CONSIGLIO REGIONALE (2) AREE CONTIGUE: VIA LIBERA DELL'AULA ALLA PROPOSTA DI LEGGE DI SMACCHI (PD), BUCONI (PSI), LIGNANI MARCHESANI (PDL) PER LA RIDEFINIZIONE DELLE AREE VICINE AI PARCHI - NO DI IDV E PRC, ASTENSIONE LEGA NORD
Il Consiglio regionale dell'Umbria ha approvato, con 25 voti favorevoli, 1 astenuto (Cirignoni, Lega Nord) e 3 voti contrari (Brutti e Dottorini, Idv, Stufara, Prc-Fds) la proposta di legge che ridefinisce le aree contigue ai parchi regionali. Respinti gli emendamenti presentati da Stufara (Prc-Fds). Le modifiche alla legge regionale “9/’95” (“Tutela dell'ambiente e nuove norme i materia di aree naturali protette”), contenute nella proposta di legge in questione, così come votata oggi dal Consiglio regionale, indicano alla Giunta regionale di avviare il procedimento per la ridefinizione dell'Area naturale protetta 'Parco del Monte Cucco' entro sessanta giorni decorrenti dalla nomina del Presidente dell'unione speciale di comuni nel cui territorio è ricompresa l'area in questione. Se l'area contigua ricade nel territorio di più unioni speciali dei comuni, il termine decorre dall'atto di nomina del Presidente delle unioni interessate.
17 Lug 2012 01:00
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(Acs) Perugia, 17 luglio 2012 – Il Consiglio regionale dell'Umbria ha approvato, con 25 voti favorevoli, 1 astenuto (Cirignoni, Lega Nord) e 3 voti contrari (Brutti e Dottorini, Idv, Stufara, Prc-Fds) la proposta di legge (dei consiglieri Smacchi-PD, Buconi-Psi e Lignani Marchesani-Pdl) che ridefinisce le aree contigue ai parchi regionali. Respinti gli emendamenti presentati da Damiano Stufara che puntavano: a stabilire, tramite deliberazione della Giunta, d'intesa con gli organismi dei parchi e con gli enti locali interessati, eventuali ulteriori misure di discipline della caccia e della pesca, nonché iniziative per la promozione dello sviluppo economico ed occupazionale dei territori interessati; oltre alla soppressione dell'articolo 2 della legge per l'avvio, da parte della Giunta, del procedimento per la ridefinizione dell'area contigua all'area naturale protetta 'Parco del Monte Cucco'. Sul primo emendamento hanno votato a favore, oltre allo stesso presentatore, Brutti e Dottorini (IdV), astenuti Chiacchieroni (PD) e Goracci (Comunista umbro), mentre 24 sono stati i voti contrari. Nell'altro emendamento sono stati registrati 4 voti favorevoli (Stufara, Dottorini, Brutti a cui si è aggiunto Cirignoni-Lega Nord) e 25 contrari.
Le modifiche alla legge regionale “9/’95” (“Tutela dell'ambiente e nuove norme i materia di aree naturali protette”), contenute nella proposta di legge in questione, così come votata oggi dal Consiglio regionale, indicano alla Giunta regionale di avviare il procedimento per la ridefinizione dell'Area naturale protetta 'Parco del Monte Cucco' entro sessanta giorni decorrenti dalla nomina del Presidente dell'unione speciale di comuni nel cui territorio è ricompresa l'area in questione. Se l'area contigua ricade nel territorio di più unioni speciali dei comuni, il termine decorre dall'atto di nomina del Presidente delle unioni interessate.
Sostanzialmente, l'Esecutivo di Palazzo Donini sarà chiamato a rivisitare i confini attuali e i relativi vincoli, propri delle aree contigue che, in modo particolare, starebbero condizionando, come è stato ribadito in Aula dai consiglieri favorevoli alla legge, lo sviluppo dei comuni interessati dal Parco del Monte Cucco: Costacciaro, Fossato di Vico, Scheggia e Pascelupo, Sigillo.
Illustrando l'atto il relatore di maggioranza, GIANFRANCO CHIACCHIERONI (Pd), ha evidenziato che “la legge regionale '9 /'95' ha istituito l’area contigua all’area naturale protetta Parto del Monte Cucco e all’area naturale protetta Parco fluviale del Tevere; il testo in esame apporta un’integrazione all’articolo 17 della legge, che consente alla Giunta di ridefinire le aree contigue alle aree naturali protette previa intesa col soggetto gestore, gli Enti locali interessati. La proposta di legge consente alla Giunta di avviare il procedimento per la ridefinizione dell’area contigua all’area naturale protetta nel Parco del Monte Cucco, entro sessanta giorni decorrenti dalla norma del presidente della costituente Unione speciale dei Comuni, nel cui territorio sarà compresa l’area contigua medesima, oppure se l’area contigua è compresa in due Unioni dei Comuni, i due presidenti”.
PAOLO BRUTTI (Idv), nella relazione di minoranza, ha messo in luce che “le leggi inutili o parzialmente dannose non bisognerebbe produrle per non moltiplicare i fascicoli della nostra Gazzetta regionale e per non rendere più difficoltosa la comprensione di come procede sotto il profilo legislativo il funzionamento del Consiglio regionale. Questa legge nelle sue intenzioni iniziali era una legge pericolosa e quindi da rigettare, nella formula alla fine emersa dai lavori della Commissione consiliare è una legge meno pericolosa e pur tuttavia largamente inutile: le aree contigue si possono ridefinire già nella legge attuale 'possono essere le aree contigue previste e disciplinate dalla Regione con atto amministrativo regionale di competenza del Consiglio regionale', sebbene di concerto con l’Ente e gli Enti preposti. La proposta di legge che noi stiamo esaminando, derubrica questa competenza a una competenza della Giunta. Si lascia intendere una procedura accorciata e sottratta alle competenze del Consiglio regionale su una materia delicatissima, qual è quella della tutela ambientale relativa alle aree che circoscrivono le cosiddette aree protette. All’origine della proposta non c’è nessuna necessità di fare questa operazione, se non quella di sottrarre al Consiglio regionale la propria competenze sulla materia. Il rischio è che con la ridefinizione dell’area protetta, in realtà, voglia arrivare alla sua sostanziale cancellazione: allora poiché per la cancellazione di un’area protetta ci sarebbe una reazione del Consiglio, si preferisce sottrarre la ridefinizione a questa discussione, dato che essa nasconde una cosa ben più grave, la sostanziale cancellazione. Concordo sul fallimento della legge regionale e della politica regionale relativa ai parchi e alle aree protette, che avrebbe dovuto creare luoghi nei quali procedere a uno sviluppo compatibile con l’ambiente mentre in realtà è rimasta solo la natura vincolistica, che pesa in particolare per le aree contigue. Però va ricordato che la normativa vincolistica di un’area contigua e un’area protetta è stabilita dalla Regione nell’atto costitutivo dell’area contigua, mediante il piano di esercizio dei vincoli sull’area contigua. Quindi noi li facciamo, noi li possiamo modificare. Non c’è nessuna necessità di procedere a una soppressione di aree contigue perché vincolistiche, quando questo organismo può stabilire i vincoli che ritiene opportuni. Addirittura la legge regionale stabilisce che i vincoli dettati in un’area protetta un’area contigua, abbiano prevalenza su tutti i vincoli fissati dalle autorità comunali, provinciali e persino statali, sulla materia, quindi è tutta responsabilità nostra. Se a noi non piace una definizione dei vincoli dentro un’area protetta, modifichiamola, interveniamo su questo, ma non surrettiziamente tendendo a restringere la superficie difesa di un parco cominciando a aggredirne le parti, diciamo così, circonvicine. Le aree protette non servono solo alla caccia ma servono proprio per tutelare, per costituire una zona di rispetto, rispetto a tutte le normative ambientali, che si determinano dentro un parco, e che prima di cessare hanno bisogno di un’area nella quale si attenuino i vincoli. Per questi motivi io credo che sia giusto che questa legge venga respinta e che si soprassieda sostanzialmente a questa materia, che deve essere affrontata con cautela anche in considerazione dei progetti che vorrebbero realizzate torri eoliche molto alte sui monti dell’Appennino sopra Scheggia. E’ questione collaterale rispetto alle aree protette, però una certa spinta sul territorio è venuta anche per l’esistenza di questo tipo di progetto e una lobby di costruttori la quale ha fatto intendere che quello sia l’Eldorado, se si faranno queste torri eoliche ci sarà un fiume d’oro che correrà per questa valle e porterà benessere a tutti quanti”.
GLI INTERVENTI.
ANDREA LIGNANI MARCHESANI (Pdl): “DARE UNA RISPOSTA A UN TERRITORIO, LA FASCIA APPENNINICA, CHE STA SOFFRENDO UNA CRISI ECONOMICA DI PROPORZIONI INIMMAGINABILI E CHE È DIVENTATA ANCHE UNA SORTA DI VALVOLA DI SFOGO DELLE CRITICITÀ ECONOMICHE REGIONALI. - Abbiamo parlato con i 4 sindaci della fascia appenninica e tutti hanno concordato sulla necessità di fare qualcosa e hanno anche portato esempi concretissimi delle difficoltà che esistono per coloro che vogliono mettere un’attività imprenditoriale in questa cosiddetta “area di rispetto”. La nostra volontà non è certamente quella di depauperare il territorio, non è certamente quella di cementificare, ma di rendere più facile il poter dare degli insediamenti in aree in cui oggi non è possibile. Addirittura il sindaco di Fossato di Vico fece l’esempio di come nella zona industriale di Osteria del Gatto, in questo momento, a legislazione vigente, ci sia la necessità di chiedere alla Sovrintendenza, ad altri organi le autorizzazioni per poter costruire e fare, e addirittura ci sono delle regole di costruzione assolutamente esilaranti per un’area di insediamenti produttivi o per una zona industriale (addirittura mettere dei coppi particolari sul tetto di alcuni capannoni perché l’area è di rispetto). Non è così che si rispetta il territorio, così il territorio si insulta, perché si rendono a parità di condizioni più difficili insediamenti, più costosi sicuramente fare impresa in quel territorio e più sicuramente certamente la conseguenza è quella del depauperamento. Sarebbe stato meglio poter scrivere che queste aree hanno fatto il loro tempo. Non è sufficiente l’emendamento del consigliere Stufara che vuole riposizionare la legge solamente in un contesto di natura ambientale faunistico-venatoria. Il problema è anche quello, ma non è solo quello. La forza normativa di questo articolato è in qualche modo ridotta ma vuole avere due precisi scopi: dare un mandato a una futura regolamentazione più stringente; dare una risposta concreta a territori che ne hanno bisogno. Si tratta di un un piccolo passo che fa vedere come la politica si voglia anche impegnare in problematiche concrete per cercare di dare il suo contributo a risoluzioni e a criticità estremamente pesanti”.
ORFEO GORACCI (COMUNISTA UMBRO): “SI ALLA RIDEFINIZIONE, NO ALLA SOPPRESSIONE. NUOVI CRITERI DA COSTRUIRE CON AMMINISTRATORI LOCALI, CATEGORIEE E ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE. Questa legge ha avuto una gestazione particolare, non so se c’è consociazione o meno. Nel merito della proposta: io sono entrato in Commissione con una proposta di legge dove c’era al 2 bis le aree contigue alle aree naturali protette regionali possono essere ridefinite o soppresse, questo era il testo. Siamo usciti con un testo che dice: le aree contigue alle aree naturali protette regionali sono ridefinite. Non so se c’è retropensiero da parte di più soggetti, che è quello di dire: usiamo il chiavistello per arrivare all’abolizione, alla soppressione, una posizione che non è sicuramente la mia. Dobbiamo avere il buonsenso e la capacità di mettere insieme le esigenze di aree territoriali. Occorre chiedere alla Regione, a noi, di credere e investire sui parchi, in termini di risorse e di opportunità, perché è evidente che il cittadino, il residente la vive come elemento di freno, sia chi vive nell’area del Parco che in quella contigua. E il parco deve essere un bene da sfruttare di più e meglio dal punto di vista della promozione, dal punto di vista dell’intervento del legame culturale, educativo scolastico, perché ci sono delle situazioni uniche, irripetibili in tanti momenti dell’anno. La ridefinizione delle aree contigue va costruita con i cittadini, le istituzioni, con le associazioni ambientaliste, attraverso il dialogo e il confronto, per arrivare a un punto di sintesi dove nessuno si senta escluso. Rinunciare a una grande opportunità qual è quella del Parco del Monte Cucco, dopo vent’anni, sarebbe una forma di 'autocastrazione'”.
ANDREA SMACCHI (PD): “RIDEFINIRE FUNZIONI E OBIETTIVI DELLE AREE CONTIGUE, E INVESTIRE IN MANIERA CONCRETA SUL RILANCIO DEI PARCHI. Importante discutere, a distanza di 17 anni, di una 'manutenzione' delle leggi regionali sui parchi. La cosa che mi sorprende è vedere partiti di gruppi che nel tempo sono stati sempre sensibili, capaci di ascoltare le esigenze dei cittadini, dei territori, degli amministratori, e che ora trovo sordi ai richiami, alle necessità che migliaia di persone della fascia appenninica, amministratori di ogni parte politica, sindaci hanno cercato di rappresentare. Il parco del Monte Cucco, ha un territorio di circa 10mila ettari, di questi ben 6400 ettari sono rappresentati dall’area contigua. Non stiamo parlando di crinali, stiamo parlando di un’area a valle della stessa Flaminia, ossia non verso il monte, quelle sono aree B, C, e parte di area contigua, ma anche una grossa fetta di area contigua che va al di là della Flaminia, quindi è completamente a valle. Non è possibile che non ascoltiamo l’esigenza di chi ci vive e di chi in qualche modo ha anche la necessità di salvaguardare quelle aree. Ho letto di cementificazione, di autostrade, di nuove ferrovie di un aeroporto, ma noi pensiamo che quegli amministratori siano così sprovveduti e abbiano così poco a cuore quelle zone da distruggerle? Pochi mesi fa in questa sala abbiamo approvato un ordine del giorno, presentato da me, che impegnava l’intero Consiglio e alla Giunta a dare delle risposte concrete a quei territori, vista la particolare situazione che quei territori vivono, lo abbiamo addirittura inserito nel DAP. I cittadini di questi territori sono d'accordo nel rilanciare il parco, ma allo stesso tempo cercano di capire se quest’area contigua, nata per esigenze venatorie, venuta meno questa funzione, che era stata alla base dell’istituzione dell’area contigua, abbia ancora un senso. Io ascolto i cittadini che vivono in quei territori, le loro ragioni e motivazioni e penso perciò che il nostro non sia un modo di fare politica inutile o dannoso. Noi con questa legge diamo un mandato alla Giunta, che sicuramente non è un mandato in bianco. Dico anche che avrebbe poco significato, oggi, parlare di ridefinizione, quindi non soltanto ridelimitazione o riperimetrazione, ma proprio anche ridefinizione dal punto di vista delle funzioni, degli obiettivi, delle aree contigue, se non si investisse in maniera concreta sui parchi. Ora so che nei prossimi strumenti comunitari, nella prossima programmazione, vi sono ingenti risorse per quanto riguarda i parchi. L’invito all’Assessore Rometti e alla Giunta è quello di dare seguito a questa proposta di legge cercando, di valorizzare sì le biodiversità, ma anche lo sviluppo di quelle aree”.
SANDRA MONACELLI (Udc) “L'AMBIENTE NON E' UN SIMULACRO; IN ALCUNE REALTÀ SI È ARRIVATI AL PENALE, PER RECINZIONI O SOSTITUZIONE DEGLI INFISSI” - Credo che a 17 anni dall’approvazione della legge sui parchi alla politica regionale sia scappata la frizione su questo tema, perché i parchi da luogo di opportunità si sono invece rivelati, soprattutto in alcune realtà in modo prevalente, la condizione di costrizione e di forti limiti. Nell’incontro col i sindaci del territorio hanno espresso situazioni al limite del paradosso. Addirittura ci sono in campo in discussioni questioni di carattere penale, soltanto per recinzioni o sostituzione degli infissi. Per cui come può la politica regionale non rendersi conto che alcuni strumenti, quando non sono più adeguati, e non sono più rispondenti a quelle che sono le necessità e le esigenze collettive. Dunque occorre cambiare quegli strumenti perché, evidentemente, non hanno più l’obiettivo che si erano prefissati. Non si può far finta che certe questioni non esistano e continuare a venerare l’ambiente come fosse una sorta di simulacro verso il quale l’uomo e le Istituzioni debbono piegarsi in maniera. Di fronte ai limiti, alle segnalazioni, alle inefficienze che ci vengono segnalate, imperante una legge poco cogente e poco attuale sulle aree contigue dei parchi, ritengo che, pur stante la situazione così com’è, vada approvata. Per questo annuncio il mio voto favorevole rispetto alla proposta in oggetto”.
DAMIANO STUFARA (Prc-Fds) “NO AD UNA PROPOSTA CHE CAMUFFA LA SOPPRESSIONE DELLE AREE CONTIGUE” - Nella proposta c'è un po' di ipocrisia. A me pare particolarmente evidente che si stia cercando di offrire una risposta a una vicenda reale e drammatica come quella di una sorta di crisi nella crisi, che investe una porzione significativa del nostro territorio, in una maniera che a me sembra sbagliata. Condivido molte delle considerazioni che faceva il collega Brutti nella sua relazione di minoranza, da questo punto di vista. Si tenta, in buona sostanza, di far passare una soppressione di fatto con il termine della“ridefinizione. Il rischio che noi vediamo è che, sopprimendo di fatto, attraverso la rivisitazione delle aree contigue, che hanno rappresentato e rappresentano un’area cuscinetto, importante per evitare che si ponga uno stacco troppo marcato troppo forte fra quanto è permesso e consentito al di fuori delle aree protette gli elementi di salvaguardia che invece investono le aree protette stesse, rischiano di compromettere anche la tenuta dei parchi e del sistema delle aree protette della nostra regione. Credo che su questa materia si misuri nei fatti la validità o meno di quello che è stato uno degli assi strategici sul piano programmatico del Governo regionale in questa legislatura, quello cioè che ci ha portato a dire, io credo convintamente, sul tema della green economy, dovesse fondarsi una parte significativa della risposta in termini di sviluppo occupazionale e di tutela del territorio a fronte della crisi, e che invece rischia di essere in qualche modo vanificata da una proposta che camuffa, lo ripeto, la soppressione col la rivisitazione. Siamo favorevoli a discutere tematicamente di modifiche da apportare alla disciplina, rispetto anche al regime vincolistico che insiste su quelle aree, ma andare alla loro soppressione, ci sembra un errore che appunto abbiamo tentato e tenteremo, con nostri emendamenti. Il nostro atteggiamento rispetto al voto del provvedimento dipenderà dall’accoglimento o meno delle proposte che con questi emendamenti abbiamo inteso avanzare”.
MASSIMO BUCONI (Psi) “MAI CI SIAMO OCCUPATI DI COME FAR FUNZIONARE I PARCHI REGIONALI - Mi rifiuto di offendere tutti coloro che hanno amministrato questo nostro Paese e questa nostra Regione prima della legge nazionale sui parchi. Non mi pare che abbiamo consegnato un’Umbria distrutta nel territorio. Anzi si può dimostrare che se i nostri predecessori non avessero ben conservato il territorio, non ci sarebbero stati i requisiti per poter istituire le aree naturali protette. Entrando più nel merito osservo che se ci prendessimo la briga di fare un’analisi del territorio, di andare a vedere dei 6 mila 400 ettari dell’area contigua del Parco del Monte Cucco quant'è quella da tutelare da un punto di vista naturalistico o paesaggistico rispetto a tutto quanto il resto, ci renderemmo conto che non è che non siamo seri oggi, cari colleghi, non siamo stati seri allora, non siamo stati seri allora. Eravamo convinti che più aree avremmo creato, più soldi dalla Comunità europea sarebbero arrivati, facendo un danno all’intera sana politica di protezione, conservazione, sviluppo ambientale, che sottoscrivo e sostengo; perché abbiamo spostato la discussione piuttosto al come fare le cose, allo scontro ideologico tra favorevoli e contrari ai parchi, non occupandoci di farli funzionare. Quello che diceva Brutti è vero, le leggi ci sono, poi andiamo a vedere quello che succede all’interno dei parchi, non della Regione dell’Umbria ma spesso in Italia, con delle aberrazioni evidenti. In questo momento occorre anche sburocratizzare, senza perdere di vista che non si può barattare la tutela ambientale con lo sviluppo. Però capiamoci. Qual è l’attentato all’ambiente, cioè qual è l’attentato che si sta perpetrando nei confronti dell’ambiente. Prendiamo le cose nella giusta dimensione e propongo di portarla a un livello di concretezza, limitato alla portata dei fatti. Sul testo in discussione, io, Smacchi e Lignani non abbiamo fatto nessun atto di consociativismo. Ognuno ha presentato il proprio disegno di legge autonomo, la Commissione ha detto: l’oggetto è lo stesso, sarà il caso che riunifichiamo i testi, non potevamo piantare la bandierina con ognuno che in Aula propone di adottare il suo. GC/gc
FRANCO ZAFFINI (Fare Italia): “NEI PARCHI E NELLE AREE CONTIGUE NON C’È BIODIVERSITÀ, MA UN PROLIFERARE DI SPECIE PARASSITE CHE GRAVANO E PESANO SU ALTRE SPECIE PIÙ DEBOLI - Vedo una similitudine tra questa vicenda e quella dei centri storici. Sono due vicende assolutamente analoghe. La sinistra, quella storica, ferma come un paracarro al bordo della strada mentre il mondo passa e cammina, ha sempre argomentato sulla necessità di fare dei centri storici musei a cielo aperto, determinando, anche a Perugia, ma non solo, autentiche desertificazioni, malfunzionamenti, distorsioni con le quali oggi noi siamo alle prese. La maggior parte degli Enti locali governati dalla sinistra nel desertificare i centri storici ha determinato un problema gigantesco ed irreversibile con il quale noi oggi ci stiamo faticosamente confrontando. Analoga vicenda è quella dei parchi. all'origine avete raccontato che era un modo per tutelare l’ambiente, e su questo siamo d'accordo, ma soprattutto per sviluppare un’economia, legata al turismo, all’ambiente, alla fruibilità delle risorse naturali, delle tipicità, e così via. In realtà tutta questa partita dei parchi, analogamente a tutta la partita del centri storici, non è andata come prospettato. Nei parchi e nelle aree contigue non c’è biodiversità, ma un proliferare di specie parassite che gravano e pesano su altre specie più deboli, che faticano a reggere l’impatto, per esempio, con le centinaia di migliaia di cinghiali, o di corvidi. Tutta la politica di protezione dei parchi è sbagliata, perché ha reso possibile il proliferare di specie che non hanno nulla a che fare col la biodiversità, anzi la uccidono. Come accaduto con i centri storici che sono diventati appannaggio della delinquenza, della clandestinità, degli spacciatori, e questo a scapito dei residenti. Tutta questa partita è stata fraintesa fino al punto da creare un danno reale, effettivo a quelle economie massacrate dalle ristrettezze regolamentari dei parchi. Rispetto a questo è necessario liberarci tutti dei condizionamenti ideologici, puntando su un governo sensibile del territorio, leggendo al contempo i cambiamenti che stanno interessando il territorio. Non sono ottimista al riguardo, tuttavia dichiaro il mio voto favorevole alla proposta”.
MASSIMO MANTOVANI (PdL): “ LA FASCIA APPENNINICA VIVE UN MOMENTO DI PARTICOLARE CRISI ED È QUINDI NECESSARIO CREARE LE CONDIZIONI PER POTER RIMUOVERE DEI VINCOLI CHE NON HANNO MOTIVO DI ESSERE - Accolgo con favore, seppure con troppo ritardo, le parole di alcuni colleghi perché, dopo 17 anni, nei loro interventi ho trovato passaggi perfettamente identici a quando, la cosiddetta 'parcomania' si era diffusa un po’ dappertutto, sindaci in testa, i quali, immaginando piogge di soldi dall’Europa, avevano convinto anche i propri cittadini sulla bontà di questa novità rappresentata dai parchi. Già nella Conferenza di Rio de Janeiro, che seguì quella di Stoccolma, si definì chiaramente il concetto di combinare la tutela dell’ambiente con lo sviluppo di carattere sociale ed economico, e da questo punto di vista va rilevato che, soprattutto nelle fasce 'A' dei parchi, alcune attività, che per millenni si erano susseguite in Umbria, furono addirittura dismesse con conseguente desertificazione di alcune zone. Oggi siamo all’ennesima prova di quanto sta accadendo all’interno della coalizione di maggioranza: su alcuni aspetti fondamentali non c’è assolutamente condivisione di indirizzo, né una visione unitaria sul modello di sviluppo della nostra regione. La fascia appenninica vive un momento di particolare crisi ed è quindi giusto e necessario creare le condizioni per poter rimuovere dei vincoli che non hanno motivo di essere. Dobbiamo cercare di recuperare l'identità e l'originalità del nostro paesaggio, non delle aree contigue o dei parchi, ma dell’intera regione. La ridefinizione dell’area contigua non può fermarsi sugli aspetti ideologici. Sono convinto che l’area contigua non abbia assolutamente nessuna ragione per continuare ad esistere perché rappresenta soltanto un vincolo dannoso per i cittadini e per chi fosse interessato ad investire nei territori interessati”.
FERNANDA CECCHINI (Assessore regionale Agricoltura): “BENE IL LAVORO FATTO IN COMMISSIONE PER LA RIDEFINIZIONE DELLE AREE. LA GIUNTA REGIONALE CONTRARIA ALLA LORO SOPPRESSIONE - La discussione, il confronto, nelle sue diverse posizioni, anche oggi ha affermato come il Consiglio regionale si interessa di uno dei valori fondamentali dell’Umbria: la qualità del nostro paesaggio, che corrisponde anche alla qualità della nostra vita e alla possibilità di continuare a pensare che l’Umbria può, come risorsa nel suo insieme, competere e costruire un modello di sviluppo legato alle proprie produzioni, ma soprattutto alla qualità del proprio ambiente. Con legge regionale sono sorti negli anni sei parchi, un sito di interesse naturalistico, siamo all’interno di un parco nazionale, il Parco dei Sibillini, e in questi anni la Regione non ha solo predisposto strumenti normativi per valorizzarli, ma ha anche realizzato una programmazione importante legata alla valorizzazione di essi, potendo usufruire anche di finanziamenti che hanno premiato la progettualità dell’Umbria (circa 7 milioni di euro ottenuti dall’Europa per investimenti legati alla logistica, alle infrastrutture, alla possibilità di rendere fruibili i nostri parchi). Come le politiche agricole anche quelle legate ai parchi e alle aree protette sono tornate nella gestione diretta dei Comuni, quindi delle popolazioni e questo rappresenta un elemento molto positivo, perché i sindaci sono l’interfaccia principale di una comunità che sicuramente è in grado di custodire le emergenze e le bellezze naturalistiche ambientali. I parchi saranno gestiti quindi delle Unioni speciali dei Comuni. Come Regione stiamo predisponendo l’apertura di misure per ulteriori investimenti da apportare utili a mettere a disposizione risorse sia per l’aggiornamento dei piani di gestione dei parchi sia per l’aggiornamento dei piani. Il Parco del Monte Cucco è nelle condizioni di riscrivere, il proprio piano proprio perché datato del 1997, ed ha bisogno quindi di essere aggiornato e riammodernato. Sono previste risorse per investimenti che si aggiungono ai fondi FAS, che, insieme, dovranno garantire la possibilità di aggiornare la sentieristica, di rendere accessibili ancora di più i parchi e dare un senso anche a quel progetto, che è stato preso come riferimento e anche come esempio a livello nazionale denominato “Parco terapeutico” all’interno dei parchi attivi. Vale a dire la possibilità di lavorare a progetti concreti affinché i parchi possano essere vissuti e messi in sinergia con le politiche sportive. Anche all’interno di un momento non facile, la Giunta regionale scommette nella valorizzazione dell’ambiente, insieme all'assessore Rometti. Come Giunta regionale, non solo quindi come Assessorato ai parchi e alle aree protette, ma ragionando anche insieme all'assessorato all’Ambiente saremmo assolutamente contrari alla soppressione delle aree contigue ai parchi. Quello trovato in Commissione, pertanto, è stato un punto di mediazione saggio. Per quanto riguarda l'area relativa al Parco del Monte Cucco avvieremo un iter da portare avanti in stretta sintonia e collaborazione con i sindaci e quindi con i territori. Non si tratta di un problema di ridelimitare l’area quanto di ridefinirla nel suo insieme con l'assessorato all’Ambiente. Ci aspetta dunque un lavoro serio che dovrà significare togliere vincoli e legacci laddove ostacolano lo sviluppo del territorio e rappresentano un elemento negativo per la comunità”. AS/TB/MP/GC
