CONSIGLIO REGIONALE (4) PERCORSI DEL CASHMERE IN UMBRIA: “FAVORIRE LO SVILUPPO DELLE PRODUZIONI DI ECCELLENZA” - CON 25 SÌ E UN ASTENUTO (GORACCI) VIA LIBERA DELL'AULA AD UNA LEGGE BIPARTISAN

L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha dato il via libera, con 25 voti a favore e un astenuto (Goracci- Comunista umbro) alla proposta di legge bipartisan: “Disciplina dei percorsi del cashmere in Umbria”, primi firmatari Massimo Monni (PdL) e Gianfranco Chiacchieroni (PD). L'obiettivo principale della legge è quello di promuovere, attraverso l'istituzione di appositi itinerari, la valorizzazione delle produzioni di cashmere locali, a rilievo artistico, tradizionale o innovativo, in quanto attività di particolare interesse economico e distintivo. Di primaria importanza anche la valorizzazione dei territori interessati dalle produzioni del cashmere e da altre produzioni di filati pregiati. Si punta, in sostanza, a mettere in sinergia i luoghi di produzione e commercializzazione con la valorizzazione dei centri storici interessati dai percorsi.

Data:

09 Ott 2012 01:00

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(Acs) Perugia, 9 ottobre 2012 – Quasi con voto unanime (25 sì), unico astenuto Orfeo Goracci (Comunista umbro), l'Aula di Palazzo Cesaroni ha dato il via libera alla proposta di legge bipartisan “Disciplina dei percorsi del cashmere in Umbria”, di cui primi firmatari sono Massimo Monni (PdL) e Gianfranco Chiacchieroni (PD), seguiti da Luca Barberini (PD) e Maria Rosi (PdL). L'obiettivo principale è quello di promuovere, attraverso l'istituzione di appositi itinerari, la valorizzazione delle produzioni di cashmere locali, a rilievo artistico, tradizionale o innovativo, in quanto attività di particolare interesse economico e distintivo. Di primaria importanza anche la valorizzazione dei territori interessati dalle produzioni del cashmere e da altre produzioni di filati pregiati. Si punta, in sostanza, a mettere in sinergia i luoghi di produzione e commercializzazione con la valorizzazione dei centri storici interessati dai percorsi.

 

Gianfranco Chiacchieroni (Relatore unico): Con questa proposta di legge la Regione si impegna a favorire lo sviluppo delle produzioni di eccellenza nel settore del cashmere. Tra le finalità: la valorizzazione e la diffusione dell'immagine delle imprese umbre del settore, dei territori ad alta vocazione, per garantire anche il miglior raccordo con i soggetti operanti lungo l'intera filiera produttiva. Viene promosso lo studio e la diffusione delle tecniche di lavorazione; la realizzazione di un circuito regionale integrato di interesse culturale e turistico; il rinnovo e la capitalizzazione delle competenze distintive del settore; il raccordo tra fornitori e committenti; realizzazione di percorsi formativi per gli operatori utili a favorire la diffusione delle pratiche di lavorazione del cashmere. I percorsi saranno costituiti da itinerari segnalati e promossi con finalità economiche, turistiche e culturali, dando visibilità oltre che alle imprese del settore ad eventuali luoghi di allevamento delle capre. L'istituzione di ciascun percorso avviene attraverso un Comitato promotore composto da Enti locali, associazioni di categoria, organismi pubblici o privati, Università e Camere di Commercio.

 

Interventi:

Massimo Monni (Pdl – promotore originario della legge): “SPERO CHE LA GIUNTA PRENDA QUESTA LEGGE IN SERIA CONSIDERAZIONE - Ringrazio la Commissione per avere portato a termine questa proposta di legge che mi auguro possa avere importanti prospettive, oltre all'auspicio che la Giunta la prenda in seria considerazione. Con il minimo sforzo si può ottenere una catena virtuosa che può portare comunque allo sviluppo dell’intera economia umbra”.

Orfeo Goracci (Comunista umbro): “L'UMBRIA AVREBBE ALTRE PRIORITÀ - Pur non considerando stravolgente questa proposta legislativa, perché tutto sommato tende a valorizzare quello che di buono in questa regione abbiamo, e seppure i costi siano contenuti, non posso non rilevare che le risorse non vanno direttamente a quel tipo di imprenditoria più in crisi sia nella nostra regione che nel paese. Per questo annuncio il mio voto di astensione. Pensare che noi, oggi, approviamo una legge sul cashmere, quando in quest’Aula non riusciamo a rispondere, più o meno in maniera soddisfacente, su temi legati alle problematiche dei cassaintegrati, degli esodati, della gente che non ce la fa a tirare avanti, nel mio modo di essere e di vedere le cose non me la sento di approvare un atto che non rappresenta certamente la priorità delle priorità della nostra regione”.

Luca Barberini (PD) “è UNA LEGGE CHE FA BENE A TUTTO IL SETTORE DEL TESSILE - Questa proposta di legge è vero che interviene sul cachemere, ma è una norma che tocca e fa bene a tutto il settore del tessile, che è estremamente maturo non solo nella nostra regione, ma in tutta Italia, dove si riscontrano moltissimi operatori. In Umbria ci sono circa 1.700 imprese che operano all’interno di questo settore dando lavoro a molte persone, apportando quindi ricchezza al tessuto economico produttivo regionale. In Umbria il settore annovera tante micro imprese, bisognose in qualche modo di un contributo. Il dato più emblematico è rappresentato proprio da un aspetto: delle 1.700 imprese meno del 5 per cento di esse hanno un fatturato superiore a 5 milioni di euro. Essendo questo un settore maturo, necessita di innovazione, di elementi utili per reggere la sfida competitiva con il mondo che abbiamo di fronte. Seppure con minime risorse interveniamo su un settore di nicchia, ma con buone prospettive di crescita. Secondo alcuni dati, usciti oggi sulla stampa, quello tessile è il settore che ha il più alto indice di incremento in Umbria. L'incremento dell'export medio è stato valutato del 10 per cento di cui il 18 per cento è rappresentato dal settore tessile. Oltretutto questo settore è legato a quello turistico”.

Paolo Brutti (IdV): “IL COMPARTO DEL CASHMERE DÀ LAVORO A MOLTA GENTE, OPPORTUNO DARGLI UNA MANO - Dobbiamo guardare soprattutto alle maestranze che lavorano in questi comparti piuttosto che esclusivamente al tipo di prodotti. Capisco la perplessità del consigliere Goracci, ma questo è un po’ un destino dei paesi di industrializzazione sviluppata, cioè quello di spostare le loro attività produttive verso comparti e settori che, proprio perché hanno forti elementi di qualificazione produttiva e forti elementi anche di innovazione, di design, di prodotti di alta qualità e di lusso, sfuggono alle dinamiche globali e non possono essere prodotti nei paesi a più basso costo del lavoro. I sostanza è il destino delle economie sviluppate: muoversi in questi comparti abbandonando magari quelli più tradizionali. Così anche in Umbria si è sviluppato questo comparto del cashmere, che dà lavoro a molta gente, ha un mercato ricco e come tale subisce meno la crisi rispetto ai mercati poveri, in questo senso è opportuno e giusto dargli una mano”.

 

SCHEDA:

Questa legge impegnerà la Regione a favorire lo sviluppo delle produzioni di eccellenza nel settore del cashmere. “Produzioni locali saranno quelle caratterizzate dalla lavorazione, nel territorio regionale, della fibra tessile ricavata dal pelo della capra 'hircus', in varie percentuali, finalizzata alla creazione di prodotti di elevato valore estetico e qualitativo”.

 

Tra le finalità, la valorizzazione e la diffusione dell'immagine delle imprese umbre del settore, dei territori ad alta vocazione, per garantire anche il miglior raccordo con i soggetti operanti lungo l'intera filiera produttiva. Verranno quindi promossi e favoriti: lo studio e la diffusione delle tecniche di lavorazione; la realizzazione di un circuito regionale integrato di interesse anche culturale e turistico; il rinnovo e la capitalizzazione delle competenze distintive del settore; il raccordo tra fornitori e committenti, nonché la partecipazione degli addetti a fiere e rassegne fieristiche specializzate nel 'tessile-abbigliamento'; percorsi formativi per gli operatori utili a favorire la diffusione delle pratiche di lavorazione del cashmere.

 

I percorsi saranno costituiti da itinerari segnalati e promossi con finalità economiche, turistiche e culturali, dando visibilità, oltre che alle imprese del settore, ad eventuali luoghi di allevamento delle capre. Altro obiettivo importantissimo è quello di mettere in sinergia i luoghi di produzione e commercializzazione del cashmere con la valorizzazione dei centri storici interessati dai percorsi. L'istituzione di ciascun percorso avverrà attraverso un Comitato promotore, composto, tra gli altri, da Enti locali, associazioni di categoria, Università e Camere di Commercio.

 

La Giunta regionale dovrà adottare un Piano triennale relativo all'individuazione dei percorsi, determinando, in particolare, gli obiettivi generali e programmatici da conseguire, oltre all'entità delle risorse da destinare, nel triennio, alle finalità previste dalla legge. AS/

Ultimo aggiornamento: 09/10/2012