CONSIGLIO REGIONALE (2): INIZIATO IL DIBATTITO SUL DAP 2011, LAVORI AGGIORNATI AL POMERIGGIO CON ALTRI 9 ISCRITTI A PARLARE - LA SINTESI DEI PRIMI CINQUE INTERVENTI IN AULA

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21 Feb 2011 00:00

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(Acs) Perugia, 21 febbraio 2011 – Iniziato in Consiglio regionale il dibattito sui contenuti del Dap 2011. Prima della pausa di pranzo sono intervenuti nell'ordine: i capigruppo dell’Idv, Oliviero Dottorini, del Pdl, Raffaele Nevi, dell’Udc, Sandra Monacelli, e i consiglieri Andrea Smacchi del Pd e Alfredo De Sio del Pdl.

I lavori, che riprenderanno alle ore 15 con altri nove consiglieri iscritti a parlare, dovrebbero concludersi entro le 19,00 per aggiornarsi a domani alle ore 10,00.

 

Gli interventi:

 

OLIVIERO DOTTORINI (Idv) “UNA BUONA BASE DI PARTENZA CHE ABBIAMO CONTRIBUITO A MIGLIORARE; RESTANO PERPLESSITÀ A COMINCIARE DALLA AGENZIA FORESTALE” - Come Idv siamo intervenuti sulle scelte del Dap presentato dalla Giunta coinvolgendo il partito nell'analisi e nelle proposte. Ne è nato un buon accordo di maggioranza, del quale condividiamo le scelte strategiche, con tratti di discontinuità, soprattutto sulle politiche ambientali e sociali. Abbiamo indicato priorità su non autosufficienza, cure intermedie, assistenza domiciliare. C'è ancora da mettere a sistema le opportunità dei settori ambiente e cultura puntando a produzioni di  qualità. Sui trasporti pubblici, sarebbe importante integrare l'orario con i servizi privati. Bene anche gli impegni sulla auto-costruzione: ci auguriamo che la nostra proposta venga discussa quanto prima. Nella direzione giusta va anche la legge sulla tutela del mobile in stile. Restano questioni ancora aperte. Siamo perplessi sulla agenzia forestale regionale che potrebbe trasformarsi in ennesimo baraccone. Mancano misure specifiche al settore suinicolo, da riconvertire in filiere locali di qualità. Sul tabacco non sono state accolte nostre ipotesi su un minor impatto ambientale legato alla agro-energia, Troppe ancora le priorità indicate sulle opere pubbliche, a partire dalla autostrada su E-45. Abbiamo provato ad indicare il potenziamento della ferrovia Orte-Falconara con la bretella sull'Aeroporto di Perugia. Sul tema centrale dei rifiuti, nessuno può fare scelte di smaltimento, se prima non si dà il massimo impulso alla differenziata ed al recupero di materiali. Importante per noi, e su questo saremo fermissimi, che non si attivi alcuna scelta sull'incenerimento, se prima non si arriva al 50 per cento di differenziata, accompagnata da una netta diversificazione fra le gestioni della raccolta e della chiusura del ciclo rifiuti. Su questo chiediamo di valutare con attenzione le nuove tecnologie, piuttosto che sottostare ad aspettative della stessa Gesenu. Spetta alla politica e non ad altri fare le scelte. Voteremo comunque a favore del Dap 2011, una buona base di partenza, frutto di un dibattito sviluppatosi in Consiglio regionale. 

 

 

RAFFAELE NEVI (capogruppo Pdl) “DIETRO IL DAP UNA MAGGIORANZA DIVISA E PARALIZZATA, COSTRETTA A RINVIARE ANCHE LE SCELTE URGENTI SUI RIFIUTI” - Immaginavo il recupero di una visione comune della maggioranza, almeno sui punti essenziali. Invece l'intervento appena ultimato di Dottorini ne sancisce le divisioni emerse da tempo. Ci ha appena detto che voterà il Dap, ma non è d'accordo sui suoi contenuti e si batterà comunque perché non diventino atti concreti. Di queste divisioni paralizzanti nel centrosinistra si sta accorgendo tutta la società umbra, a partire dal mondo delle imprese, fino alla Conferenza episcopale umbra. Cito anche un segretario regionale della Cisl, che sulla stampa parla della maggioranza in questi termini, “è divisa da interessi e veti di ogni tipo: una situazione che porta a rinviare decisioni su tutto tutto'. Questo mentre è chiaro a tutti che non c'è più tempo per il teatrino della politica. Servono scelte urgenti. Invece, ad esempio sui rifiuti, si decide di rinviare su tutto nonostante sia ben evidente che nessuno degli obiettivi del piano rifiuti è stato azzeccato. Si doveva decidere già nel 2010, invece siete costretti a rinviare. Ecco quindi che il Dap si rivela carta straccia. Voi scrivete una cosa e Dottorini annuncia che sarà contrario sull'azienda unica forestazione, sul mancato aumento delle concessioni per le acque minerali, sui rifiuti. Il mondo delle imprese chiede da tempo concretezza e tempi certi, non rinvi sine die delle questioni più delicate, a partire dalla sanità esplosa con l'inchiesta. Nel Dap non si parla di direttori Asl, di convenzione con l'Università che doveva essere rivista a gennaio. Siete divisi perfino sul concetto di sviluppo, oscillando dalle posizioni della Fiom e quelle di Marchionne. Nel Dap si parla di una agenzia regionale per la forestazione: diventerebbe un vero ministero che farebbe aumentare il numero dei dipendenti regionali. Su questo state rinchiudendo il dibattito all'interno della minoranza. Attenzione perché le scelte sbagliate le pagheranno solo gli umbri. E i dati economici della Banca d'Italia ci dicono che l'Umbria, al decimo posto, sta scivolando verso le regioni del Sud. Nel  momento di invertire la tendenza, assistiamo invece ad una stanchezza della maggioranza e al rifiuto di un confronto sui problemi.

 

SANDRA MONACELLI (capogruppo Udc): “LA FAMIGLIA DEVE RAPPRESENTARE LA PRIMA PRIORITÀ - Occorre un nuovo modello di welfare, che permetta di superare la crisi e vada oltre senza abbandonare nessuno alla deriva. È necessario un cambio di passo che riguarda: la sanità; la riforma sistema endoregionale e semplificazione assetti, riordino comunità montane, processi integrazione, accorpamento, razionalizzazione; i percorsi per l'applicazione del principio di sussidiarietà; l'economia, la crisi del lavoro.  Su questo Documento abbiamo presentato  in Commissione alcune proposte di integrazione, liquidate però senza colpo ferire.  Fino all'ultimo spero, comunque, che la Presidente possa recuperarle per inserirle nel documento finale. Le nostre proposte riguardavano misure per la povertà in aumento, le solitudini affollate, la non autosufficienza, le disabilità, la malattia mentale. La famiglia deve rappresentare la prima priorità. Questo documento ha disatteso anche le proposte avanzate dall'associazionismo familiare. Sono state inspiegabilmente escluse dagli interventi le famiglie con ISEE inferiore a 7.500 euro, e cioè proprio le più bisognose. È urgente ripensare il sistema fiscale, basandolo sul 'fattore famiglia'.  I tributi locali, tariffe e servizi vengano calibrati sulla base delle effettive necessità del nucleo familiare, tenendo conto  dei carichi familiari (numero di figli, presenza di anziani o disabili etc.). Importante è favorire la natalità trasformando le politiche assistenziali in sussidiarie. Le politiche per i giovani riassunte nel DAP non presentano sostanziali novità, mentre alcuni aspetti richiedono interventi urgenti anche da parte delle istituzioni. Il progressivo dilagare della droga e la cultura dello sballo ha raggiunto in Umbria livelli insopportabili, che impongono misure opportune e coordinate di prevenzione. È necessario andare verso la costruzione di modelli formativi per i nostri ragazzi, così in ottemperanza alla legge regionale n. '28/2004' con la quale la Regione ha riconosciuto la funzione sociale, educativa e formativa svolta dalle parrocchie mediante gli oratori.  Le ingenti risorse destinate ad una edilizia sanitaria, che ha ammodernato gli ospedali umbri, debbono trovare un senso che vada oltre il miglioramento strutturale o patrimoniale. Chiediamo un ampliamento della prevenzione prevista nel Piano sanitario regionale 2009-2011, includendo anche le malattie cardiovascolari. Nell'ambito delle priorità infrastrutturali riteniamo che il completamento della Perugia-Ancona detenga il primato, come pure l'ultimazione della galleria di Casacastalda rappresenta un'indecenza che richiede il massimo sforzo istituzionale. Infine, in merito alla disciplina dell'utilizzazione delle acque minerali e di sorgente, proponiamo un'equa proporzionalità del riparto fra i comuni dei proventi di canoni di ricerca e di concessione.

 

ANDREA SMACCHI (PD): “BENE GLI INTERVENTI ANTICRISI ADOTTATI, MA ORA NECESSARIE MISURE DI RILANCIO - Strategia sociale, territoriale,  ambientale,  economica,  culturale e formativa, sono le parole  che devono impegnare l’azione della Giunta e di tutto il Consiglio Regionale.  Gli interventi anticrisi adottati fin qui dalla Regione sono stati efficaci per tamponare la perdita di lavoro e l’impoverimento della coesione sociale, ma  devono essere seguiti da misure di rilancio. Ricerca, lavoro qualificato, nicchie di produzione in settori ad alta e media tecnologia, turismo, filiere dei prodotti tipici, infrastrutture e servizi ad alto contenuto di conoscenza, sono l’imperativo sui cui focalizzare le strategie. Con gli effetti delle scelte del Governo Berlusconi, nel 2011 verranno sottratte risorse  riducendo di decine di  milioni annui la capacità di spesa per gli investimenti pubblici della Regione. Va poi aggiunta la possibilità di imporre nuove tasse locali per fronteggiare le emergenze dovute a calamità naturali.  Se da una parte il sistema socio-economico regionale richiederebbe ulteriori interventi di sostegno alle imprese, ai lavoratori ed al sistema del welfare, dall’altro le scelte del Governo centrale riducono l’entità delle risorse. Occorre un percorso di riconoscimento, sostegno e incentivazione delle funzioni di interesse collettivo in capo ad  esponenti della società civile quali la famiglia, l’ associazionismo, il cooperativismo, l'imprenditoria. È il momento di avviare in Umbria l'impostazione del  trasporto pubblico rispetto a quote di mercato aperte al trasporto privato, dove servono scelte nette che indirizzino verso la complementarietà e un’adeguata qualità dell’offerta.  Nel sistema Regionale del credito sono in atto manovre di riposizionamento di grandi istituti locali che rappresentano una delle poche vere prospettive di finanziamento per le nostre piccole e medie imprese. Occorre reperire risorse pubbliche e private da impiegare in qualità, innovazione, internazionalizzazione   che svolgano una funzione di  rilancio dell'economia umbra attraverso una offerta mirata per  le piccole e medie imprese. Riforma del sistema endo- regionale, semplificazione amministrativa e sussidiarietà, accesso al credito, green economy, fonti energetiche  rinnovabili, agricoltura biologica, promozione dei prodotti tipici umbri, Piano zootecnico regionale, interventi infrastrutturali (E45, Quadrilatero, E78, Tre Valli, Orte – Civitavecchia, FCU, Alta capacità ferroviaria, Aeroporto di S. Egidio) rappresentano importanti misure finalizzate alla riduzione dei costi e al miglioramento dell’offerta di servizi e delle infrastrutture.

 

ALFREDO DE SIO (PDL): “DOCUMENTO CHE CERTIFICA FALLIMENTO STRATEGICO, CON EVIDENTE SCHIZOFRENIA IN TEMA DI RIFIUTI - Questo documento annuale di programmazione doveva segnare l’inizio della nuova legislatura con un cambio di passo, mostrando discontinuità con il passato, ma non ci pare tale. Mancano riferimenti analitici di quelle che sono state  le antiche debolezze strutturali della programmazione regionale, alle quali la Giunta si richiama con una certa benevolenza, mentre secondo noi molte criticità sono frutto di miopia voluta, oltre che di arroganza. Semmai nel documento c’è il tentativo di spostare fuori, lontano da qui, le cause che hanno scatenato la crisi attuale, ma noi sappiamo che sono qui da anni, ed hanno portato più povertà e servizi meno efficienti, provocando il ritardo della nostra regione rispetto alle altre regioni italiane, anche da quelle della cosiddetta ‘Italia di mezzo’. L’esempio lampante delle contraddizioni presenti nel testo è il tema dei rifiuti: abbiamo una Delibera di Giunta che praticamente sconfessa gli ultimi quindici anni di politica regionale, con la raccolta differenziata che non è ai livelli previsti, il riconoscimento di quella che entro un anno diventerà una grande emergenza, e tutte le ipotesi di ampliamento delle discariche e di chiusura del ciclo che non sono chiare. Non si capisce dove si vuole andare a parare, si parla di ridurre la produzione dei rifiuti, di spingere la raccolta differenziata, di compost di qualità, tutte cose spiegate dai diversi assessori che si sono succeduti, ma senza alcun risultato. Quello attuale è un documento che certifica l’incapacità strategica del governo regionale. Addirittura ci siamo inventati un mezzo coercitivo, quello di dire ‘fate la raccolta differenziata altrimenti non autorizziamo gli inceneritori’, ma è chiaro che alla fine tutto andrà in discarica, una scelta che pagheranno i cittadini, e si verificherà una sorta di ‘mutuo soccorso’ fra ambiti diversi rispetto alla capienza delle discariche. Anche perché la situazione dei vari Ati è drammatica: l’Ati 1 avrà il suo Piano d’ambito non prima dell’estate 2011, l’Ati 2 addirittura nel 2012, dell’Ati 3 non se ne sa nulla, l’Ati 4 a fine anno, ma l’obiettivo del 65 per cento di raccolta differenziata entro il 2012 appare lontanissimo, nonostante i 2 milioni e 780mila euro spesi per il solo biennio 2009-2011 a sostegno della raccolta differenziata. E’ evidente la schizofrenia che regna su questo tema. Anche sulla filiera turismo-cultura-ambiente i dati parlano di un fallimento strategico, per non dire delle liste di attesa in materia di sanità. E non parliamo del Piano casa nazionale, con l’Umbria fanalino di coda con le sue 81 domande, a fronte delle migliaia registrate in altre regioni. E nel nostro Dap si parla di sburocratizzazioni. Noi non vogliamo essere velleitari anzi, sulle tematiche più importanti c’è la nostra disponibilità costruttiva, anche se non abbiamo mai avuto riscontri dalla maggioranza”. GC/AS/PG

 

Ultimo aggiornamento: 21/02/2011