CONSIGLIO REGIONALE (3) ESPROPRIAZIONI: VIA LIBERA DALL'AULA AL DISEGNO DI LEGGE DELLA GIUNTA SULLE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ESPROPRI – 17 FAVOREVOLI, 9 ASTENUTI, VOTO CONTARIO DELLA LEGA NORD
Il Consiglio regionale ha approvato, nella seduta odierna, il disegno di legge della Giunta relativo alle modalità di espropriazione per pubblica utilità. 17 i voti favorevoli, 9 astenuti e voto contrario della Lega Nord. Approvati alcuni emendamenti dell'opposizione. Tra le novità maggiori contenute nel testo normativo, l'istituzione di una Commissione unica regionale, al posto delle due Commissioni provinciali previste dalla normativa nazionale, con compiti maggiormente incisivi per pervenire ad una più rapida conclusione del procedimento di esproprio, rispettando il criterio di uniformità ed economicità. La nuova legge contiene le disposizioni sull'espropriazione per pubblica utilità, in una materia concorrente con la competenza dello Stato, da esercitare nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti dalle legge nel Testo unico per le espropriazioni.
11 Lug 2011 01:00
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(Acs) Perugia, 11 luglio 2011 – Con 17 voti favorevoli della maggioranza, 9 astenuti e voto contrario del consigliere della Lega Nord, il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge della Giunta concernente“Disposizioni regionali in materia di espropri per pubblica utilità”. Oltre a quelli presentati dalla maggioranza, sono stati accolti dall'Aula anche alcuni emendamenti dell'opposizione. L’iniziativa legislativa mira a perseguire finalità di riequilibrio e giustizia sociale, non solo attraverso grandi opere o interventi straordinari di riforma attuata mediante programmi espropriativi nazionali, ma impostando interventi che dovrebbero riguardare espropri organizzati anche nell'ambito di un coordinamento regionale.
Il documento contiene le disposizioni sull'espropriazione per pubblica utilità, in una materia concorrente con la competenza dello Stato, da esercitare nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti dalle legge nel Testo unico per le espropriazioni. Tra le novità, l'istituzione di una Commissione unica regionale, al posto delle due provinciali, con compiti maggiormente incisivi per pervenire ad una più rapida conclusione del procedimento, rispettando il criterio di uniformità ed economicità. Inoltre, “per evitare il contenzioso e favorire la definizione dell'equo ristoro”, verrà chiarito con puntualità quando un'area debba intendersi legalmente edificabile o quando questa sia determinata dalla situazione di fatto delle aree da espropriare”.
Interventi:
GIANFRANCO CHIACCHIERONI(Pd – relatore di maggioranza): “Il Disegno di legge è ispirato al principio dell'unicità dell'amministrazione nella gestione della procedura di esproprio introdotto con la legislazione statale e secondo la quale le competenze in materia di espropriazione per pubblica utilità devono seguire l'attribuzione della funzione amministrativa: il soggetto competente alla realizzazione dell'opera pubblica o di pubblica utilità è anche competente all'adozione dei conseguenti atti della procedura espropriativa. Il disegno di legge è finalizzato ad evitare il contenzioso e definire l'equo ristoro che si determina con riferimento al valore del bene nel rispetto delle sue caratteristiche essenziali, legate alla potenziale utilizzazione economica del bene stesso al fine di garantire la congruità del ristoro spettante all'espropriato, onde evitare che sia apparente ed irrisorio rispetto al valore del bene. Questa iniziativa legislativa mira a perseguire finalità di riequilibrio e giustizia sociale non solo attraverso grandi opere o interventi straordinari di riforma attuata mediante programmi espropriativi nazionali, ma impostando interventi che dovrebbero riguardare espropri organizzati anche nell'ambito di un coordinamento regionale, volti ad attuare riforme di interesse generale; ad attuare una semplificazione procedimentale mediante forme di notifica e di comunicazione che rendano più agevole l'azione dell'autorità espropriante nel rispetto della trasparenza. La normativa dispone che gli enti pubblici devono individuare un apposito ufficio per le espropriazioni e nominare un responsabile unico che curerà la procedura di ogni fase ed in particolare, per Comuni, è previsto che possono istituire tali uffici in forma associata”.
MARIA ROSI (PdL – relatore di minoranza): “Nell'apprezzare lo sforzo della Regione di dotarsi di una propria normativa che disciplini gli espropri sulle materie non attribuite alla competenza statale, constatiamo tuttavia perplessità su alcune disposizioni in virtù delle differenziazioni che emergono da quanto previsto dal testo unico delle espropriazioni.
Rimaniamo perplessi circa i modi e i tempi della realizzazione e funzionamento della Commissione unica regionale competente a determinare l'indennità definitiva, posto che questa dovrà assorbire ed armonizzare le funzioni delle due commissioni, oggi attive, che operano su base provinciale.
Sarebbe auspicabile l'accoglimento di alcuni nostri emendamenti migliorativi per uniformare il più possibile l'atto al Testo unico pr le espropriazioni, magari inserendo, come previsto da altre Regioni, misure di compensazione nei casi di cessione volontaria”.
VINCENZO RIOMMI(Pd): “Ottimo il lavoro fatto in Commissione. Da rilevare che nell'ultima stesura del testo, nel punto riguardante la procedura di 'conciliazione-sanatoria', ci si baserà su quanto previsto dal Testo unico per le espropriazioni. Per quanto riguarda le infrastrutture strategiche (tipologie di esproprio che in ragione del particolare ruolo economico sociale permettono una riduzione del 20 per cento), rispetto al testo presentato dalla Giunta si è proceduto ad una restrizione del campo, eliminando alcune categorie”.
SILVANO ROMETTI (assessore regionale Urbanistica): “La seconda Commissione ha fatto un lavoro particolarmente approfondito. Anche il voto unanime da parte del Consiglio delle autonomie locali (Cal) certifica la bontà del disegno di legge in questione. È una normativa in concorrenza con lo Stato per cui la nostra documentazione deve essere coerente soprattutto con il decreto del Presidente della Repubblica n.327/2001. La normativa coglie alcune esigenze tra le quali la garanzia della certezza dei tempi a coloro che sono oggetto di esproprio, dal punto di vista della quantificazione economica dei beni e definendo le procedure nella maniera più rapida possibile. Tutto questo fa anche parte della semplificazione normativa più generale che l'Amministrazione regionale si sta dando. Con questa iniziativa legislativa vengono chiarite tutte le fasi procedimentali, le modalità per definire l'equo indennizzo, cercando di eliminare i contenziosi. Vengono definite le forme di notifiche, comunicazione, le modalità per dichiarare la disponibilità del bene, i criteri e i requisiti per l'edificabilità. Tutti quegli aspetti che spesso rendono incerte le procedure di esproprio. Assolutamente innovativa è l'istituzione della Commissione unica presso la Regione”.
SCHEDA:
La legge regionale “disposizioni in materia di espropri per pubblica utilità prevede, tra i punti principali: l'istituzione di una unica Commissione regionale al posto delle due attualmente presenti negli Uffici tecnici erariali dell'Agenzia del territorio, con compiti più incisivi. Una importante novità riguarda le indennità per le aree agricole, per i cui criteri di stima dovranno essere improntate alla conoscenza dei valori di mercato delle aree; il vincolo urbanistico come presupposto per l'inizio del procedimento espropriativo in linea con la legislazione statale.
Tra le principali novità introdotte dalla normativa, frutto di un gruppo di lavoro tra Regione, Anci e Province vi è l'individuazione delle opere di interesse pubblico i cui particolari interventi perseguono obiettivi di riforma economica o di giustizia sociale, tali da giustificare un indennizzo fino al 25 per cento inferiore a quello di mercato. Negli altri casi, per determinare l'indennità di espropriazione da corrispondere ai proprietari, verrà fatto riferimento al valore di mercato del bene espropriato in base alle sue caratteristiche e alla sua destinazione economica.
Il Disegno di legge stabilisce anche i requisiti dell'edificabilità legale dei terreni da espropriare. Non vengono considerate edificabili le aree previste dallo strumento urbanistico generale comunale, in cui l'attuazione degli interventi viene riservata agli enti pubblici o concessionari di pubblici esercizi, quando derivano direttamente da una precedente destinazione agricola.
Viene anche stabilito che: un'area possiede i caratteri dell'edificabilità di fatto se nell'ambito territoriale considerato sono già presenti, o comunque in fase di realizzazione, le opere di urbanizzazione primaria richieste dalla legge o comunque esista la concreta possibilità di allacciamento alle medesime.
Le comunicazioni e le notifiche ai destinatari della procedura espropriativa, previste dal Testo unico sulle espropriazioni, possono essere effettuate con tutte le modalità che garantiscono l'avvenuta comunicazione secondo la disciplina vigente come ad esempio la raccomandata con avviso di ricevimento, la notifica effettuata dal messo comunale o la posta elettronica certificata. Le comunicazioni al destinatario irreperibile o quando è impossibile conoscerne la residenza, la dimora o il domicilio, possono essere effettuate mediante un avviso affisso all'albo pretorio dei Comuni interessati e la pubblicazione su uno o più quotidiani a diffusione almeno regionale e sul sito informatico della Regione e dell'autorità espropriante. AS/
