CONSIGLIO REGIONALE (1-2): APPROVATA LA MOZIONE LOCCHI-BUCONI SUL PIANO RIFIUTI – IL DIBATTITO E L'ESITO DEL VOTO SULLE TRE MOZIONI IN DISCUSSIONE

L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha approvato a maggioranza la mozione dei consiglieri Locchi (Partito democratico) e Buconi (Socialisti) sull'aggiornamento del Piano, la chiusura del ciclo dei rifiuti e l'adeguamento degli impianti alla produzione di combustibile solido secondario. Respinte invece le mozioni firmate da Dottorini (Italia dei valori) e Stufara (Rifondazione comunista)–Brutti (Italia dei valori).

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25 Feb 2014 00:00

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(Acs) Perugia, 25 febbraio 2014 - L'Assemblea legislativa dell'Umbria ha approvato a maggioranza la mozione dei consiglieri Locchi (Pd) e Buconi (Psi) sull'aggiornamento del Piano, la chiusura del ciclo dei rifiuti e l'adeguamento degli impianti alla produzione di combustibile solido secondario (css). L'atto ha riportato 24 voti positivi (Pd, FI, Psi, Zaffini-De Sio Fd'I, Ncd), 5 contrari (Idv, Comunista umbro, Lega nord, Prc) e 1 astenuto, Lignani Marchesani (Fd'I).
Sono state invece respinte invece le mozioni firmate dal consigliere Oliviero Dottorini (Idv): 1 sì, 8 no (Ncd, FI e Zaffini/De Sio-Fd'I) e 21 astenuti (Pd, Psi, Comunista umbro, Lega, Brutti-Idv, Lignani Marchesani (Fd'I). E da Damiano Stufara (Prc) e Paolo Brutti (Idv): 4 sì (Comunista umbro, Lega, Prc, Brutti–Idv), 25 no (Pd, Psi, Ncd, FI, Dottorini-Idv, Zaffini/De Sio-Fd'I) e 1 astenuto (Lignani Marchesani-Fd'I).

La mozione approvata impegna la Giunta regionale a presentare un adeguamento dell'attuale Piano regionale dei rifiuti entro il prossimo mese di  giugno, prevedendo la soluzione più idonea ad assicurare la chiusura del ciclo. Si invita poi la Giunta regionale a prendere in considerazione la possibilità di adeguare uno o più impianti esistenti di selezione e trattamento per l'eventuale produzione di Css (combustibile solido secondario) e si sottolinea la necessità che nelle scelte si tenga conto anche dell'esito del percorso partecipativo già avviato con i sindaci dell'Umbria.

IL DIBATTITO

RAFFAELE NEVI (FORZA ITALIA) “SÌ ALLA MOZIONE LOCCHI-BUCONI CHE RICALCA LA NOSTRA PROPOSTA. OGGI FINISCE LA MAGGIORANZA DI CENTROSINISTRA” - Questo consiglio è molto importante e il centrosinistra lo affronta con imbarazzo. Non solo per il delicato argomento che stiamo affrontando, ma perchè oggi finisce la maggioranza di centrosinistra. Così almeno è stato detto dalla sinistra radicale, anche se io ho i miei dubbi perché nella maggioranza in molti tengono alle poltrone. Il centrodestra guarda con molta attenzione alla mozione presentata dai consiglieri Locchi e Buconi, perché ricalca la proposta che noi portiamo avanti da tre anni. Siamo convinti che la strada giusta sia quella di rivedere il piano regionale dei rifiuti aprendo al possibile utilizzo del combustibile da rifiuti. Il Css è il modo ambientalmente più idoneo ed economicamente più sostenibile.  Certo, come sottolineato dal collega Dottorini, permangono dei dubbi. Perchè aspettare giugno?  Ci rendiamo conto che l'attesa è dovuta solamente a beghe interne alla sinistra. Ma a noi non importa: abbiamo aspettato 4 anni e non ci spaventano altri 4 mesi. Noi cerchiamo di mettere al centro della nostra azione politica l'interesse dell'Umbria e dei cittadini. Non chiudiamo alle novità a all'innovazione, e puntiamo alla soluzione del problema dei rifiuti più ambientalmente sostenibile. Il Css, infatti, è sicuramente una soluzione migliore a quella di bruciare carbon coke. Quello che chiediamo all'assessore Rometti è un approfondimento dal lato economico. Se, come molti dicono, la soluzione prospettata riduce i costi di smaltimento allora questo sarebbe un bene anche per le tasche dei nostri cittadini. Speriamo che quella di oggi sia l'ultima votazione sui rifiuti perché sono quattro anni che il centrosinistra non dice una parola definitiva sulla questione. È arrivato il momento di scegliere, abbiamo infatti dei ritardi spaventosi visto che ne parliamo dal giorno dopo l'insediamento della Giunta Marini”.

ORFEO GORACCI (Comunista umbro) “SÌ ALLA MOZIONE STUFARA-BRUTTI. NO A QUELLA LOCCHI-BUCONI VOTATA DAL CENTRODESTRA” - Quello di oggi è un atto grave per l'Umbria. Il consigliere Nevi ha molte ragioni. Oggi vince il centrodestra, perché la mozione presentata da Locchi e Buconi dice le stesse cose di quella presentata dalla minoranza nel 2013. Forse perché, nel frattempo, sono cambiati gli scenari politici nazionali e da ieri a Roma come presidente del Consiglio c'è il miglior erede di Berlusconi. Oggi in Consiglio il Pd e il centrodestra voteranno insieme, come è già successo per l'E45. E sono convinto che se la Giunta Marini avesse bisogno di aiuto per arrivare al 2015, almeno su questi temi, il centrodestra sarebbe pronto a darglielo. Ma tranquillizzo il collega Nevi: per quanto mi riguarda non sono interessato a strapuntini. In quest'aula nessuno lo dice, ma in Umbra c'è il problema dei cementieri. A Gubbio, che è la realtà che io conosco meglio, ci sono due cementifici. In una realtà che già soffre per la produzione di cemento che distrugge i monti, non si può aggiungere anche solo la lontana ipotesi che nei cementifici si possa bruciare il Css. In questo modo non si rispetta il territorio di Gubbio, dove la politica tace, condizionata dai poteri forti. Su questo tema, come sottolineato dal collega Stufara, si sono pronunciate le due città più importanti dell'Umbria: Perugia e Terni dicono sì a rifiuti zero, e no a bruciare rifiuti con forti rischi di nocività. E non dobbiamo dimenticare che in paesi più avanzati del nostro, come Olanda e Danimarca, stanno tornando indietro, puntando su una raccolta differenziata spinta. Per l'Umbria penso ad uno sviluppo di qualità, basato su sostenibilità. Qui, invece, si sta agendo in senso contrario e a pagarlo saranno i cittadini. Anche in termini economici. Basta pensare ad una realtà come quella di Gubbio che ha 120 agriturismi che sarebbe fortemente penalizzata se questo territorio  dovesse diventare l'inceneritore del centro Italia. In questa regione da anni è mancata la volontà di conoscere, approfondire, studiare, di sapere che certe scelte possono portare a determinati rischi. Chi amministra, anche solo difronte ad un dubbio, dovrebbe riflettere e stare dalla parte della qualità della vita e della salute. Per questo annuncio la mia contrarietà alla mozione Locchi-Buconi che verrà votata dal centrodestra, mi asterrò su quella di Dottorini e voterò a favore della mozione presentata da Stufara e Brutti”.


GIANLUCA CIRIGNONI (LEGA NORD) – “NO CSS NEI CEMENTIFICI, SÌ A RACCOLTA DIFFERENZIATA E RIFIUTI ZERO – Si è parlato persino di energia nucleare, debbo dire che Chernobyl non ci ha insegnato nulla, ma per me una sola vittima, che sia un operaio o un bambino nato deforme in conseguenza del disastro nucleare, vale più della produzione mondiale di energia nucleare. Per restare a noi, se proprio si deve chiudere il ciclo con la termovalorizzazione, non si faccia nei cementifici, non ci sono garanzie per la salute dei cittadini. La mozione della maggioranza avalla la possibilità di bruciare css nei cementifici, e magari il css verrà da fuori, così dovremo anche pagarlo, oltre al danno per la salute. Sono invece a favore della mozione presentata da Brutti e Stufara, nel voler privilegiare la raccolta differenziata spinta e la strategia rifiuti zero. Quella è la direzione giusta, e se anche incontrassimo inizialmente delle difficoltà, le regioni del Sud, alle quali più di una volta abbiamo teso una mano, ce la daranno loro, stavolta, nel frattempo che ci adeguiamo. Da tempo ho difficoltà a condividere quest'Aula con forze politiche che si sono prestate ad una serie di 'golpe bianchi' come quello che, in ultimo, ha portato 'pinocchio Renzi' al governo con la sola decisione di una segreteria politica, e di questo dovranno risponderne al popolo”.

PAOLO BRUTTI (Idv) – “NON CI SONO LA VOLONTA' E LA CAPACITÀ DI FARE SCELTE POLITICHE. SI OBBEDISCE AGLI INTERESSI DELLE AZIENDE – Non è che la maggioranza si dissolva stamani sui rifiuti. Si è dissolta anche sulla E45 e su edilizia e urbanistica è stata tenuta in vita con le macchine. Nonostante tutto, questa maggioranza ha sette vite, e resta incollata sulle sedie. Servirebbe il coraggio di estromettere qualche assessore, ma è la presidente che li incolla alle poltrone. E Nevi dovrebbe essere contento se la maggioranza si dissolvesse, invece si sta facendo non un governo di larghe intese come accade a livello nazionale, ma atti legislativi dalle larghe intese. Quando la maggioranza zoppica, c'è sempre la stampella della 'cosiddetta' opposizione. Quanto durerà questo sistema? Finché i cittadini non si accorgeranno che è tutto posticcio. Non emerge né una posizione centrista né una di centrosinistra. Non si capisce nulla delle scelte di fondo. Non vi annoierò insistendo sulla raccolta differenziata, che favorirebbe il sonno dell'Aula o il brusio di disinteresse, anche se una parte della differenziata, pari al 9 per cento continua ad andare in discarica. Nel precedente piano era scritto che non si potevano utilizzare per la termovalorizzazione né impianti di produzione elettrica né cementifici, ma il termovalorizzatore. Ma dentro non ci va il rifiuto 'tal quale' che, si è scoperto, inquina anche gli inceneritori. Deve essere trasformato in cdr, combustibile da rifiuti, e quello di alta qualità è css. Dieci anni fa si poteva bruciare nei cementifici, ma la Regione l'aveva escluso per non aggravare la situazione. Questo viene messo in discussione. Si viene meno al principio fondamentale che si brucia in impianti dedicati. Adesso, invece, basta l'autorizzazione integrata ambientale. Ma se percorriamo questa strada, avremo gli stessi problemi che avremmo avuto se avessimo scelto l'inceneritore. Anche adesso chi utilizza css chiede ai produttori di non essere lasciato a piedi: ad esempio mi devi fornire 140mila tonnellate, altro che avanzare con la raccolta differenziata. Non gli si potrà rispondere che siccome avanza la differenziata ci sono meno rifiuti da bruciare. Ma un'altra strada c'è? Tutte le condizioni tecnologiche e organizzative esistono già in diverse parti d'Italia e del mondo. Se si vuole scegliere la strategia rifiuti zero ci sono tutte le condizioni, tranne la volontà politica e la capacità amministrativa, quelle non ci sono. Dimostriamo, invece, di avere una volontà positiva di risolvere in modo avanzato il problema dei rifiuti e di avere capacità organizzativa. Ma gli Ati sono prigionieri delle imprese che lavorano sui rifiuti, c'è una vera cattura degli amministratori da parte delle imprese. Nessuno le può costringere a seguire scelte politiche, sono loro che le fanno. Noi accettiamo subalterni la situazione”.

MASSIMO MANTOVANI (NCD): “UN DIBATTITO LUNGO 15 ANNI. IL GIOCO DELLE PARTI PASSA SOPRA LA SOSTANZA - Il dibattito su questo argomento è vecchio di 15 anni. Per quanto riguarda la tematica delle larghe intese assicuro che le nostre posizioni non sottintendono ad alcun accordo. Noi esprimiamo soluzioni che stiamo rimarcando da 15 anni. Meglio sicuramente prevedere la chiusura del ciclo che la terra dei fumi. Nella maggioranza ci sono chiare impostazioni divergenti. Non capisco perché i presentatori di questa mozione e quindi i loro partiti non hanno avuto il coraggio di votare la nostra mozione che esprimeva, sostanzialmente, le stesse linee di indirizzo. Ma il gioco delle parti passa sempre sopra la sostanza. Votare la nostra mozione avrebbe significato una operazione disdicevole a ridosso delle elezioni Europee ed amministrative. Tuttavia voteremo la mozione Locchi e Buconi auspicando che non rappresenti l'ennesima perdita di tempo per arrivare a fine legislatura senza prendere decisioni definitive su questo tema. Non si può asserire che la chiusura del ciclo è disdicevole avanzando dati difformi. Se la civile Vienna ha optato per un impianto in città, considerando la sua cultura basata principalmente sulla salubrità, vuol dire molto. La sicurezza degli impianti dipende dai controlli. In questo momento dove il sistema delle imprese fa fatica a rimanere in vita, soprattutto a causa del costo dell'energia che è tra i più alti d'Europa, c'è bisogno di scelte concrete ed intelligenti. Al nucleare è stato detto no, nonostante siamo all'avanguardia in questo settore. Le risposte, qualsiasi esse siano, vanno date con urgenza e non più rimandate”.

ANDREA LIGNANI MARCHESANI (FD'I): “NECESSARIE SOLUZIONI DEFINITIVE. SI CONTINUA NAVIGARE A VISTA SENZA PREVEDERE UN ABBASSAMENTO DEI COSTI - Si è parlato di questioni tecniche perdendo di vista la governance del sistema e la contingenza tragica e difficile di cittadini e imprese che hanno a che fare con i pagamenti del 2013. Ci sono situazioni drammatiche che interessano famiglie e imprese che non riescono a pagare le tariffe previste per lo smaltimento dei rifiuti. Per il 2013 è arrivata la vecchia Tares, nel 2014 quasi tutti i Comuni hanno spedito cartelle con una Tares maggiorata del 50 e del 70 per cento, questo a dimostrazione dell'incapacità di gestire il ciclo. Oggi non è assolutamente condivisibile cercare soluzioni temporanee. Si continua navigare a vista senza prevedere l'abbassamento dei costi del servizio. Abbiamo un sistema basato su due discariche regionali che dovevano essere chiuse ormai da tempo, invece continuano a rimanere attive. Bisogna mettere uno stop attraverso un Piano ben articolato. Non basta dire stop alle discariche e no alla chiusura del ciclo, passando per più raccolta differenziata. Serve prevedere una chiusura del ciclo prevedendo il minore impatto ambientale, e una governance precisa. Oggi non si sa chi deve fare cosa. C'è il problema che riguarda le gare, dovuto al fatto che non si è portato a regime il sistema regionale unico di gestione del sistema. Oggi non è possibile votare un indirizzo proposto da coloro che hanno gestito il sistema in maniera oggettivamente deficitaria. Auspichiamo che vengano vagliate con attenzione le misure necessarie per la chiusura del ciclo, attraverso impianti da ripagare con una gestione virtuosa che intervenga soprattutto sull'abbattimento delle tariffe. Bisogna capire se ci sono soluzioni percorribili dal punto di vista scientifico. Per quanto attiene alle larghe intese, prendiamo da esse le distanze perché non fanno altro che prendere in giro le famiglie e le imprese italiane”.

SILVANO ROMETTI (assessore ambiente): “Il piano rifiuti sta conseguendo degli obiettivi, facendo maturare uno scenario diverso da quello presente quando il piano stesso venne redatto. La Giunta valuta quindi possibile il superamento della costruzione di un impianto di termovalorizzazione. Ma non possiamo rinunciare alla chiusura del ciclo, il vero punto di stallo. Per fare questo non possiamo accontentarci di fare affermazioni ed indicare obiettivi futuri come quello dei 'rifiuti zero'. Il consigliere Goracci e il suo partito hanno avuto la responsabilità dell'assessorato all'ambiente ed ora propongono la strategia 'rifiuti zero' dopo aver lasciato un livello di raccolta differenziata del 30 per cento. Abbiamo l'esigenza di superare le discariche ma le soluzioni non sono infinite. Da qui a giugno approfondiremo il tema dei costi e di quale accordi fare anche fuori regione, dato che c'è una impiantistica per il recupero energetico sovradimensionata. C'è un confronto aperto tra i 4 Ati proprio per affrontare questi argomenti. Dobbiamo assumere una posizione aperta, che tiene conto dei nuovi scenari e dei cambiamenti normativi, che dia alla Giunta la possibilità di chiudere il ciclo non scartando a priori il recupero energetico. Non c'è alcuna subalternità verso nessuno e quindi respingo con forza le affermazioni, fuori luogo, del consigliere Brutti”.

REPLICHE
DAMIANO STUFARA
(Prc-Fds): “L'assessore Rometti si è impegnato per la raccolta differenziata, che è cresciuta anche per i sostegni riconosciuti ai Comuni. Diamo atto a Rometti di essere stato prima un sostenitore dell'inceneritore ed ora del combustibile da rifiuti. Non sembra però che si voglia fare il passo che i Comuni di Terni e Perugia ci hanno chiesto, con atti di indirizzo molto chiari. Sarebbe bene tirare fuori lo studio redatto da Oikos per l'Ati 4, nel quale si valuta la necessità di ricorso alla discarica nelle due ipotesi (con e senza produzione di css). Si nota nello studio che la necessità di ricorso alla discarica è pressoché analoga, facendo cadere una delle motivazioni addotte a sostegno del combustibile da rifiuti. Dietro cui ci sono evidentemente altri interessi. Seguire dunque il principio di cautela e la gerarchia di azioni indicate dall'Unione e dal Parlamento europei”.

OLIVIERO DOTTORINI (Idv): “Si stanno confrontando due dogmatismi: quello di chi brucerebbe tutto, a prescindere, magari dietro la pressione delle grandi aziende. E quello di chi, altrettanto dogmaticamente, non valuta che il css potrebbe arrivare anche da altre regioni, mettendo a rischio le azioni virtuose fatte in Umbria con la raccolta differenziata. Un confronto tra due dogmatismi che non tengono conto della realtà dei fatti. Grave che Pd e Psi non abbiano ritenuto opportuno un confronto nella maggioranza per giungere ad una posizione comune. Altrettanto grave che venga indicato il termine di giugno, ossia dopo le amministrative”.

DICHIARAZIONI DI VOTO
ORFEO GORACCI (Comunista umbro): “Astensione sul documento Locchi-Buconi, astensione sulla mozione Dottorini, sì a mozione Stufara–Brutti. Bottini, da assessore, ebbe il coraggio di rivedere la previsione di Monelli sull'incenerimento negli impianti industriali. Le popolazioni coinvolte da queste scelte non resteranno in silenzio: quando verranno richieste le autorizzazioni possiamo immaginare che ci sarà una forte mobilitazione”.
RAFFAELE NEVI (FI): “Sì a mozione Locchi–Buconi, no alle altre. Questo non per soccorrere la maggioranza, che dovrà sempre garantire il numero legale, che sarà garantito dal centrosinistra. Il centrodestra vota quei documenti per esprimere il proprio pensiero sull'argomento rifiuti. Incomprensibile che la presidente Marini mantenga in Giunta rappresentanti di partiti che votano atti di questo tipo. Goracci è l'unico a sostenere una teoria fuori e dentro il palazzo, forse perché non ha assessori in Giunta”.

RENATO LOCCHI (Pd): “Pensavamo si potesse ripartire dalle 5 ore di intervento della scorsa seduta in materia di rifiuti. Dobbiamo cercare di assomigliare il meno possibile al Parlamento in quanto a discorsi paludati. Sì alla nostra mozione, astensione sul documento Dottorini e no alla mozione Brutti–Stufara. L'Umbria ha affrontato la questione rifiuti in modo virtuoso, con buoni strumenti e programmazione. Manca però la chiusura del ciclo e non si può certo insistere con le discariche, che sono la peggiore delle soluzioni. Le buone ragioni che hanno unito il centrosinistra dal 1995 ad oggi non verranno meno per qualche divergenza sui rifiuti, ma eventualemente perché il mondo è cambiato in questi venti anni. Pertanto sbagliano coloro i quali insistono sempre su questi cambi di maggioranza, una parte della quale, come dimostrerà il voto di almento 16 consiglieri, è più responsabile e tiene fermo il punto di governo, su questo argomento e su altri”.

DAMIANO STUFARA (Prc-Fds): “Deve essere il Consiglio regionale ad decidere e votare le nuove linee del Piano rifiuti. Abbiamo scritto cose precise nel nostro atto, chiedendo alla Giunta di aggiornare il Piano entro giugno. Noi abbiamo detto oggi quale deve essere la politica dei rifiuti di questa Regione. No alla mozione Locchi–Buconi, di cui non condividiamo il merito. Astensione su mozione Dottorini, che apre alla possibilità di produrre css per poi esportarlo”. MP/PG/DMB/AS

Ultimo aggiornamento: 25/02/2014