilità ambientale prevista dal Piano di tutela delle acque in ordine al limite massimo di capi allevabili e alla riconversione di allevamenti per un uso consapevole del territorio. Consentire alle singole aziende di individuare anche soluzioni autonome di depurazione e smaltimento, nel rispetto delle norme a tutela del territorio.
Sono queste le azioni previste dall'ordine del giorno presentato da Pd, Pdci e Socialisti e approvato dall'Assemblea regionale con 16 voti favorevoli (Pd, Socialisti, Pdci), 5 contrari (Prc, Idv, Lega) e 8 astenuti (Pdl, Udc). Dopo la la presentazione delle 3 mozioni e il successivo dibattito, i documenti di Socialisti e Gianfranco Chiacchieroni (Pd) sono stati ritirati, per consentire una sintesi delle posizioni della maggioranza e dell'Esecutivo di Palazzo Donini: l'ordine del giorno firmato da Pd, Socialisti e Pdci ha quindi raccolto il consenso di tutti i gruppi della maggioranza, portando a sintesi le istanze e le priorità indicate nelle due diverse mozioni. Il documento presentato da Prc e Idv è stato invece confermato dai presentatori, ma ha ottenuto 24 no e 5 sì (Prc, Idv, Lega) risultando bocciato.
Spiegando l'astensione sull'ordine del giorno di Pd, Socialisti e Pdci, il capogruppo del Pdl, Raffaele Nevi, ha parlato di un documento “condivisibile, che però risulta carente sulle responsabilità degli errori del passato e sulla bonifica dei terreni inquinati. Così dimostriamo il nostro atteggiamento costruttivo e responsabile nonostante la Regione sia in ritardo di 5 anni nell'affrontare un problema che va risolto stabilendo il numero massimo di suini allevabili su ogni territorio”. È stato invece definito “ideologico” il documento di Prc e Idv. Gianluca Cirignoni (capogruppo Lega nord): “Il nostro sarà un voto contrario alla risoluzione proposta da una parte della maggioranza. La chiusura del biodigestore di Olmeto non è data dal mancato reperimento dei terreni per la fertiirrigazione, ma dai risultati dell’Arpa. In merito all’allevamento dei suini vanno sostenute le istanze dei cittadini. Vanno previsti incentivi per quegli allevatori che installeranno biodigestori di stalla”. Prima del voto Paolo Brutti (Idv) ha confermato la mozione presentata insieme al Prc, evidenziando la necessità di creare un circolo virtuoso che dai reflui zootecnici produca energia e fertilizzanti, integrando i redditi di agricoltori e suinicoltori. Non condivisibili, per Brutti, sarebbero i punti del documento di Pd, Socialisti e Pdci sulle cause della difficoltà di reperimento di terreni per la fertirrigazione e sul futuro del biodigestore di Olmeto.
Renato Locchi (capogruppo PD): “Appoggiamo la risoluzione proposta da Chiacchieroni, Buconi e Carpinelli. Abbiamo apprezzato gli interventi della Giunta. Sulla questione è necessario un approccio serio e rigoroso che non può esulare dalla situazione presente. Serve tempo per individuare nuovi strumenti. Bene l’impegno per il Piano per la zootecnia con lo stralcio di quello per la suinicoltura da redigere in due-tre mesi. Le modalità di funzionamento del biodigestore devono essere ricomprese nelle scelte inserite nel Piano per la suinicoltura”. Damiano Stufara (capogruppo Prc-Fed.Sin.): “Il fatto che nella risoluzione venga detto che il dimensionamento e le modalità di gestione del biodigestore venga decisa successivamente al Piano per la suinicoltura è senza dubbio un passo avanti, ma è mancata comunque la capacità di arrivare ad una sintesi di mediazione tra le posizioni espresse nelle mozioni e su un ragionamento serio per l’individuazione di un modello per il comparto. Il PD, Socialisti e PdCi hanno voluto mettere a cappello del documento la presenza del biodigestore”. L’Udc si astiene “perché – ha spiegato Sandra Monacelli - il territorio di Marsciano non puo' diventare la fogna di altri territori e dunque, relativamente al depuratore, ritengo che lo stesso deve riguardare unicamente la zootecnia del proprio territorio e non ricevere altre affluenze”. MP/TB/AS/PG