CONSIGLIO REGIONALE (3): TERMINATO IL DIBATTITO SUL DAP 2011, LAVORI AGGIORNATI A DOMANI MATTINA - GLI INTERVENTI DEL POMERIGGIO

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21 Feb 2011 00:00

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(Acs) Perugia, 21 febbraio 2011 – I lavori del Consiglio regionale dell'Umbria si sono interrotti dopo il dibattito sul Dap 2011 e riprenderanno domani mattina alle 10 con l'intervento della presidente Marini, le dichiarazioni di voto, e la votazione del Documento annuale di programmazione. Saranno poi discussi gli altri punti all'ordine del giorno: Commissione d’inchiesta sulle tossicodipendenze e nomina componenti Corecom. 

Durante la sessione pomeridiana sono intervenuti: Goracci (Prc-Fds), Chiacchieroni (PD), Cirignoni (Lega Nord), Brutti (Idv), Rosi (Pdl), Riommi (PD), Buconi (Socialisti), Valentino (Pdl) e Modena (portavoce opposizione Pdl-Lega Nord).

 

ORFEO GORACCI (PRC-FEDERAZIONE DELLA SINISTRA): “IL DOCUMENTO È UN PASSO IN AVANTI IMPORTANTE, CONTIENE ELEMENTI INNOVATIVI E POSITIVI. LA PRESIDENTE HA CERCATO DI PORTARE A SINTESI PUNTI DI VISTA DISTANTI. Dipende da come si leggono i dati: sui rifiuti non siamo all’avanguardia come certe regioni del Nord, ma è altrettanto vero che in materia di sanità e stato sociale non abbiamo tante lezioni da prendere da altri. Se non si concorda neanche sulle cose positive la dialettica è difficile. Il merito della presidente della Giunta è di avere cercato di portare a sintesi punti di vista che partivano da distanze non piccole. Sui rifiuti, ad esempio, è positivo il richiamo al 50 per cento della raccolta differenziata prima di attivare qualsiasi forma di termovalorizzazione, e che questa non sia gestita sempre dagli stessi soggetti. In ogni caso dovremo avere il coraggio delle scelte, per non essere sopraffatti dalle emergenze. Non è un caso che Confindustria, assieme a qualche esponente del centrodestra e perfino certi quotidiani locali ricordano la soluzione dei cementifici per la termovalorizzazione. Io farò le ‘barricate’ perché non avvenga quello che essi auspicano, per la pericolosità nei confronti della salute delle persone e per l’utilizzo di impianti che fanno anche altre cose, per cui è fuori dal mondo che i cementifici possano essere utilizzati per chiudere il ciclo dei rifiuti. Senza contare che il territorio dove operano è già penalizzato per l’impatto sull’ambiente dovuto alle attività estrattive. Non ci si può ricordare di certe realtà territoriali solo per le emergenze. Vorrei fare qualche altra considerazione, cominciando dalle infrastrutture: ciò che trova spazio nel Dap è condiviso, ma aggiungo di non avere preclusioni su raddoppio della Orte-Falconara e sull’ipotesi di spostamento del tracciato nella direzione Assisi-aeroporto-Branca-Fossato che, a parità di costo, intercetterebbe un bacino di utenza molto più grande. Anche perché il Comune più grande dell’Umbria non ha strade a 4 corsie, e quelle esistenti sono pericolose e inadeguate, perfino in previsione di dover ospitare nella prossima stagione calcistica, toccando adeguatamente ferro, squadre blasonate di città importanti che potrebbero dover recarsi a Gubbio con molti tifosi. Altro tema che ritengo di evidenziare è quello della valorizzazione dei distretti rurali, su cui diverse regioni stanno già legiferando per cogliere le opportunità offerte dalle politiche europee, che ben si sposano anche con la filiera turismo-ambiente-cultura. Infine no al gasdotto Brindisi-Minerbio: è uno scempio ambientale ed è pericolosissimo, come attestato in sede di Valutazione impatto ambientale, dove è emersa la pericolosità di quel progetto per una regione come la nostra che, dopo l’Abruzzo, ha subito i terremoti più pesanti”.

 

 

GIANFRANCO CHIACCHIERONI (PD): “PER FARE SVILUPPO CI VUOLE PIÙ IMPRESA. NECESSARIE LIBERALIZZAZIONI E PRIVATIZZAZIONI - Noi stiamo dentro dentro la globalizzazione attraverso una alleanza con la Russia e la Libia. In una intervista di D'Alema al Sole 24 ore viene spiegato che i dittatori hanno garantito i nostri interessi ma solo la democrazia garantisce i cittadini. Fino ad ora abbiamo beneficiato del regime libico, che ci ha garantito forniture energetiche e il blocco dell'immigrazione incontrollata dalle coste libiche. In queste ore sembra che a Tripoli comandino i militari e questo comporta di rivedere tutta la questione energia. Il Cairo è diviso in 4 sezioni e circa 10 milioni di persone sono servite dalla Gesenu. L'Umbria ha bisogno di un grande bagno di umiltà per capire dove stiamo andando e cosa ci serve. La nostra discussione di oggi deve essere contestualizzata dentro questi avvenimenti. Vi invito a sforzarci e a stare dentro questa nuova realtà che sta venendo avanti. Non ci sono iniziative pubbliche contro la repressione che sta avvenendo come invece avvenne per Piazza Tienanmen, mentre invece dobbiamo renderci conto che stiamo parlando del nostro cortile di casa, di un regime su cui abbiamo contato per bloccare i barconi. Non possiamo considerarci una regione chiusa tra 4 mura e nemmeno tra i confini dell'Umbria. In questo momento, in Umbria, serve più sviluppo, più impresa e più economia per uscire dalla crisi. Non possiamo ragionare del Dap dentro un contesto regionale, dobbiamo essere consapevoli che c'è un mondo in grande movimento. Ho posto 3 questioni che hanno raccolto consenso anche tra gli altri consiglieri: per fare più sviluppo ci vuole più impresa. Per il mercato interno è necessario sostenere i redditi. Servono privatizzazioni per creare opportunità. Dobbiamo ragionare, comprendere e realizzare una certa unità. Sfidiamoci, con l'opposizione a chi può perseguire al meglio gli interessi dell'Umbria. Non è tempo di distinguo ma di grande unità, in una fase di cambiamento come questa”.

 

GIANLUCA CIRIGNONI (LEGA NORD): “INTERVENIRE A SOSTEGNO DELL'ALTOTEVERE, AGRICOLTURA E INFRASTRUTTURE AMBITI PRIORITARI DI AZIONE - Il Dap è solo un esercizio di oratoria che poi la Giunta dovrà tradurre in fatti. Su quei fatti esprimeremo il nostro parere e il nostro giudizio. Quello che conta davvero è il rendiconto finanziario, come quello del 2009 che abbiamo approvato pochi giorni fa, senza il bilancio dell'Agenzia umbra sanità. Ci sono molte questioni in ballo, una è quella delle zone ad alta vocazione produttiva, coma l'Altotevere umbro. Qui gli stabilizzatori automatici sono risicati, le imprese locali hanno fatto tutto da sole ed ora, in tempi di crisi economica, hanno delle richieste legittime. Anche l'agricoltura è in difficoltà, col suo indotto legato alla meccanizzazione che soffre anche per le scelte europee sulla disincentivazione del tabacco. L'Altotevere può essere il motore economico dell'Umbria, nonostante le condizioni della E45 e della E78, ferme per le politiche regionali che hanno privilegiato per 40 anni un centralismo per abbandono, che ha agevolato soltanto la crescita di alcune zone. Rinnovo l'appello alla Giunta di considerare l'Altotevere come questione prioritaria. La trasformazione della E45 in autostrada richiederebbe un forte investimento: sarebbe preferibile non trasformarla ma metterla in sicurezza, prevedendo un pedaggiamento per i non residenti. Sarà necessario impegnarsi per il completamento della E78, terminando la galleria che oggi è completata al 90 per cento e che potrebbe collegare l'Altotevere con il Pesarese. Dovrà essere ultimata la galleria del Cornello che, abbandonata da anni, sta lì a rimarcare il ritardo che abbiamo accumulato. Per quanto riguarda invece le ferrovie dobbiamo sostenere il raddoppio della Orte–Falconara, facendo passare l'Alta velocità per l'Aeroporto di S. Egidio. Sul passaggio del gasdotto Snam sul territorio umbro dovremmo riflettere e discutere, dato che avrà un grosso impatto sull'Umbria e nessun ritorno economico”.

 

PAOLO BRUTTI (IDV): “IL DAP CHE APPROVEREMO SARÀ QUELLO DEL CONSIGLIO REGIONALE E NON DELLA GIUNTA, ED È GIUSTO COSÌ PERCHÉ GLI ATTI CONCLUDENTI DEVONO ESSERE FATTI IN CONSIGLIO - Quello che sta avvenendo nella sponda sud del Mediterraneo causerà una instabilità che  condizionerà ogni forma di programmazione. Se si rompe l'argine dell'immigrazione l'intero mercato del lavoro dell'Europa entra in una dinamica imprevedibile. Non si può escludere che tra sei mesi una crisi energetica possa rimettere in discussione tutti i nostri programmi. Non è vero, come ha affermato l'opposizione, che la discussione sul Dap ha messo in evidenza un frattura interna alla maggioranza. C'è stato invece un importante approfondimento del contenuto, interpretato, giustamente, come documento di programmazione strategica. Sicuramente il documento uscito dalla Commissione è da ritenersi migliore rispetto a quello originario. Oggi dobbiamo riflettere sulla natura e sulla modalità di applicazione. Il Dap che approveremo sarà quello del Consiglio regionale e non della Giunta. Ed è giusto così perché gli atti concludenti si fanno in Aula. Nell'idea che tutto si riassume nell'universo del dibattito della Giunta c'è l'emergere di una concezione di una istituzione neo corporativa fatta da due soggetti: il potere esecutivo e l'opposizione consiliare, mentre alla maggioranza dell'Assemblea tocca di votare. Non può essere così.

Il Dap non si può e non si deve occupare di tutto. Ed è giusto così, perché la politica può incidere soltanto su una porzione delle cose che accadono. È importante una netta separazione tra l'area in cui opera la politica e l'area dove operano invece le forze sociali e dell'economia. È necessaria una apertura forte al mercato, che misuri la capacità dell'impresa, sia di quella privata, della cooperazione, dell'impresa pubblica. Non c' è nessun automatismo 'efficienza-impresa', ma l'automatismo riguarda 'mercato-efficienza', 'liberalizzazione-efficienza'. La liberalizzazione, se accetta di confrontarsi, la può fare anche il sistema pubblico. Nel Dap si parla di Green economy, che oggi vuol dire agricoltura. L'agricoltura di domani sarà solo quella sostenibile.  Un ragionamento importante è quello inerente le agroenergie utilizzando i terreni attualmente coltivati a tabacco, perché le colture agroenergetiche sono le uniche che possono reggere la competizione economica con il tabacco. Ma green economy vuol dire edilizia ecocompatibile per la quale è necessario fare uno sforzo, vuol dire declinarla come nuovi sistemi di distribuzione. Green economy come produzione di energia o come rifiuti. Uno dei modi per fare una nuova economia è proprio quello di fare una nuova politica dei rifiuti. Nel Dap è stato affrontato il problema dei rifiuti solidi urbani che corrispondono a 550 mila tonnellate all'anno. I rifiuti speciali sono però più di 2 milioni di tonnellate, di cui 6-7cento mila provengono dalla 'Terni', altrettanti dall'edilizia, ma il resto?  Quando si dice che le discariche sono pericolose, questo deriva sicuramente dalla mancata raccolta differenziata, ma anche da questa componente, alla quale fino ad oggi non è stato posto rimedio. Tra i punti importanti c'è poi la qualità dell'impresa. Per questo è necessaria una interfaccia in cui possano incontrarsi impresa e ricerca. Favorire poi l'accesso al credito. Per quanto riguarda le acque minerali, l'Umbria detiene il 12 per cento della produzione nazionale. Se per un metro cubo di acqua, cioè una tonnellata, si facessero pagare 3,5 euro non sarebbe una cosa grave. Come pure se si facessero pagare 2,5 euro a tonnellata di marna. Sarebbero risorse importantissime per i territori”

 

MARIA ROSI (PDL): “TUTTO IL SISTEMA SOCIALE ED ECONOMICO DEVE RUOTARE INTORNO ALLA FAMIGLIA - Ci si è soffermati, in questo documento, su diversi temi, ma è importante soffermarci sul concetto della famiglia, che rappresenta l'elemento centrale della società. Se viene meno la famiglia, si danneggia non soltanto il tessuto sociale, ma anche quello economico. Nel 2009 è stata approvata, anche con l'appoggio del centro-destra, la legge regionale sulla famiglia, ma dopo due anni non ha trovato ancora la sua applicazione perché non attuato il regolamento. In questo documento però non è stata colta la vera essenza di questa fondamentale istituzione. È necessaria la previsione di un fondo certo per la famiglia, che possa significare sicurezza anche da un punto di vista medico, di visite per le quali oggi, in molti casi, esiste la difficoltà di far fronte. Come pure andava preso in considerazione quanto proposto dal Forum delle famiglie. Altro punto da non sottovalutare, ma anzi da tenere ben presente, riguarda l'aiuto a quelle famiglie alle prese con problemi interni di tossicodipendenza, come è altrettanto importante agire sulla prevenzione con politiche mirate.

 

VINCENZO RIOMMI (PD): “L’UMBRIA HA LA GRANDE FORZA INTRINSECA DEL SUO TESSUTO CIVILE, ALTRO CHE SCIVOLAMENTO VERSO SUD. ABBIAMO MESSO LE BASI PER ANDARE PIU’ SPEDITI - Il Dap fa i conti con le scelte contenute nella manovra economica del governo ed è comunque un documento di inizio legislatura che ci ha coinvolto in una discussione politica vera, basata sulla centralità dell’Assemblea. Un documento che è stato ulteriormente arricchito sulla questione rifiuti, dove abbiamo un Piano che indica un percorso di qualità, ambizioso, incentrato sul contenimento, sulla raccolta differenziata ed il riuso. Siamo l’unica regione d’Italia che ha messo per iscritto l’obiettivo del 65 per cento di raccolta differenziata. Per quanto riguarda le infrastrutture il Dap contiene l’insieme della programmazione ma indica anche le priorità strategiche, fermo restando il fatto che le competenze in ordine al raggiungimento degli obiettivi prefissati non sono in capo all’amministrazione regionale. Essi si realizzano con scelte coerenti e impegni del governo. Noi pretendiamo che su alcuni di questi obiettivi, come il Nodo di Perugia o il raddoppio della Orte-Falconara si riesca ad avere risposte operative, anche se ci vorrebbe una convergenza ancora più netta. Su un altro punto sono necessari dei chiarimenti: quali sarebbero i dati che attesterebbero lo scivolamento verso il Sud dell’Umbria? Questa è una regione dalla qualità civile e sociale superiore, una delle poche in cui si riduce l’area della criticità sociale, con evidenti punti di eccellenza. La crisi è legata al grande tema della produzione della ricchezza, che vede il manifatturiero quale il settore più in crisi. In crisi ci sono la Merloni e il chimico. Sono le multinazionali presenti sul nostro territorio che la subiscono più pesantemente, così come le aziende di medie dimensioni che sono state prese in mezzo al loro processo di sviluppo, e le piccole e medie imprese che, non avendo forza autonoma di mercato, la subiscono ancora di più. Altro che scivolamento verso il Sud. L’Umbria non è come la rappresentate, ha una grande forza intrinseca, il tessuto civile, la rete dei Comuni, la loro capacità progettuale. In passato abbiamo fatto cose buone ma ci abbiamo messo troppo tempo, al punto che quando eravamo pronti le situazioni di partenza si erano già modificate e le nostre soluzioni già superate. Per questo dobbiamo fare presto nel progettare l’Umbria migliore, e con questo documento abbiamo messo le basi per andare più spediti”.

 

MASSIMO BUCONI (PSI): “BASTA CON LA POLITICA DEI RICATTI E DEI COMUNICATI DI PARTITI DELLA MAGGIORANZA CHE LASCIANO INTENDERE CHE GLI ALTRI NON SONO ATTENTI ALL’ECOLOGIA -  Restiamo leali sostenitori del programma di governo, anche se non sono soddisfatto di come si è arrivati a questo Dap. Rifuggiamo dal perpetuarsi di una logica contrattualistica secondo la quale su ogni questione si pone una politica ricattatoria, del tipo ‘o si fa così o noi non ci stiamo’, ovvero indebolisco te così conto di più io. E’ un gioco al massacro che va fermato. Continuo a ritenermi offeso da alcuni comunicati usciti da partiti di maggioranza in base ai quali si direbbe che il resto della maggioranza non sapesse niente in materia di ecologia. C’è il vezzo di sostenere in Aula le questioni riguardanti il ciclo dei rifiuti e, fuori di qui, di andare a sostenere le ragioni dei comitati di cittadini che protestano contro quanto viene affermato qui. Io non andrò davanti alle ruspe, ma la gente deve capire che è meglio un termovalorizzatore che cinque discariche. E sul Dap, finalmente, c’è scritto senza sé e senza ma che il ciclo va chiuso con la termovalorizzazione e che entro il 2011 l’Ati 2 deve individuarne il sito. I maggiori nemici dei cittadini sono quelli che nascondono la possibilità che si entri in emergenza se non si affrontano i problemi. Per quanto riguarda le riforme endoregionali, il problema è del sistema istituzionale che governa l’Umbria, non della sola Regione, per cui nelle altre sedi istituzionali si può affermare il contrario di quanto viene detto in quest’Aula, altrimenti i cittadini non ci capiscono più niente. Bene la semplificazione amministrativa sugli Ati, al punto che per noi va bene ce ne sia uno solo. Nella sanità è da stabilire la ripartizione delle quote da destinare alle varie Asl: non c’è pari opportunità di risorse. La chiede Terni negli investimenti rispetto a Perugia, e noi non siamo sordi. Sta di fatto che a Terni c’è la percezione che tutto si accentra su Perugia, anche se sappiamo che non è vero. Per quanto attiene all’ambiente sappiamo bene che lo sviluppo può essere solo ecocompatibile, ma in nome delle rinnovabili non deve esserci la deregulation che si crea con la corsa agli incentivi, se no ci mettiamo a produrre energia anziché agricoltura”.

 

ROCCO VALENTINO (Pdl)  “IL DAP NON PARLA DELL'UNIVERSITÀ DI PERUGIA, CITA POCO LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, IL TURISMO E IL CREDITO” - Dagli interventi in aula non si direbbe che la maggioranza riesca a votare il Dap. Sulla Libia ha fatto bene Chiacchieroni, ma osservo che la sinistra esalta Gheddafi nonostante abbia fatto un colpo di stato militare. Sul Dap non si possono accettare le critiche al Governo, quasi che i problemi dell'Umbria li crei tutti Berlusconi. Preferirei un documento che parli solo di Umbria, della nostra Regione che necessita di una forte razionalizzazione, altro che prendersela con il governo. Sui rifiuti invito a riflettere, ad esempio a Marsciano la differenziata raggiunge livelli molto alti. Il Dap non cita l'Università di Perugia che ha un bilancio di 800 milioni di euro; poco parla delle piccole e medie imprese, come di quelle del turismo e del credito. Ma è su questi temi che si basa l'economia umbra. Sulle infrastrutture poco si dice dell'isolamento e non si chiarisce cosa si intenda fare per il futuro. Dobbiamo rivedere la legge urbanistica, semplificarla per dare risposte certe alle imprese e alla economia. Incomincio a pensare che per il rilancio di questo settore dobbiamo recuperare i tanti volumi contenitori delle nostre aziende agricole, ma serve anche snellire il lavoro dei progettisti e dei cittadini. Servono decisioni: ogni rinvio è deleterio per l'economia. Un buon amministratore deve agire subito e non fra dieci anni. Ha fatto bene Dottorini ha presentare i suoi emendamenti perché è giusto che le modifiche al Dap si apportino in quest'Aula, invece mi ritrovo con un testo che non si può emendare. 

 

FIAMMETTA MODENA, portavoce Pdl, “NEL DAP, DATI VOLUTAMENTE PARZIALI;  IL QUADRO ECONOMICO CI IMPONE DI SELEZIONARE LE RISORSE PUBBLICHE” - Per la prima volta ci presentiamo con una nostra proposta: lo abbiamo fatto perché le premesse e i quadri preparatori del Dap sono stati impostati in modo errato. E' una questione dirimente. Mi riferisco all'accordo quadro delle Regioni ed al riparto del fondo sanitario della sanità.  A novembre si è raggiunto un accordo fra Governo e Regioni, ma nel Dap umbro questo non c'è, nonostante dieci giorni fa le Regioni hanno rivendicato quell'accordo. Non è vero che c'è la contrapposizione di tutte le Regioni verso il Governo. Non si può dimenticare il fondo trasporti di 400 milioni o il duplice impegno su lotta ai falsi invalidi e all'evasione fiscale. L'Umbria è sulla cronaca nazionale proprio per i falsi invalidi.  Un così alto numero di pensioni per invalidi si spiega con la inadeguatezza dei propri servizi sociali. Di questo dobbiamo parlare. Invece si è preferito prendere solo un pezzo di programmazione nazionale. Sanità altro esempio: nel documento si dice che la parte mancante verrà restituita con una legge successiva, ma il Dap non lo dice. Ecco perché non possiamo discutere di un documento incompleto che cambia le carte in tavola e falsa la cornice oggettiva da cui partire: un atteggiamento offensivo nei nostri confronti. Viene fatta la scelta, che non condividiamo, di rimettere i soldi tagliati dal Governo per il sociale. In questo modo non si comprende che il mondo sta cambiando e che invece è necessario riqualificare la spesa sociale, modificando alla radice il modello di welfare per renderlo più sostenibile con il principio dell'universalismo selettivo. Il nostro modello del welfare oggi non serve alle famiglie ma a mantenere le strutture esistenti, dobbiamo cambiarlo.

E' un Dap troppo impostato su critiche al governo con il ricorso alla Corte costituzionale contro la manovra, senza dire cosa prevede la stessa manovra. Mancano la volontà di correggere la spesa pubblica e la priorità di intervento sui servizi pubblici locali. Sugli immobili si ignora il decreto sul federalismo demaniale. In sanità ci sono studi che indicano come risparmiare dai 100 ai 150 milioni di euro. I fondi Fas (aree sottoutilizzate) e le risorse europee verranno concessi in modo più selettivo, per evitare la dispersione delle risorse. Pensiamo che le riforme vadano investite nella rimodulazione dell'Irap, non solo nel caso in cui vengono assunti dei lavoratori ma con un sistema che sfrutti l'Irap per agevolare la nascita delle imprese.

La società regionale deve mettersi intorno ad un tavolo per selezionare le risorse: è un'operazione che ci impone il quadro economico e finanziario di oggi. Serve quel cambio di passo annunciato che nel Dap non c'è assolutamente”.  GC/AS/PG/MP 

Ultimo aggiornamento: 21/02/2011