CONSIGLIO REGIONALE (2): RINVIATA IN SECONDA COMMISSIONE LA PROPOSTA DI LEGGE DI MONACELLI (UDC) SUI “MANUFATTI AGRICOLI PROVVISORI“
Il Consiglio regionale ha rinviato in Seconda Commissione (17 sì e 3 astensioni) la proposta di legge regionale “Realizzazione di manufatti agricoli provvisori” presentata da Sandra Monacelli (Udc.) L’atto, giunto in Aula perché non discusso in Seconda Commissione nel termine fissato, prevede di consentire anche a cittadini che non siano imprenditori agricoli la realizzazione di ricoveri per cavalli o per piccole attività agricole, realizzati con “materiale leggero” e con un ancoraggio al suolo che non comporti modifiche dello stato dei luoghi, con una volumetria massima 40 metri quadri e alti non più di due metri e mezzo. La proposta di rinvio in Commissione (tempo 60 giorni per la discussione) è stata avanzata dal consigliere Barberini; nel dibattito sono Stufara - Prc-Fds, Brutti-Idv, Buconi-Socialisti, Smacch-Pd, Monacelli-Udc e l’assessore all’urbanistica Rometti.
06 Dic 2011 00:00
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(Acs) Perugia, 6 dicembre 2011 - Il Consiglio regionale, con 17 voti favorevoli e 3 astensioni, ha rinvito in Commissione per approfondimenti la proposta di legge del consigliere Sandra Monacelli (Udc) riguardante la “Realizzazione di manufatti provvisori in terreno agricolo”. Con la nuova normativa si prevede in sostanza di consentire anche a cittadini che non siano imprenditori agricoli la realizzazione di ricoveri per cavalli o a supporto di piccole attività agricole, realizzati con “materiale leggero” e con un ancoraggio al suolo che non comporti modifiche dello stato dei luoghi, con una volumetria massima 40 metri quadri e alti non più di due metri e mezzo.
Monacelli ha motivato la sua proposta (presentata il 14 febbraio scorso e arrivata in Aula perché non discussa in Commissione nel termine previsto) parlando dell’esigenza di tanti cittadini che a livello amatoriale allevano cavalli o svolgono attività agricole di “piccola taglia”, di poter fruire di piccole strutture di ausilio a tali attività amatoriali che “affondano le radici della cultura e della tradizione rurale umbra”, nel rispetto delle esigenze di tutela dell’ambiente care ai cittadini umbri. “E la mia proposta – ha sottolineato Monacelli – è attenta a tali esigenze tanto che mi sono ispirata ad alcune parti di una legge della Regione Toscana che, è noto, è molto attenta alla tutela ambientale. L’esponente dell’Udc ha inoltre rilevato l’urgenza di provvedere a risolvere la questione anche alla luce delle recenti iniziative delle forze dell’ordine che hanno operato controlli sui manufatti rurali determinando grande apprensione tra tanti cittadini”. Sulla proposta di legge di Monacelli si era espresso il 24 marzo scorso il Consiglio delle autonomie locali (Cal) che proponeva in sostanza di abbandonare la proposta di legge adottando un ordine del giorno che impegnasse la Giunta regionale a procedere a modifiche regolamentari che concedessero la possibilità di impiantare “modesti annessi rurali” con le seguenti caratteristiche: superficie massima 9-12 metri quadrati; senza fondazioni; altezza massima 2/2,50 metri; fondo con una superficie minima di 3/350 metri quadrati; in legno; facoltà dei Comuni di stabilire ulteriori criteri localizzativi ai fini della tutela ambientale.
La proposta di rinvio è stata avanzata dal consigliere LUCA BARBERINI (Pd) che l’ha motivata con la necessità di un approfondimento da parte della Seconda Commissione “dove – ha spiegato – abbiamo iniziato a riflettere sugli effetti delle modifiche in materia edilizia e urbanistica, in relazione alle normative introdotte con la legge sulla semplificazione. Nessun tatticismo o intento dilatorio, quindi, nella proposta di rinvio ma solo l’esigenza di inquadrare in maniera complessiva gli aspetti normativi proposti da Monacelli, indicando un tempo massimo di 60 giorni”. Sulla proposta sono intervenuti vari consiglieri. DAMIANO STUFARA (capogruppo Prc-Fds) che nel dichiararsi favorevole alla proposta di Barberini ha richiamato la necessità di “prendere in considerazione quanto deciso dal Cal, nel lavoro di approfondimento che dovrà essere fatto in Seconda Commissione. Non si può prescindere dal pare di un organismo che è composto dai soggetti istituzionali che realizzano la programmazione del territorio”. PAOLO BRUTTI (Idv), dopo aver premesso di essere un “estimatore della cultura del cavallo, all’origine delle culture indo-europee” ha puntato il dito sul rischio che la realizzazione di manufatti “non di piccole dimensioni” in terreni agricoli, anche da parte di chi non svolge in modo prevalente attività legate all’agricoltura, possa poi in realtà tendenzialmente determinare “per incuria o per mancata vigilanza dell’autorità” la realizzazione di “piccoli o medi immobili campagnoli”. Brutti ha richiamato quindi la necessità di tener conto del parere del Cal ed ha espresso “preoccupazione” per l’accenno fatto da Barberini riguardo al collegamento “tra la proposta di legge da rivedere in Commissione e la rimessa in discussione della legge sulla semplificazione”. Su questa legge, secondo Brutti si dovrebbe semmai intervenire “per restringere qualche cordone che si è allentato” ed ha citato come esempio l’articolo 124 sulla costruzione nelle aree boschive definendola un esempio di “semplificazione eccessiva”. MASSIMO BUCONI (Socialisti) dopo aver ricordato il parere del Cal sulla proposta di legge ha richiamato l’attenzione sul rischio che spesso norme pensate per risolvere dei problemi oggettivi e condivisibili (“e Monacelli richiama giustamente l’esigenza di affrontare il problema della salvaguardia della ruralità”) possono poi prestarsi ad abusi. Secondo Buconi, occorre quindi “approfondire la questione in Commissione per trovare le giuste ‘flessibilità’, valutando bene se sia migliore la soluzione legislativa o regolamentare”. ANDREA SMACCHI (Pd) si è detto favorevole al ritorno della proposta di legge in Commissione, “ma Monacelli non può esprimere concetti come la sanatoria da inserire nel testo. In passato questo Consiglio si dette una normativa rigida che, però, non ha impedito la realizzazione di 51mila fabbricati (37 mila in provincia di Perugia) tirati su con i materiali più vari e senza alcuna concessione; mentre altri agricoltori effettivi hanno realizzato altre strutture. Ora la cosa si fa urgente, non possiamo più ignorare il problema; ma nemmeno dire che si faranno sanatorie. La legge che ho in mente deve prevedere in primo luogo l'abbattimento dell'esistete per consentire subito dopo piccole strutture in legno, da 10 a 15 metri quadri massimi, in base alla superficie di terreno posseduta”. SILVANO ROMETTI (assessore all’urbanistica) “E' vero, esistono esigenze di una parte di cittadini, agricoltori non professionali; ma guai parlare di condoni o favorire una diffusione incontrollata. Non conosco la legge toscana, ma se ho ben capito si tratta solo di una norma di principio che rinvia il tutto ai Comuni. Invece la proposta esaminata dal Cal potrebbe essere una buona base di partenza, sovrapponibile alla nostra ipotesi che come Giunta possiamo approvare in pochi giorni e poi mandarla in commissione. Ipotizza costruzioni di 10-12 metri quadri, in legno ancorata al suolo, per una altezza di 2,40 metri, senza infrastrutture. Se si ipotizzano stalle per cavalli si va su un'altra dimensione: a quel punto scattano esigenze di smaltimento liquami e non si può pensare ad una costruzione priva di ancoraggi al suolo. Chi ha i cavalli ha anche terreni disponibili con possibilità di realizzare già ora un minimo di strutture”.
Sandra Monacelli (Udc): “Dobbiamo convincerci che l'agricoltura tradizionale è diventata in Umbria un'attività marginale. Dal punto di vista della tutela ambientale teniamo conto che non ci sono solo i grandi latifondisti da controllare, ma le piccole realtà, quelle che spesso curano e tutelano il paesaggio con la loro presenza. A questi dobbiamo dare una risposta certa e veloce. Non possiamo aspettare un altro anno perché ancora siamo al nulla di fatto. Sono comunque favorevole al rinvio in commissione per decidere entro 60 giorni. Mi auguro che l'approfondimento venga fatto in modo libero senza il pregiudizio di vedere dietro l'angolo solo la speculazione, ma il desiderio di molti di vivere in campagna magari a contatto con gli animali”. TB/GC
