CONSIGLIO REGIONALE (3) INNOVAZIONE E COMPETITIVITÀ: NEL TRIENNIO 2007-2009 OLTRE 27 MILIONI A 664 AZIENDE UMBRE ORGANIZZATE IN RETI DI IMPRESA – PRESA D'ATTO DELL'AULA SULLA RELAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
Per l'innovazione e la competitività del sistema produttivo regionale la Regione Umbria, nel triennio 2007/2009 ha distribuito risorse pari a 27milioni 200mila di euro dei quali ne hanno beneficiato reti di imprese che raggruppano 664 aziende. È quanto emerso dalla relazione della Giunta per l'anno 2010, sulla clausola valutativa a suo tempo posta sugli effetti della legge regionale 25 del 2008. È stato il presidente della Seconda Commissione, Gianfranco Chiacchieroni ad illustrare in Aula i dati contenuti nel documento. Sono stati presentati, in totale, 1362 progetti di cui 1203 ammissibili. Ne sono stati finanziati 279. Gli interventi hanno riguardato, in modo particolare, i fondi rotativi, i contributi a fondo perduto, la valutazione dei risultati conseguiti ed inoltre i tempi e le difficoltà delle procedure per partecipare ai bandi e l'utilità delle reti di impresa.
24 Lug 2012 01:00
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(Acs)Perugia, 24 luglio 2012 – Il Consiglio regionale ha preso atto della relazione della Giunta per l'anno 2010, sulla clausola valutativa a suo tempo posta sugli effetti della legge regionale 25 del 2008, in materia di sviluppo, innovazione e competitività del sistema produttivo regionale.
Sostanzialmente, nel triennio 2007/2009, la Regione Umbria ha distribuito risorse per innovazione e competitività del sistema produttivo umbro pari a 27milioni 200mila di euro dei quali ne hanno beneficiato reti di imprese che raggruppano 664 aziende. In dettaglio (Bandi): Poli di innovazione 5milioni di euro; Ordinario ricerca 5milioni; Pacchetti integrati di agevolazioni (Pia) 7milioni; Reti stabili di impresa (Resta) ricerca e moda 5milioni; Network di ricerca 200mila euro; Resta commercio 2milioni 500mila; Tecnologia, informazione e comunicazione (Tic) 1milione; Temporary manager 500mila; Certificazioni 1milione di euro.
Sono stati presentati, in totale, 1362 progetti di cui 1203 ammissibili. Ne sono stati finanziati 279. Le imprese ammesse a finanziamento sono state 664. Il valore dei progetti (spesa ammessa) è stato di 85milioni 887mila 275 euro. I contributi concessi (secondo graduatoria) ammontano a 30milioni 512mila euro. Dal punto di vista finanziario, le risorse stanziate risultano completamente utilizzate. Sono stati disposti anche rifinanziamenti di graduatoria a causa dell'elevato numero di imprese richiedenti e della qualità dei progetti approvati. Gli interventi hanno riguardato, in modo particolare, i fondi rotativi, i contributi a fondo perduto, la valutazione dei risultati conseguiti ed inoltre i tempi e le difficoltà delle procedure per partecipare ai bandi e l'utilità delle reti di impresa.
È stato il presidente della Seconda Commissione, Gianfranco Chiacchieroni ad illustrare in Aula il documento sul quale, nel passaggio in Commissione, sono state organizzate alcune audizioni con i soggetti interessati che lo stesso presidente, ma anche l' assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Riommi hanno definito molto utili.
Nella relazione sono state documentate: le modalità organizzative e procedurali adottate per l'attuazione degli strumenti di intervento previsti nel Programma annuale attuativo; il tasso di utilizzo delle risorse stanziate per ogni asse e misura del Programma annuale attuativo ed i tempi per l'assegnazione dei benefici; la tipologia ed il numero dei soggetti beneficiari e dell'entità dei finanziamenti attivati; le criticità emerse nella messa in opera degli strumenti attivati e gli eventuali aggiornamenti al programma pluriennale da adottare in risposta alle criticità. Il programma è stato articolato per assi prioritari: ricerca, sviluppo ed innovazione, consolidamento produttivo e tecnologico delle PMI, rafforzamento della struttura finanziaria delle PMI, diffusione, trasferimento, sostegno dell'innovazione, internazionalizzazione dell'artigianato, proposizione degli interventi di sostenibilità energetica ed ambientale, infrastrutture per le attività produttive e misure con le indicazioni delle relative risorse; definizione di macro obiettivi, sui quali focalizzare l'intervento pubblico regionale. È in corso di elaborazione presso la Giunta regionale uno studio sugli effetti dei finanziamenti regionali in materia di ricerca e innovazione, con particolare riferimento alle ricadute delle attività di ricerca e sviluppo.
GIANFRANCO CHIACCHIERONI(PD - Relatore unico in Aula) “CREDIT CRUNCH E RECESSIONE HANNO MODIFICATO PROFONDAMENTE IL PANORAMA NEL QUALE QUESTE MISURE SI SONO INSERITE E HANNO OPERATO - Oggi rispetto al 2010 siamo in una fase di recessione, causa anche del credit crunch, dovuto principalmente al fatto che le banche sono state costrette a ricapitalizzare, ma anche per il fatto che debbono accantonare il 50 per cento rispetto alle aziende in sofferenza, per i tanti fallimenti e perché hanno dovuto acquistare per il primo versamento della BCE buoni del tesoro per evitare l’insolvenza di stipendi pubblici e di pensioni. E quindi, credit crunch e recessione hanno modificato profondamente il panorama nel quale queste misure si sono inserite e hanno operato. Comunque nel 2010 possiamo ben dire che le misure attuate hanno avuto un esito positivo. Ciò è dimostrato dal fatto che le graduatorie sono ancora in parte insoddisfatte. Uno studio di Confindustria, portato avanti da una equipe guidata dal professor Bracalente ci dice che il 40 per cento delle nostre aziende sono non finanziabili secondo il rating delle banche in base alla direttiva di Basilea 2 e successive. Su dieci richieste di intervento solo una va nella direzione degli investimenti e le altre riguardano soprattutto la ristrutturazione dei crediti e dei debiti verso le banche stesse. Per le aziende non finanziabili, secondo i rating applicati dagli istituti di credito diventa fondamentale incontrare l’iniziativa istituzionale. Gli interventi di Gepafin in questa fase di crisi superano la quota di mille. Grande importanza rivestono i fondi di rotazione”.
INTERVENTI:
PAOLO BRUTTI (IdV): “OPPORTUNO CORREDARE LE PROSSIME CLAUSOLE VALUTATIVE NON SOLO DEGLI ELEMENTI DI CARATTERE QUANTITATIVO, MA DEGLI ESITI E DEGLI EFFETTI RAGGIUNTI - Questo è un documento che si riferisce al 2010 sul 2009, per cui la sua utilità di esame, con questo ritardo, non è sicuramente straordinaria. Ci vorrebbe maggiore tempestività, soprattutto perché lo scopo della clausola valutativa è venire a conoscenza degli esiti, dei risultati, sulla base dei quali poi si può provvedere a modificare o a reimpostare le programmazioni successive. Sarebbe opportuno corredare le prossime clausole valutative non solo degli elementi di carattere quantitativo, che descrivono quanto è stato fatto, quanti bandi sono stati effettuati, quanti hanno concorso, quanto è stato erogato, cose peraltro importanti, ma degli esiti e degli effetti raggiunti in termini di occupazione, miglioramento della produttività, miglioramento dell’efficienza. Mi rendo conto che bisogna interpellare nelle audizioni o nella predisposizione di queste misure le associazioni, che però hanno loro logiche interne che talvolta non corrispondono alle logiche degli associati perché magari ci sono stratificazioni storiche, pezzi di gruppi dirigenti che si sono formati in una certa epoca e che permangono anche quando poi le situazioni sono cambiate. Talvolta il giudizio delle associazioni non corrisponde al giudizio che può essere fornito dai reali fruitori del servizio, quindi è necessario avere un rapporto diretto anche con i responsabili delle imprese per farsi dire anche da loro se funzionano o non funzionano le cose.
VINCENZO RIOMMI(assessore regionale Sviluppo economico): “ TRA LA DOMANDA, IL PROGETTO, LA CONCESSIONE DEL PROVVEDIMENTO, LA SUA VERIFICA, I TEMPI DEVONO ESSERE QUELLI DELLA DINAMICA ECONOMICA E NON DELLE PROCEDURE AMMINISTRATIVE - Difficilmente si riuscirà a migliorare la clausola valutativa sotto il profilo della predisposizione formale dei tempi. Gli aspetti strutturali di alcune iniziative non si misurano sulla contingenza e sulla congiuntura. È essenziale costruire un sub procedimento in tempo reale, una cabina di monitoraggio dei provvedimenti che ci fornisca, ovviamente con la parzialità della congiuntura, elementi di riflessione dentro i tempi della predisposizione degli atti, dei bandi, delle misure, della valutazione in progress. In Umbria, dal 2005 non avvengono più aiuti a pioggia, non si fanno più bandi generalistici, anche se permangono comunque alcuni punti di criticità. Ad esempio, i tempi delle procedure non sono i tempi dei progetti imprenditoriali. È chiaro che se aggiornassimo 2009, 2010, 2011 fino al 2012, la situazione risulterebbe completamente diversa a causa della crisi, per la recessione e quant’altro. Dobbiamo costruire tempi e procedure. Tra la domanda, il progetto, la concessione del provvedimento, la sua verifica, i tempi devono essere quelli della dinamica economica e non delle procedure amministrative. La Regione Umbria ha sempre operato in modo da trasformare misure a fondo perduto in fondi rotativi con meccanismi finanziari interni. Il fondo perduto ha un più alto livello di assorbimento puntuale, quello rotativo permette di allargare l’area delle iniziative e dei beneficiari”. AS
