CONSIGLIO REGIONALE (5): PIANO TRIENNALE PER LE POLITICHE DEL LAVORO E DOCUMENTO IN TEMA DI INNOVAZIONE E COMPETITIVITÀ DEL SISTEMA PRODUTTIVO – DISCUSSIONE UNIFICATA. LE RELAZIONI IN AULA

Data:

05 Lug 2011 01:00

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(Acs)Perugia, 5 luglio 2011 – Iniziato in Consiglio l'esame congiunto di due atti - il Piano triennale 2011-13 per le politiche del lavoro e il Documento di indirizzo pluriennale per lo stesso triennio in tema di “innovazione e competitività del sistema produttivo regionale - che hanno in comune i temi del lavoro e dello sviluppo in Umbria.

Illustrando i contenuti del Piano triennale per le politiche del lavoro 2011-2013, il relatore unico MASSIMO BUCONI, presidente della terza Commissione, ha detto: “E' un atto destinato ad incidere sulle attese del mondo del lavoro. Si muove in piena sintonia con le politiche europee e punta su scelte strategiche per l'Umbria, come la green economy che richiede competenze scientifiche nuove, la chimica sostenibile e la filiera turismo-ambiente-cultura.

Altro tema essenziale del Piano è l'occupabilità, intesa per l'intero arco della vita. E' prevista la rilevazione puntuale delle esigenze formative della economia umbra e la valorizzazione del nuovo apprendistato nella fascia di età 14 - 18 anni. Il piano prevede una 'crescita intelligente', con interventi formativi qualificati e specifici. Ampio spazio viene previsto per le politiche utili a sviluppare l'occupazione femminile, a porre fine alla precarietà più grave, a contrastare l'abbandono scolastico e ad assicurare una occupazione anche ai disabili anche gravi.

L'Intero Piano triennale votato a maggioranza in terza Commissione può contare su risorse quantificabili in circa 96 milioni complessivi di cui circa 78 provenienti dai fondi europei, altri 11 stanziati dal governo nazionale e circa 7,5 dal bilancio regionale”.

 

PIANO TRIENNALE PER LE POLITICHE DEL LAVORO

LA SCHEDA

Il piano triennale per le politiche del lavoro 2011-13 fa proprie le indicazioni del Fondo sociale europeo per gli anni 2007-13 e i contenuti dell'Accordo Stato - Regioni del 2009 e punta a: garantire l’adattabilità dei lavoratori; migliorare l’occupazione dei giovani e delle diverse fasce di disoccupati e inoccupati; favorire l'inserimento lavorativo delle donne, in Umbria più basso rispetto alla media nazionale: perseguire l’inclusione sociale con l’inserimento lavorativo delle fasce deboli e dei disoccupati over 45 anni che hanno perduto il posto di lavoro; qualificare il sistema e le prassi di istruzione, formazione e lavoro lungo l’arco della vita, con particolare attenzione al potenziamento della ricerca e dell’innovazione; sviluppare un'economia basata sulla conoscenza e innovazione; favorire l'occupabilità nell'intero arco della vita, in particolare combattendo il lavoro sommerso.

Strumenti operativi del Piano che potrà disporre nel triennio di circa 96 milioni di euro, sono: alcune misure per favorire la formazione e l'inserimento di specifiche figure professionali richieste dal mercato, in particolare nelle due filiere, green economy e turismo-ambiente-cultura; la creazione di percorsi formativi mirati che comprendono anche assegni di ricerca per progetti da spendere all'interno di imprese, università e centri di ricerca. Il piano riserva misure specifiche ai lavoratori in cassa integrazione, per i quali sono previste forme di inserimento lavorativo e contratti di solidarietà.

Il documento fornisce anche alcuni dati significativi sul mercato del lavoro in Umbria, dai quali risulta che nel corso del 2009 l'occupazione è calata, con un impatto più rilevante a Perugia che a Terni, a quota 366mila unità (-2,6 per cento, pari a 10mila unità), rispetto all'anno precedente, scendendo dal massimo storico del 65,4 per cento al 63, ma ancora nettamente superiore al 57,5 del livello nazionale. Nello stesso 2009 è invece cresciuta l'occupazione da lavoro autonomo, con più 4mila unità (+3,7%) su 96mila unità complessive; mentre è il lieve calo (mille unità in meno) l'occupazione femminile che continua comunque, con il 53 per cento netto, a superare quello medio del centro Italia (51,7) pur risultando ma inferiore a quello del nord Italia che è al 56,2 (chiodini)


 

PIANO PLURIENNALE PER LE POLITICHE DI SVILUPPO DEL SISTEMA PRODUTTIVO REGIONALE

LUCA BARBERINI (relatore di maggioranza – PD) “L'Umbria è tra le poche regioni in Italia che hanno predisposto un documento di indirizzo pluriennale per le politiche di sviluppo del sistema produttivo regionale. Si prevedono interventi sul sistema manifatturiero ed in particolare nel settore della ricerca, della innovazione dei processi produttivi e dei prodotti, nel potenziamento patrimoniale del sistema produttivo, nel sostegno finanziario e nel sostegno alle aziende all’apertura di nuovi mercati, in particolare quelli internazionali. Si lavora per attrarre e promuovere nuove attività di green economy . Necessità di stabilire forti relazioni con le istituzioni europee e nell'ambito dei partenariati con altre regioni italiane ed europee; Intraprendere con decisione la strada della semplificazione.

DUE MACRO OBIETTIVI. Il primo è la tenuta e difesa attiva del sistema produttivo rispetto alla crisi; il secondo obiettivo è dare continuità alla diffusione dei processi innovativi con particolare riferimento al driver di sviluppo riferito alla green economy ed alle piattaforme tecnologiche più rilevanti.

I due obiettivi saranno perseguiti attraverso: ricerca scientifica e innovazione tecnologica; incremento delle dimensioni di impresa; nascita di nuove imprese high tech; attrazione di imprese e di talenti imprenditoriali innovativi. Apertura verso l'esterno e proiezione internazionale del sistema produttivo. Occorre rivedere la legge quadro sull’artigianato,prevedendo semplificazioni amministrative, funzioni di supporto all’avvio, alla crescita ed allo sviluppo, ivi incluso il delicato problema del passaggio generazionale.

CONTRASTO DELLA CRISI. Nell'ambito delle politiche regionali di contrasto alla crisi, sono stati attivati strumenti finalizzati a contrastare prima il credit crunch e poi gli effetti della recessione delle imprese attraverso il 'fondo anticrisi' che ad oggi vanta oltre 1000 interventi; attuato un potenziamento dei fondi rischi anche in accordo con il sistema locale delle Camere di Commercio, attivati fondi di ingegneria finanziaria previsti nella programmazione del POR FESR, altri interventi come l'adesione all'avviso comune ABI per la moratoria dei debiti delle imprese. Nell'ambito delle politiche regionali di contrasto alla crisi di impresa la Regione intende mettere in campo una iniziativa strutturata basata sull'aggiornamento delle procedure di gestione concertata delle crisi reversibili di impresa.

MERLONI E BASELL. Per la Merloni la Regione ha siglato congiuntamente alle Regioni Marche ed Emilia Romagna con il Ministero dello Sviluppo economico il 19 marzo 2010 un accordo di programma per la reindustrializzazione delle aree interessate. La Regione Umbria, come anche la Regione Marche, confermano l'impegno a sostenere la ripresa dell'attività produttiva .

Va ricordato a tal fine le disposizioni previste dalla legge regionale cosiddetta “collegato” alla manovra di bilancio 2011: in riferimento all'IRAP è stata individuata una deduzione pari al 75% del costo del lavoro in caso di acquisizioni di complessi aziendali da aziende in amministrazione straordinaria. Per quanto riguarda la Basell si intende richiedere al Governo la rivisitazione e l'aggiornamento del contenuto del protocollo di intesa per lo sviluppo dei territori dei Comuni di Terni e di Narni,ponendo il nuovo protocollo in un ambito in cui la responsabilità del Governo degli enti ed istituzioni nazionali e locali sia collocata su un obiettivo cdi sviluppo e consolidamento nell'area di leadership tecnologiche e produttive sui driver dei materiali e delle tecnologie innovative, della chimica verde e delle energie rinnovabili.

COMPETITIVITA'. Le linee di attività sono rappresentate dallo sviluppo della green economy, l’internazionalizzazione delle imprese, promozione e sostegno dei processi di investimento, servizi innovativi avanzati e tecnologie per le informazioni e la comunicazione, accesso al credito e capitalizzazione delle imprese, creazione di impresa, autoimpiego e microcredito, accordi interregionali e interistituzionali.

Le scelte di bilancio del governo centrale in sintesi hanno generato: incertezza sui programmi di attuazione regionale del Fondo per le Aree Sottoutilizzate con un impatto per l'Umbria in termini di risorse non assegnate pari ad oltre 230 milioni di euro; tagli ai trasferimenti derivanti dalla manovra estiva che di fatto hanno azzerato il Fondo Unico Regionale per le attività produttive; blocco della riprogrammazione di numerosi accordi di programma quadro con cui anche in Umbria nel recente passato sono state finanziate politiche per lo sviluppo e la competitività.

RISORSE. I fondi strutturali POR FERS che, al momento rappresentano l'unica fonte possibile di finanziamento. In particolare la dotazione finanziaria relativa all'asse 1 del POR risulta nei fatti disponibile limitatamente alle ultime annualità del programma (2012-2013) per un importo complessivo relativo alle attività del programma coerenti non superiore a 32 milioni di euro .

Gradi di libertà più ampi sono rintracciabili nell'asse Energia del POR che si ritiene possa consentire l'attuazione integrale dell'impianto programmatico in coerenza con le linee già definite nell'ambito del DAP 2011-2013. Attualmente la disponibilità complessiva dell'asse ammonta a circa 35 milioni di euro; la Giunta Regionale definirà con propri provvedimenti di programmazione la quota di risorse da destinare all'attuazione degli interventi a favore delle imprese rispetto a quelle destinate ad interventi e progetti promossi da enti pubblici.

A tali disponibilità si aggiungono risorse residue di cui al fondo unico regionale per le attività produttive per circa 7 milioni di euro. A tali risorse devono aggiungersi le risorse che si renderanno disponibili nell'ambito del fondo di rotazione Cassa Depositi e Prestiti assegnato per euro 28 milioni,oltre ad altre risorse rappresentate dalle disponibilità del fondo di cui alla legge 49/85 pari a circa 2,5 milioni di euro.

Si aggiungono a queste le disponibilità derivanti dalla gestione delle attività di creazione d'impresa di cui al TITOLO II del DLgs 185/2000, stimabili pari a circa 4 milioni di euro suscettibili d'incremento in relazione alle scelte del governo ai fini della regionalizzazione delle gestione di tali interventi, come previsto dalla legge finanziaria 2007”. AS/

POLITICHE INDUSTRIALI-SCHEDA 1. DATI SULLA SITUAZIONE UMBRA: spese di ricerca di matrice privata tra le più basse tra le regioni italiane; un sistema produttivo, salvo le eccezioni delle multinazionali presenti in alcuni distretti, fatto soprattutto di piccole e micro imprese, con modeste dotazioni patrimoniali e ridotte capacità finanziarie che limitano la crescita e lo sviluppo, anche nei mercati esterni ed in particolare in quelli esteri; un età media dei titolari delle imprese produttive tra le più alte nel panorama nazionale e quindi con una necessità di intervenire per agevolare ed aiutare tutti i percorsi di passaggio generazionale; un sistema finanziario indebolito dalla crisi finanziaria registrata negli ultimi anni e dalle ristrutturazioni ed aggregazioni compiute, che hanno allontanato i centri decisionali dal sistema produttivo regionale; risorse di sostegno limitate, sia in relazione ai dati del PIL regionale (circa 20mld di euro) , che degli investimenti fissi annuali realizzati mediamente dal sistema produttivo regionale (circa 1 mld di euro); le risorse disponibili rappresentano quindi lo 0,015% del PIL regionale ed il 3% degli investimenti fissi annuali.

RAFFAELE NEVI (relatore di minoranza-Capogruppo PdL): “Bene la centralità del manufatturiero come importante prospettiva di sviluppo - Si tratta di un Piano che arriva con due anni e mezzo di ritardo e che evidenzia ancora una volta lo scollamento tra le esigenze e le emergenze delle imprese e le risposte della politica. Nel Documento sono state recepite, in Commissione, alcune nostre proposte. Ora è urgente, come ha comunque garantito l'assessore Rossi, provvedere ad approvare il Piano annuale attraverso il quale vengono attivati i bandi e sulla base del quale si procede all’allocazione specifica delle risorse.

Esprimiamo rispetto verso questo Documento perché, oltretutto, prevede la centralità del manufatturiero che rappresenta un'importantissima prospettiva di sviluppo. Dovremo comunque spingere molto di più anche sull'agroindustria, sulla valorizzazione dell'agricoltura di qualità, del turismo e dei servizi.

Non dobbiamo sottovalutare lo sviluppo del commercio per il quale è necessario giungere ad un Testo unico del settore e all'attuazione della direttiva Bolkestein. Bene l'attenzione che nel documento viene prestata alla qualificazione delle imprese, alla ricerca, ai poli di innovazione, dove però avremmo voluto una maggiore attenzione sul tema delle reti di impresa, del credito per il quale argomento non ci possiamo riferire soltanto al futuro di Gepafin, ma puntare su Confidi che rappresenta uno strumento essenziale e funzionante, strumento patrimonio delle imprese.

La Regione, nel momento in cui vengono effettuati tagli governativi che saranno tali anche nei prossimi anni al di la dei governi in carica, deve prevedere risorse da destinare allo sviluppo e alla competitività territoriale, perché altrimenti si impoverisce il tessuto imprenditoriale, la competitività e quindi il territorio. Le Regioni stanno andando, in larga parte, verso politiche di contenimento e razionalizzazione della pesa pubblica al fine di liberare risorse da mettere a disposizione dello sviluppo. Non è possibile attingere, come unica forma di finanziamento, ai fondi europei. La Regione deve istituire un tavolo di confronto, di idee, di costruzione di misure specifiche con le fondazioni bancarie. Quella delle Fondazioni bancarie potrebbe rappresentare una risorsa ancora poco sfruttata.

Per quanto riguarda il contrasto alle delocalizzazioni, pensiamo che si debba fare attraverso misure che favoriscano la competitività del territorio. Altro tema importante riguarda l'istituzione della figura del 'manager a tempo', una nostra proposta recepita dalal Giunta ed inserita come misura anticrisi. Si tratta di dotare le nostre imprese di una figura utile ad eventuale ristrutturazione per una maggiore competitività sul mercato. Figure importanti, quelle dei manager, anche per orientare le imprese che stanno sul mercato a fare ulteriori passi in avanti, a conquistare nuove fette di mercato, a dotarsi di quel know-how necessario per fare uno scatto in avanti. Per quanto riguarda le Agenzie, abbiamo letto che Sviluppumbria dovrà gestire tutto e il contrario di tutto, addirittura anche i servizi dei Comuni. Di questo sovraccarico di lavoro siamo molto preoccupati. Se noi affidiamo il marketing territoriale a Sviluppumbria, finirà come è finita in passato: sono stati spesi moltissimi soldi che purtroppo non hanno prodotto grandi risultati”.

 

POLITICHE INDUSTRIALI - SCHEDA 2. IL DOCUMENTO IN SINTESI. Il Documento punta su alcuni assi strategici come la green economy e i poli di ricerca e innovazione come punti cardine del nuovo sistema manifatturiero umbro il cui consolidamento rappresenta l'obiettivo centrale del documento ed indica le traiettorie di sviluppo sulla base del Dap (Documento annuale di programmazione): si punta su ricerca, innovazione, consolidamento del sistema produttivo e creazione d’impresa, con il comune denominatore della green economy. Il finanziamento totale è di 103 milioni di euro, provenienti dai fondi europei Por Fesr (Programma operativo regionale del Fondo europeo per lo sviluppo regionale), dai fondi statali e dal bilancio della Regione. Prevede, allo stato attuale, 13 milioni per la creazione d’impresa, 21 milioni per il capitolo Ricerca e innovazione, 22 milioni e mezzo per la Green economy, 35 milioni e mezzo per la promozione ed il sostegno dei processi di investimento, 6 milioni per i servizi innovativi avanzati, 2 milioni per l’internazionalizzazione e 3 milioni per l’accesso al credito e la capitalizzazione d’impresa. (segue)

Ultimo aggiornamento: 05/07/2011