CONSIGLIO REGIONALE (2) QUESTION TIME: “INDEBITAMENTO E VOLUMI PRODUTTIVI NON RISPETTATI ALLA SANGEMINI” - GALANELLO (PD) INTERROGA LA GIUNTA. DA RIOMMI L'IMPEGNO A “RISOLVERE IL PROBLEMA ANCHE CON INTERVENTO DI NUOVI IMPRENDITORI”
19 Giu 2013 01:00
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(Acs) Perugia, 19 giugno 2013 - “La Sangemini è interessata da una situazione di difficoltà e di calo produttivo, che è andata aggravandosi qualche mese fa, quando la proprietà ha dato corso a un concordato preventivo, nella totale incertezza rispetto al futuro. In questi mesi dalla dichiarazione del concordato ci sono stati diversi incontri, da quello che mi risulta, con lo stesso sindacato, con le stesse Istituzioni, con la stessa Regione Umbria, dove però tutti gli impegni e le promesse configurate al tavolo poi sono state completamente disattese, la situazione si fa sempre più complessa e allarmante per uno dei marchi storici delle acque minerali umbre, una situazione che purtroppo vivono anche altri marchi, soprattutto nel ternano, come nel caso della Tione di Orvieto”. Lo ha evidenziato, illustrando un apposito atto ispettivo durante la seduta odierna di question time del Consiglio regionale, il consigliere regionale Fausto Galanello (Pd). “In questi mesi – ha evidenziato il consigliere regionale - abbiamo assistito alla chiusura del parco delle terme, a un balletto sui volumi produttivi che stanno al di sotto dei 250milioni di pezzi di cui si parlava da quattro anni. I lavoratori sono in cassa integrazione, periodo di fermo produttivo per quanto riguarda lo stabilimento di Acquasparta-Amerino e aspettiamo ancora un piano industriale credibile. Ho letto di un indebitamento che si aggira intorno ai 100 milioni di euro e a breve scade anche il concordato. C'è incertezza e allarme tra i lavoratori e la comunità locale: cosa intende fare la Regione?”.
L'assessore regionale Vincenzo Riommi ha risposto spiegando che “la Sangemini ha presentato la prenotazione di concordato e fissato sul tavolo istituzionale un primo livello di intervento. In questi tre mesi nella produzione di acque minerali si fa la stragrande maggioranza del fatturato. Visto però il provvedimento di autorizzazione del Tribunale non era intenzione della Sangemini mettere in produzione in questa stagione tutti quei volumi sui quali non si producono utili o equilibrio. Amerino funzionava per l’imbottigliamento di Blus, un’acqua a marchio di grande catena distributiva, che ora non si produce. Le acque che si producono in questo periodo sono Sangemini, Fabia, Grazia, e questo determina una riduzione dei volumi lavorati. Nei prossimi giorni riconvocheremo la proprietà attuale, per capire se sono in grado di dirci qual è il progetto presentato al Tribunale per la continuità produttiva e laddove questo progetto non fosse sostenibile o credibile la Regione metterà sul piatto tutte le ipotesi che possono permettere di risolvere il problema Sangemini anche mediante l’intervento di nuovi soggetti imprenditoriali. L’interesse a investire in Sangemini riguarda una pluralità di soggetti, e questo dovremmo sfruttarlo nell’interesse dell'azienda e dell’Umbria”.
Fausto Galanello si è detto “soddisfatto della risposta perché evidenzia l’impegno e il lavoro che sta mettendo la Regione nel seguire questa vertenza. Restano preoccupazioni abbastanza serie perché questa vicenda si protrae da anni, di fatto dimostra una scarsa affidabilità della proprietà”. MP/
